DENTRO IL CERCHIO - La Voce dei Geometri
Il cambiamento climatico impone di ripensare il patrimonio costruito, passando dalla riduzione dei consumi alla resilienza idrica degli edifici. Per anni abbiamo valutato la sostenibilità del costruito in base all’energia. Oggi dobbiamo considerare anche quanta acqua un edificio consuma, recupera, trattiene e restituisce al territorio.
Quanto sta accadendo in queste ore in Spagna (proteste in piazza per la crisi abitativa, caduta del governo e convocazione di nuove elezioni generali a novembre), suggerisce alcune riflessioni sulla situazione italiana, altrettanto per non dire ancor più critica di quella iberica.
Preliminarmente vale la pena evidenziare analogie e differenze tra le due realtà.
PROSSIMITÀ
Oltre 1.500 Comuni, trasformazioni che non conoscono più confini amministrativi e competenze sempre più difficili da costruire nei piccoli enti. Le Comunità di pianura arrivano ai sindaci e raccolgono i primi apprezzamenti. Una nuova organizzazione per non cancellare le autonomie locali, ma per smettere di lasciarle sole.
La Lombardia corre, i territori cambiano e la macchina amministrativa non può permettersi di restare ferma nelle sabbie mobili della burocrazia.
LA GIORNATA
- Von der Leyen: lanceremo una task force per aggregare domanda energia Ue
- Da Bankitalia una proposta per una definizione unica di prestiti verdi per edilizia
- Trevi, contromossa di Icop: presenta un esposto a Consob, profili di criticità nelle comunicazioni di Webuild
LA GIORNATA
- Istat: la pressione fiscale sale al 43,5%, manovra a caccia di coperture
- Trevi, nuova mossa di Webuild: acquista azioni del gruppo e sale al 18,91% del capitale
- Ex Ilva, la Corte di Milano conferma il blocco degli altoforni
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Nell’anno scolastico 2025/2026 la scuola italiana ha perso circa 134.000 alunni, quasi 50.000 dei quali nelle secondarie di secondo grado. È il volto più noto dell’inverno demografico, e ci si aspetterebbe di ritrovarne gli effetti in ogni indirizzo, compresi quelli tecnici: la contrazione, ripartita per indirizzo, è di circa 23.500 studenti nei licei, 15.500 negli istituti tecnici e 11.000 nei professionali. Eppure gli iscritti all’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio (CAT) sono 12.528, il 5,5% in più dell’anno precedente: un valore che, al netto di alcune variazioni nella copertura statistica, si avvicina a quello di dodici anni fa. Crescono anche i diplomati, passati da 9.532 a 10.430.
Il paradosso è solo apparente.
PROSSIMITÀ
Ormai parlano tutti di intelligenza artificiale. Potevamo non farlo anche noi? Naturalmente no. Ma proviamo almeno a farlo da un punto di vista diverso: portiamola dentro la Pubblica Amministrazione, dentro un Comune, dentro gli uffici, tra procedimenti, banche dati, gestionali, documenti, scadenze e responsabilità. Insomma, mettiamola alla prova proprio nel luogo in cui, prima o poi, moltissime delle grandi innovazioni annunciate devono trasformarsi in qualcosa di concreto. Ed eccoci qua.
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Il recente rapporto pubblicato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), intitolato “Clean energy technologies in the European Union — implications for quality jobs, skills and a just transition”, consegna alle istituzioni e al mondo produttivo un quadro di straordinaria rilevanza e, al contempo, un monito non più eludibile.
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Le professioni regolamentate in Italia non rispondono solo alle logiche di mercato: costituiscono un vero presidio di legalità e di tutela della fede pubblica, elevandosi a vera e propria garanzia di rango costituzionale. Attraverso gli ordini e i collegi professionali – enti pubblici non economici che vigilano sugli iscritti senza gravare sulla finanza pubblica – si attua una sussidiarietà orizzontale in cui lo Stato delega controlli a soggetti qualificati.
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La gestione dei lavori di manutenzione straordinaria e di riqualificazione degli edifici condominiali ha raggiunto un livello di complessità tecnica e giuridica particolarmente elevato. Contenziosi con le imprese, crisi dell’appaltatore, sospensioni contrattuali, difficoltà finanziarie e blocco dei crediti fiscali hanno prodotto negli ultimi anni un fenomeno sempre più frequente: il cantiere sospeso o, peggio, abbandonato di fatto. Quando le lavorazioni cessano può diffondersi l’erronea convinzione che l’interruzione dell’attività determini anche una sospensione delle responsabilità. Non è così.
LA GIORNATA
- Rigenerazione urbana, a Bologna presentati il progetto per la ex Caserma Perotti e il bando per la ex Caserma Stamoto
- Microimprese, cresce l’educazione finanziaria ma rimangono indietro sull’Ia
- Pnrr, Utilitalia: 95% progetti delle utility concluso o in linea cronoprogramma
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L’emanazione del Decreto-Legge 7 agosto 2026, n. 144, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 182 ed entrato in vigore l’8 agosto 2026 introduce rilevanti novità per le professioni tecniche. In attesa della conversione in legge, che dovrà intervenire entro il 6 ottobre 2026, si valutano a seguire le principali modifiche introdotte che spaziano dalle semplificazioni edilizie nei Campi Flegrei al ruolo degli esperti catastrofali, fino alla ricostruzione del Centro Italia.
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PRIMA USCITA DEL COMMISSARIO AL PIANO CASA
Alla Conferenza nazionale degli Ordini degli architetti si è discusso anche della legge delega sull’edilizia. Il presidente del CNAPPC Panci e il segretario Guernieri: “Urgente chiarezza sulle norme, chiudere il periodo delle deroghe”. La relatrice Mazzetti ottimista: prima della pausa estiva voteremo gli emendamenti, a settembre approvazione della Camera”.
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La sostituzione del cavalcaferrovia nel nodo ferroviario di Firenze mostra quanto la riuscita di un intervento infrastrutturale dipenda dalla capacità di governare lavorazioni, imprese, rischi e ricadute sulla mobilità. Una complessità nella quale le competenze tecniche diventano il punto di raccordo tra progettazione, sicurezza ed esecuzione.
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A sei mesi dall’approvazione della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), il settore dei lavori pubblici si trova a vivere una transizione normativa complessa, sospesa tra rigidi obblighi già operativi e scadenze cruciali che sono purtroppo spirate a vuoto. Se a gennaio avevamo salutato la riforma come un cambio di paradigma strutturale volto ad abbandonare la logica emergenziale del caro-materiali, a luglio 2026 lo stato dell’arte ci impone un’analisi più pragmatica. Il traguardo del 29 giugno – termine ultimo dei 180 giorni per l’adozione del Prezzario Nazionale da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) – è passato senza la pubblicazione del testo definitivo.
Per tutti i professionisti, che operano quotidianamente come computisti, direttori dei lavori e asseveratori, comprendere l’esatto confine tra ciò che è già precetto di legge e ciò che è ancora in divenire è fondamentale.
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Il rapporto 2026 dell’Osservatorio Immobiliare Italiano (OMI), relativo all’anno 2025, rileva per il solo settore residenziale, oltre 765.000 compravendite, per un controvalore superiore a 120 miliardi di euro, confermando un trend di crescita delle transazioni negli ultimi tre anni. Un mercato che coinvolge in modo diffuso e capillare una fitta rete di privati, imprese, istituti di credito e professionisti della filiera tecnica e legale.