Diario dei Nuovi Appalti
La futura “open-negotiated procedure” nella bozza di regolamento europeo
Contrattazione collettiva nazionale, contrattazione collettiva aziendale e contrattazione individuale: per il CdS vale solo la prima per il giudizio di equivalenza dell’art. 11 del Codice
Quando un servizio o una fornitura hanno caratteristiche standardizzate
Specifiche tecniche, come impostarle e interpretarle correttamente per evitare illegittime esclusioni
Nell’ambito degli appalti pubblici, le stazioni appaltanti tendono spesso a inserire nei capitolati descrizioni estremamente minuziose delle caratteristiche richieste di un prodotto o di un servizio. Ciò induce i concorrenti e le stesse stazioni appaltanti a ritenere che qualsiasi minima difformità descrittiva dell’offerta ne comporti l’automatica esclusione dalla gara. Tuttavia, le specifiche tecniche non devono trasformarsi o essere utilizzate come tagliole anticoncorrenziali, ma vanno intese e utilizzate soprattutto in chiave funzionale, ossia per il migliore raggiungimento del risultato finale a cui tende l’amministrazione.
Vediamo, quindi, fin dove si possono legittimamente spingere.
L’ANAC spiega le principali clausole del Bando-tipo 2_2026
La buona fede nei contratti pubblici: anche le Sezioni Unite della Cassazione bocciano i furbetti del non dichiarato
Costo della manodopera e gestione del volontariato, i nodi irrisolti dalla sentenza del TAR Calabria
Una questione particolarmente delicata, destinata probabilmente a generare ulteriori riflessioni, riguarda la possibilità per un operatore economico di costruire l’offerta presentata in una gara pubblica facendo affidamento anche sull’impiego di personale volontario. Il tema si colloca all’incrocio tra due sistemi che rispondono a logiche profondamente diverse. Da una parte vi è il Terzo settore, nel quale il volontariato costituisce espressione di partecipazione solidaristica e l’attività viene svolta gratuitamente. Dall’altra parte vi è il mercato dei contratti pubblici, che si fonda sul confronto competitivo tra operatori e nel quale il costo della manodopera costituisce oggi una delle componenti maggiormente presidiate dal D.Lgs. n. 36/2023.
Cumulo alla rinfusa ascendente e discendente prima e dopo il Correttivo: il TAR chiarisce la nuova disciplina e i suoi effetti pratici
Caos efficienza decisionale: Anac attiva il nuovo sistema di monitoraggio ma già ha problemi
Gli incentivi per funzioni tecniche nell’accordo quadro secondo la Corte dei Conti
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I rischi di un uso non governato dell’IA rivelati da un sondaggio
Offerta tecnica in chiaro e oscurata, la difformità genera offerta plurima anche se il file oscurato non viene aperto
Il principio della riserva di umanità nei contratti pubblici digitalizzati
Sembra quasi il titolo di un film futuristico o di fantascienza, e invece la cosiddetta “riserva di umanità” indica un principio reale e concreto, sancito dallo stesso Codice dei contratti pubblici all’articolo 30, commi 3 e 4, e strettamente connesso con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA). Contratti pubblici – ormai completamente digitalizzati – e IA rappresentano infatti un binomio sempre più attuale. Ma cosa significa, in concreto, questo principio per l’attività delle stazioni appaltanti? La risposta arriva da una recente sentenza del TAR Marche (Ancona, 1° giugno 2026, n. 758), che ha affrontato un caso emblematico.
Appalti pubblici e indebito arricchimento della PA
Una questione che presenta rilevanti implicazioni pratiche riguarda gli effetti derivanti dall’affidamento di prestazioni in favore della pubblica amministrazione al di fuori delle regole di evidenza pubblica, senza un valido contratto e senza il necessario presidio contabile della spesa. Il tema non è meramente civilistico, né può essere ridotto alla sola domanda se la prestazione sia stata effettivamente resa o se l’amministrazione ne abbia tratto una qualche utilità. La decisione della Corte di Cassazione n. 19743 del 14 giugno 2026 consente infatti di ribadire un principio molto più netto e allo stesso tempo preoccupante: quando l’attività viene acquisita dall’ente senza il rispetto delle forme pubblicistiche e contabili che presidiano l’assunzione della spesa, non si genera automaticamente un’obbligazione dell’amministrazione verso il prestatore, né l’azione di arricchimento senza causa può essere utilizzata come strumento ordinario per recuperare a posteriori ciò che non è stato correttamente affidato a monte.
Clausola sociale e lavoro supplementare, il Consiglio di Stato: sì all’applicazione elastica ma il vincolo resta
Una questione che continua a generare incertezze operative riguarda il modo in cui la clausola sociale di cui all’art. 57 del D.Lgs. n. 36/2023 debba essere considerata nella verifica di anomalia dell’offerta. Il tema è delicato perché si colloca in un punto di equilibrio non sempre facile da governare.