Diario dei Nuovi Appalti
I rischi di un uso non governato dell’IA rivelati da un sondaggio
Offerta tecnica in chiaro e oscurata, la difformità genera offerta plurima anche se il file oscurato non viene aperto
Il principio della riserva di umanità nei contratti pubblici digitalizzati
Sembra quasi il titolo di un film futuristico o di fantascienza, e invece la cosiddetta “riserva di umanità” indica un principio reale e concreto, sancito dallo stesso Codice dei contratti pubblici all’articolo 30, commi 3 e 4, e strettamente connesso con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA). Contratti pubblici – ormai completamente digitalizzati – e IA rappresentano infatti un binomio sempre più attuale. Ma cosa significa, in concreto, questo principio per l’attività delle stazioni appaltanti? La risposta arriva da una recente sentenza del TAR Marche (Ancona, 1° giugno 2026, n. 758), che ha affrontato un caso emblematico.
Appalti pubblici e indebito arricchimento della PA
Una questione che presenta rilevanti implicazioni pratiche riguarda gli effetti derivanti dall’affidamento di prestazioni in favore della pubblica amministrazione al di fuori delle regole di evidenza pubblica, senza un valido contratto e senza il necessario presidio contabile della spesa. Il tema non è meramente civilistico, né può essere ridotto alla sola domanda se la prestazione sia stata effettivamente resa o se l’amministrazione ne abbia tratto una qualche utilità. La decisione della Corte di Cassazione n. 19743 del 14 giugno 2026 consente infatti di ribadire un principio molto più netto e allo stesso tempo preoccupante: quando l’attività viene acquisita dall’ente senza il rispetto delle forme pubblicistiche e contabili che presidiano l’assunzione della spesa, non si genera automaticamente un’obbligazione dell’amministrazione verso il prestatore, né l’azione di arricchimento senza causa può essere utilizzata come strumento ordinario per recuperare a posteriori ciò che non è stato correttamente affidato a monte.
Clausola sociale e lavoro supplementare, il Consiglio di Stato: sì all’applicazione elastica ma il vincolo resta
Una questione che continua a generare incertezze operative riguarda il modo in cui la clausola sociale di cui all’art. 57 del D.Lgs. n. 36/2023 debba essere considerata nella verifica di anomalia dell’offerta. Il tema è delicato perché si colloca in un punto di equilibrio non sempre facile da governare.
Procura e partecipazione alle gare, il Consiglio di Stato chiarisce i limiti dei poteri di rappresentanza
La mancata programmazione di un acquisto non determina l’invalidità della procedura di affidamento
La discrezionalità valutativa nell’OEPV e i diversi gradi di motivazione
Appalti digitali all’estero, i chiarimenti e le semplificazioni dell’ANAC
Gare telematiche tra dovere di diligenza e rischio tecnico
Tar Catania conferma la funzione suppletiva temporanea di Consip: obbligo di inserire nei contratti con i fornitori clausola di cedevolezza nel caso la gara regionale arrivi al traguardo
L’equilibrio del Consiglio di Stato sul subprocedimento di verifica dell’anomalia: il termine di 15 giorni per le spiegazioni non deve essere considerato perentorio
Una questione che il nuovo Codice dei contratti pubblici ha riportato al centro del dibattito riguarda il modo in cui deve essere gestito il subprocedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta e, in particolare, la natura del termine assegnato all’operatore economico per rendere le proprie spiegazioni.
Le linee guida MIT a confronto con il bando tipo ANAC e l’implementazione esecutiva delle pad
Sebbene siano definite linee guida, quelle approvate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e pubblicate lo scorso 5 giugno per la corretta attuazione della revisione dei prezzi c.d. “ordinaria” negli appalti di servizi e forniture non si limitano a fornire meri orientamenti teorici. Al contrario, il documento pone a carico delle stazioni appaltanti precisi adempimenti.
Oltre la gara: la gestione operativa del contratto pubblico tra l’ossessione per la selezione e la realtà dell’esecuzione
Possiamo tranquillamente affermare che, da sempre, la contrattualistica pubblica evidenzia una asimmetria regolatoria e culturale, caratterizzata da una cura, una attenzione quasi totale per la fase competitiva della selezione del contraente, a fronte invece di una tendenziale minore attenzione per la successiva fase della esecuzione.
Gli aspetti critici della revisione prezzi alla luce delle linee guida del MIT
Le Linee guida MIT sulla revisione prezzi negli appalti di servizi e forniture del 30 maggio 2026 hanno il merito di affrontare un tema che, dopo il correttivo al Codice, rischiava di restare sospeso tra formula normativa e gestione concreta. L’articolo 60, comma 2-bis, del D.Lgs. n. 36/2023 consente infatti, per servizi e forniture, di affiancare alla revisione straordinaria un meccanismo ordinario di adeguamento del prezzo all’indice inflattivo convenzionalmente individuato dalle parti. La novità è significativa, perché sposta il tema della revisione dal solo evento eccezionale alla fisiologia dei contratti di durata, cioè a quei rapporti nei quali il tempo non è un dato neutro ma incide direttamente sulla tenuta economica della prestazione.
È tempo per le stazioni appaltanti qualificate di monitorare la propria efficienza decisionale e l’ANAC scrive ai RASA
Gare telematiche e modifiche della documentazione, il monito del Tar Campania alle stazioni appaltanti
Appalti verdi, CAM assenti nel 22,6% delle gare. Il problema è il monitoraggio degli acquisti ma mancano i tecnici
La (mala) gestione dell’intelligenza artificiale nel sistema appalti
Una questione che inizia a emergere con sempre maggiore evidenza nel sistema dei contratti pubblici riguarda il modo in cui l’intelligenza artificiale entra nelle procedure di gara. Il tema è oggi spesso affrontato dal lato degli operatori economici, soprattutto dopo l’aggiornamento del Bando tipo n. 1 di ANAC, che ha introdotto clausole dichiarative sull’utilizzo di sistemi di IA nella predisposizione dell’offerta e nella fase esecutiva. È un passaggio certamente significativo ma sarebbe riduttivo pensare che il problema dell’intelligenza artificiale negli appalti si esaurisca nell’obbligo dichiarativo posto a carico dei concorrenti.