APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

Equivalenza dei CCNL: quali gli errori da evitare per stazione appaltante e operatore economico

25 Set 2026 di Gabriella Sparano

Nonostante l’articolo 11 del Codice possa ormai dirsi rodato ed entrato a pieno titolo nella prassi di gara, consolidato dagli interventi attuativi e correttivi dell’Allegato I.01, il giudizio di equivalenza dei CCNL costituisce ancora un procedimento complesso e difficile tanto per l’operatore economico, che deve elaborare e giustificare la propria proposta contrattuale alternativa, quanto per la stazione appaltante, tenuta a condurre ed esplicitare una verifica complessa e analitica, che non si risolve né in una mera operazione algebrica di compensazione né, tanto meno, nella formale sovrapponibilità dei contratti. Facile a dirsi, ma difficile a farsi. 

Identità e responsabilità dei professionisti nell’era della Intelligenza Artificiale

23 Set 2026 di Angelo Ciribini

I media si interrogano regolarmente sulle minacce proposte dalla progressione dell’Intelligenza Artificiale: si tratta di un tema controverso, di cui è difficile dire senza cognizione di causa. Quello che è certo, ma spesso sottovalutato nel settore dell’ambiente costruito, è che la diffusione dei sistemi agentici metta, peraltro, in discussione l’identità e la responsabilità dei professionisti, la natura della firma e della copertura assicurativa connessa alla prestazione. Prima di tutto, come rilevato in altre occasioni, l’incrementale, ma rapida, disponibilità di funzionalità artificiali in tutti i dispositivi di produzione del dato o dell’informazione condurrà a un dialogo conversazionale con l’utente sempre più accentuato, senza la mediazione di specialisti cosiddetti BIM.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

Offerte oscurate: guida pratica alla decisione della stazione appaltante

18 Set 2026 di Gabriella Sparano

Con il nuovo Codice dei contratti pubblici (Dlgs. 36/2023), il legislatore ha introdotto un sistema di accesso agli atti di gara fortemente digitalizzato. Per gli atti e nei confronti dei soggetti individuati dall’articolo 36, l’accesso può infatti avvenire in modo automatico e d’ufficio attraverso le piattaforme di approvvigionamento digitale. Accanto a queste forme di ostensione automatica continua, naturalmente, a operare la disciplina dell’accesso su istanza.

INTERVENTO

Nel regolamento appalti UE la Pa tradizionale lascia il posto alla PA strategica, non basta più “comprare bene”

17 Set 2026 di Niccolò Grassi

Per molto tempo il diritto dei contratti pubblici è stato costruito attorno a una domanda apparentemente semplice, come deve acquistare la pubblica amministrazione per spendere correttamente il denaro pubblico. Concorrenza, pubblicità, parità di trattamento e selezione dell’offerta economicamente più conveniente costituivano, in questa prospettiva, gli strumenti per assicurare che la PA comprasse bene ciò di cui aveva bisogno.

Negli anni, però, questa logica è progressivamente cambiata. L’appalto non è più soltanto il procedimento mediante il quale l’amministrazione acquista un bene, un servizio o un lavoro, ma è diventato uno degli strumenti attraverso i quali la stessa amministrazione può incidere sul mercato e, indirettamente, sul contesto economico, sociale e ambientale nel quale opera. Si pensi, per esempio, agli obbligi sociali connessi agli appalti PNRR oggi trasfusi nell’art. 57 del D.Lgs. n. 36/2023.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

Costi della manodopera coincidenti con quelli stimati dalla stazione appaltante. Come comportarsi?

11 Set 2026 di Gabriella Sparano

Il Codice dei contratti pubblici, all’articolo 41, comma 14, consente il ribasso dei costi della manodopera a condizione che il concorrente dimostri, nell’ambito del sub-procedimento di verifica dell’anomalia, che il minor costo deriva da una più efficiente organizzazione aziendale. Ma che cosa accade quando invece l’operatore economico non applica alcun ribasso alla manodopera e dichiara un costo perfettamente coincidente, addirittura al centesimo, con quello stimato dalla stazione appaltante?

