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Piano casa: non si fa buona ERP minando i bilanci ex-Iacp, il gigantismo diventa nazionale, impegno Invimit sul 2° pilastro unica novità
Oggi il voto di fiducia in Aula di un testo che ha sostanzialmente blindato il decreto legge 66 con poche evoluzioni positive sugli assetti già definiti: nel primo pilastro, che avrebbe dovuto rafforzare l’ERP, colpo mortale ai bilanci delle aziende che gestiscono gli alloggi popolari con il trasferimento di parte dei canoni al finanziamento del fondo morosità incolpevole; nel secondo pilastro spazio alle società miste pubblico-privato; nel terzo pilastro eliminato il vincolo di un miliardo sugli investimenti esteri ma resta in assoluto: carta di ingresso ai grandi operatori della finanza immobiliare nazionali (Coima in primo fila) e sconto all’operazione Abbadessa-Cdp che non dovrà reperire i 400 milioni di capitale estero aggiuntivi rispetto ai 600 milioni versati dal fondo emiratino Mubadala. Rinviata l’operazione Cdp-Pnrr, saltata quella per gli immobili inutilizzati del Demanio (e di Fintecnca?).
Una nuova vita per Penn Station: ASTM guiderà il rilancio della stazione simbolo di New York
Arriva nuovo Dl Infrastrutture. Salvini convoca vertici Fs e Anas
- La Bce pubblica il bollettino, Lagarde al parlamento Ue
- “Oltre l’eclissi della questione urbana in Italia”, il convegno organizzato dall’Inu
- Emergenza abitativa e diritto alla casa, due appuntamenti del Pd a Roma
Ancona, i fondi per i portici. Torino, intesa per l’ex Westinghouse
A Firenze riemerge la partita del Franchi, con il Comune che apre ai privati per coprire il secondo lotto dei lavori e tenere in piedi la candidatura agli Europei 2032. Rientra anche Bagnoli, dove dopo i cantieri legati all’America’s Cup e il rilancio dell’area ex Italsider prende forma la futura Città dello sport e della vela. Tutte le news locali.
Piano casa, su Demanio e Cdp emendamenti ritirati. Salta il vincolo di un miliardo di euro di investimento estero per i programmi integrati
Belgio, completato lo Snake Building di C+S Architects
Bilancio Ue, è scontro. Italia e altri 16 a difesa della coesione
- Svimez, il Sud cresce più del Nord per il quarto anno consecutivo. Nel 2025 il Pil +0,7%, al Centro-Nord +0,5%
- Demanio, Archivio di Stato di Napoli: al via la prima concessione integrata dei servizi al pubblico
- Fs lancia nuovo green bond da 650 mln a supporto investimenti infrastrutturali
Piano casa, Albertini Petroni: bene sul PPP e il patrimonio pubblico ma funzionerà solo con bandi, norme e investimenti chiari
Torre Milano, tutti assolti ma il problema resta: e ora chi paga il conto? Il prezzo dell’incertezza tra norme, interpretazioni e investimenti
La vicenda della Torre Milano si è chiusa, almeno per ora, con una sentenza che farà discutere a lungo. Non perché abbia stabilito che il fatto non esisteva. Al contrario. Il fatto c’era. Il Tribunale di Milano qualche giorno fa, ha assolto gli imputati con la formula “il fatto non costituisce reato“, riconoscendo l’assenza dell’elemento soggettivo. Tradotto: costruttori, professionisti e funzionari pubblici hanno operato seguendo un sistema interpretativo che per anni era stato considerato corretto, consolidato e legittimo. Tutti assolti. Fine della storia? In realtà no. Perché la vera domanda non riguarda gli imputati. Riguarda tutti noi.
Destro: “Una politica industriale per i trasporti e la logistica. Nei prossimi 15 anni l’Italia dovrà spendere duemila miliardi per le infrastrutture”
Taranto restaura Palazzo Archita: 7,5 milioni
Il progetto esecutivo prevede il restauro delle facciate esterne del Palazzo, un nuovo sistema di illuminazione artistica delle facciate esterne e la sistemazione delle Piazze prospicienti il Palazzo.
Clausola sociale e lavoro supplementare, il Consiglio di Stato: sì all’applicazione elastica ma il vincolo resta
Una questione che continua a generare incertezze operative riguarda il modo in cui la clausola sociale di cui all’art. 57 del D.Lgs. n. 36/2023 debba essere considerata nella verifica di anomalia dell’offerta. Il tema è delicato perché si colloca in un punto di equilibrio non sempre facile da governare.
