Diario dei Nuovi Appalti
IA: bandi tipo a confronto tra sdoganamento formale e zone d’ombra operative. La strada per l’integrazione nei contratti è lunga
La nuova revisione del Bando tipo Anac 1/2023: incorporata anche la disciplina dell’IA ma manca la conformità alla sentenza CdS del 21/4
Qualità vs. numerosità: la lezione dell’ANAC sulla legittimità dei bandi restrittivi
Il limite dell’autoresponsabilità “telematica” all’applicazione del soccorso istruttorio
Collocamento mirato nelle gare pubbliche, i chiarimenti dell’ANAC
La Corte dei Conti boccia la previsione di una buonuscita al termine della concessione per perdita dell’avviamento
Finalmente attivata la funzionalità FVOE per la verifica del pagamento del contributo ANAC
Convertito il decreto legge sicurezza, tutti gli impatti sugli appalti pubblici
Accordi quadro manutentivi a oggetto complesso e variegato: la pluralità di proposte tecniche non contrasta con l’unicità dell’offerta
Avvalimento premiale e CdS: salvataggio giuridico acrobatico o ridimensionamento del bando tipo ANAC?
Subappalto necessario e DGUE: per il Consiglio di Stato la standardizzazione del DGUE salva la dichiarazione generica di subappalto
Autovincolo amministrativo e favor partecipationis
La Corte dei Conti promuove le piattaforme certificate come alternativa al MEPA
Dal 24 maggio entrano in vigore i CAM ICT: cosa cambia per stazioni appaltanti e RUP
La verifica dei requisiti nelle gare d’appalto, perché l’ANAC dice no all’esternalizzazione
L’anomalia dell’offerta negli accordi quadro
Il plagio nelle offerte tecniche: per il Tar di Lecce non è motivo di esclusione dalla gara
Il soccorso istruttorio “correttivo” spiegato dal Consiglio di Stato
La trasparenza dichiarativa come presupposto dell’affidabilità dell’operatore economico
Fin dai primi articoli dedicati ai principi generali, il Dlgs. 36/2023 chiarisce che la corretta gestione delle procedure di affidamento si fonda su un rapporto di collaborazione leale e trasparente tra operatori economici e stazione appaltante, orientato al perseguimento dell’interesse pubblico. In questa prospettiva, infatti, gli articoli 2 e 5 delineano un modello in cui, da un lato, l’operatore economico è tenuto a garantire chiarezza e completezza informativa, e, dall’altro, la stazione appaltante esercita una valutazione autonoma, responsabile e sostanziale.
In questo contesto, è evidente che assumono particolare rilievo le problematiche relative alle omissioni dichiarative dell’operatore economico, che possono configurare un illecito professionale e richiedere alla stazione appaltante di verificare non solo ciò che è stato dichiarato, ma anche se il patrimonio informativo acquisito sia completo e idoneo a sostenere una decisione consapevole sull’affidabilità dell’operatore economico.
Vediamo, quindi, i criteri interpretativi e le indicazioni operative per affrontare tali questioni in modo coerente con i principi del Codice.