 

La proposta della Commissione Ue tenta di rivoluzionare un impianto troppo complesso e applicato con fatica

10 Set 2026 di Gabriella Sparano

La fibrillazione generale che ha accompagnato l’annunciata approvazione in corso della proposta di Regolamento sugli appalti pubblici da parte della Commissione Europea (Public Procurement Act) ha raggiunto il suo punto più alto ieri, 9 settembre, con l’ufficializzazione del documento (COM(2026) 590 final). Sebbene si tratti di una mera proposta di Regolamento, soggetta all’esame, alla discussione e all’eventuale approvazione formale da parte del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea, il documento sta già suscitando discussioni e dibattiti per gli impatti che potrebbe avere sulla attuale disciplina nazionale dei contratti pubblici.

IL COMMENTO

Più passi indietro che passi avanti nel passaggio dal codice appalti italiano al regolamento UE. Un primo elenco, ma la partita è tutta da giocare

10 Set 2026 di Mariangela Di Giandomenico

E regolamento sia. Questo era stato annunciato e la Commissione non si è smentita, come avevamo sempre sostenuto.

Non ci sono particolari novità almeno sui punti centrali rispetto al testo circolato.

La vera novità, nonostante l’opposizione degli Stati è che c’è un regolamento e non una direttiva, con le conseguenze più volte ricordate.

Dovendo la Commissione tener conto dei diversi livelli di normazione dei singoli Sati membri, per creare una strategia comune degli appalti in Europa, è chiaro che qualcosa per strada si è perso, rispetto a Stati, come l’Italia, dove il livello di regolazione è molto avanzato e in parte anche “copia” dalla Commisisone UE.

Lo spirito è giusto, creare regole comuni per favorire la concorrenza e consentire maggiore circolazione di capitali e ampliamento del mercato anche per le imprese che non si limitino a partecipare ad appalti nazionali.

Il problema è che qualcosa si perde se le regole devono essere uniformi, tenendo conto di regolazioni meno avanzate.

Abbiamo individuato alcuni punti critici, su cui si fa un passo indietro, da una parte e punti positivi, su cui si fa un passo avanti.

Le verifiche di anomalìa sui costi di manodopera e di equivalenza dei CCNL sono procedure separate e non sovrapponibili: il monito del Consiglio di Stato

09 Set 2026 di Gabriella Sparano

La sentenza n. 6838 ha ribadito la netta linea di demarcazione tra la verifica della congruità dell’offerta e la valutazione di equivalenza delle tutele contrattuali. Due adempimenti che le stazioni appaltanti possono ritenere sovrapponibili e interconnessi, ma che invece sono distinti e si pongono su piani differenti, per finalità e oggetto.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

Inclusione negli appalti di detenuti ed ex detenuti: guida pratica per il RUP al Comunicato ANAC-CNEL

04 Set 2026 di Gabriella Sparano

Pubblicato in pieno periodo estivo — il 6 agosto 2026 — è assai probabile che il Comunicato congiunto ANAC-CNEL sia sfuggito all’attenzione di molti RUP e tecnici delle stazioni appaltanti. Frutto dell’Accordo interistituzionale siglato il 16 giugno 2025 nell’ambito del progetto “Recidiva 0”, il Comunicato fornisce indicazioni concrete per l’applicazione della dimensione sociale degli appalti strategici, valorizzando, nel rispetto del quadro normativo vigente, l’inserimento lavorativo di detenuti, internati, ammessi alle misure alternative ed ex detenuti. La presente istruzione, pertanto, nasce con l’intento di trasformare un comunicato istituzionale in uno strumento che un RUP possa effettivamente utilizzare per orientarsi nella costruzione di una procedura di affidamento, individuando con immediatezza quali sono gli adempimenti imposti dalla normativa, quali sono le indicazioni contenute nel Comunicato e quali, invece, sono le scelte rimesse alla valutazione discrezionale della stazione appaltante.

Argomenti

Argomenti

Accedi