Il codice e la modalità facoltativa di retribuzione delle funzioni tecniche (art. 45, comma 2): inquadramento e conseguenze per il personale
In materia di funzioni tecniche, il Codice vigente consente una flessibilità gestionale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti nella valorizzazione del proprio personale, determinante effetti e implicazioni pratiche, che richiedono un approfondimento. L’articolo 45, al comma 2, infatti, contiene una specifica clausola che consente alle amministrazioni, ai fini dell’esclusione dall’obbligo di destinazione delle risorse percentuali stanziate nella commessa, di esercitare la facoltà di prevedere una “modalità diversa di retribuzione delle funzioni tecniche svolte dal proprio personale”. La presente istruzione analizza le caratteristiche, le corrette modalità procedurali, le implicazioni operative e contabili che l’adozione di tale percorso facoltativo comporta sia per l’amministrazione che per il suo personale, offrendo un supporto strutturato per una corretta applicazione della facoltà da parte dell’una nei confronti dell’altro, anche alla luce degli orientamenti e chiarimenti espressi dalle pronunce della magistratura contabile.
Vediamo meglio.
Procura e partecipazione alle gare, il Consiglio di Stato chiarisce i limiti dei poteri di rappresentanza
Lupoi: governance centrale forte per la prevenzione e la cura del territorio. Scalera: aspetto le vostre proposte per il secondo pilastro casa
L’ex capo della Protezione civile, ora commissario per la ricostruzione in Emilia-Romagna, Toscana e Marche, Fabrizio Curcio, ha spiegato quali sono i caratteri della gestione dell’emergenza che danno efficienza: c’è un sistema decisionale centralizzato, ma esiste anche una pianificazione che viene costruita giorno per giorno, anche con i territori.
Mose, manca il decreto. Polo di Portogruaro: accordo con Rfi
A Venezia torna il nodo del Mose, ancora senza un assetto definitivo sul piano operativo e occupazionale, mentre a Genova si riapre il confronto sull’espansione del porto di Pra’, già contestata dai comitati del Ponente. Per il resto, la rassegna segue altri fronti tra rigenerazione, infrastrutture e trasformazioni urbane: il riscatto del quartiere Gelso a Montemarciano, il bilancio di vent’anni di urbanistica a Milano, i nuovi disagi per il cantiere del Ponte Corleone a Palermo, le bonifiche in Basilicata e tante altre news locali.
Ex caserma Stamoto, al via il bando internazionale: Bologna cerca investitori per la rigenerazione urbana del compendio dismesso
Siamo ancora in tempo per attivare il Fondo di garanzia per le opere idriche (e collegarlo allo SFNIISSI) ora che il PNRR ci ha dato la maturità necessaria per capirne l’importanza
I recenti articoli di Antonio Massarutto (si legga qui) e Lorenzo Bardelli (si legga qui) hanno avviato su DIAC una riflessione sull’eredità del PNRR Idrico e sulle prospettive di finanziamento del settore nel futuro. Non voglio in questa sede ripetere le loro considerazioni con le quali concordo in gran parte, ma solamente sottolineare che uno dei meriti maggiori del PNRR è quello di avere imposto sistemi di valutazione degli investimenti che rimangono patrimonio dei soggetti beneficiari dei finanziamenti a fondo perduto. E questo vale per le modalità di distrettualizzazione e rifacimento delle reti idriche come per la scelta degli interventi per aumentare la resilienza dei sistemi idrici, con l’applicazione dall’analisi costi-benefici, dell’impatto del cambiamento climatico e dell’analisi di sistemi complessi.
Tuttavia, Antonio Massarutto evidenziava nel suo articolo come sia necessario che questo settore disponga di strumenti di finanziamento stabili nel tempo e non episodici come è stato il PNRR, e che anzi l’ultima misura rappresentata dallo SFNIISSI rappresenti almeno parzialmente una occasione perduta, in quanto non attiva fondi rotativi o di garanzia che considera giustamente come strumenti essenziali per il finanziamento del settore in futuro, come dimostra l’esperienza di altri Paesi. A questo proposito è interessante ricostruire la storia del Fondo di Garanzia, al quale ha fatto accenno Lorenzo Bardelli nel suo articolo. Ricostruzione noiosa, ma istruttiva.