Rigenerazione urbana
Progettare insieme gli spazi verdi. Le tre lezioni del Villaggio Giardino a Modena: costi fondiari contenuti, investimenti ripartiti e valore urbano collettivo
Non esiste intervento di Rigenerazione Urbana che non si ponga il tema dello spazio pubblico e delle aree verdi come elemento di necessaria qualità e, al tempo stesso, di complessità gestionale e di sostenibilità.
Se si guarda agli esiti, tuttavia, si vede che, a volte, questi spazi di interazione, socialità libera e qualità ecologica finiscono con l’essere pensati più per essere instagrammabili che come reali elementi strutturanti della progettualità complessiva dell’intervento.
Anche in questo caso, guardare con curiosità al passato, anche recente, può essere di aiuto, per scoprire iniziative e brani di città in cui si è riusciti efficacemente a fare del “verde” non un plus ma un ingrediente essenziale della concezione urbana.
E’ il caso del cosiddetto “Villaggio Giardino” di Modena, una delle esperienze più interessanti dell’urbanistica residenziale italiana del secondo Novecento. La sua storia è particolarmente significativa perché non racconta soltanto la costruzione di un quartiere, ma il tentativo di realizzare una nuova idea di città: un luogo in cui l’abitare, il verde, lo spazio pubblico e la vita collettiva fossero progettati insieme.
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- Nello Musumeci (ministro per la protezione civile)
- Felice Squitieri (comm. Piano casa)
- Stefano Scalera (Invimit)
- Guido Castelli (Comm. Sisma 2016)
- Piero Petrucco (Ad Icop e vicepres. Ance centro studi)
- Roberto Gualtieri (Sindaco di Roma)
- Elisabetta Pellegrini (Comm. Edilizia integrata)
- Gaetano Vecchio (Vicepres. Ance)
- Andrea Nuzzi (Dg Business Cdp)
- Maurizio Gasparri (Senatore Forza Italia)
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Piano Casa e rigenerazione urbana: affrontare l’incertezza regolatoria per massimizzare l’impatto
Nel giro di poche settimane, il governo ha rilanciato con enfasi il Piano Casa (D.L. 66/2026), mentre il Senato riprendeva, dopo tre anni di stallo, l’esame del disegno di legge sulla rigenerazione urbana. Le due iniziative condividono l’ambizione dichiarata di rimettere in moto un mercato residenziale che investe lo 0,5% del PIL, contro l’1-1,5% dei principali paesi europei, e che negli ultimi vent’anni ha visto crollare i permessi di costruire da 250.000 a meno di 50.000 l’anno.
Demanio, investimenti realizzati da 89 milioni nel 2022 a 242 nel 2025. Con il nuovo Piano obiettivo 2029 1 miliardo (e 70 piani città)
Le attivazioni in corso (5,7 miliardi nel 2026) porteranno nei prossimi quattro anni a un’accelerazione progressiva: 343 milioni nel 2026, 871 nel 2027, 890 nel 2028, 953 nel 2029. A fine ciclo gli investimenti cumulati ammonteranno a 4,1 miliardi.
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