TERZA PUNTATA

Rivoluzionata la narrazione del ciclo delle costruzioni 2023-2025 con il boom del non residenziale nel 2024 che nessuno ha visto

19 Mag 2026 di Lorenzo Bellicini - Direttore CRESME

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Abbiamo visto negli articoli precedenti che l’ISTAT ha operato nel marzo 2026 una eccezionale revisione degli investimenti in costruzioni per il 2024 che modificava pesantemente le stime sullo stesso anno elaborate cinque mesi prima; questa nuova stima determina un crollo degli investimenti in abitazioni del 36,4% contro il -7,7% della precedente, e una crescita del 43,6% degli investimenti in “edilizia non residenziale e altre opere”, contro il +14,3%. Nel precedente primo contributo abbiamo analizzato la contrazione degli investimenti in abitazioni, mettendola in discussione; mentre nel secondo abbiamo sviluppato una prima analisi del comparto dell’”edilizia non residenziale e altre opere”. Analisi che qui viene sviluppata e ci porta a comprendere, entrando nello specifico dei dati per branche di attività, dove si è intervenuto e con modalità ancor più eccezionali di quelle degli investimenti in abitazioni. Infatti la sintesi che si può trarre dai nuovi dati è che nel 2024 ci sarebbe stato un vero e proprio boom di investimenti in edilizia non residenziale privata in Italia.

Abbiamo visto nelle note precedenti che l’ISTAT ha operato nel marzo 2026 una eccezionale revisione degli investimenti in costruzioni per il 2024 che modificava pesantemente le stime sullo stesso anno elaborate cinque mesi prima; questa nuova stima determina un crollo degli investimenti in abitazioni del 36,4% contro il -7,7% della precedente, e una crescita del 43,6% degli investimenti in “edilizia non residenziale e altre opere”, contro il +14,3%. Nel precedente primo contributo abbiamo analizzato la contrazione degli investimenti in abitazioni, mettendola in discussione; mentre nel secondo abbiamo sviluppato una prima analisi del comparto dell’”edilizia non residenziale e altre opere”. Analisi che qui viene sviluppata e ci porta a comprendere, entrando nello specifico dei dati per branche di attività, dove si è intervenuto e con modalità ancor più eccezionali di quelle degli investimenti in abitazioni. Infatti la sintesi che sei può trarre dai nuovi dati è che nel 2024 ci sarebbe stato un vero e proprio boom di investimenti in edilizia non residenziale privata in Italia. Così dopo il boom dei superbonus e il boom delle opere pubbliche spinte dal PNRR, il Paese avrebbe vissuto un super-anno “non residenziale”:

  • Gli investimenti operati dall’aggregato “attività estrattiva, attività manifattura, fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata, fornitura di acqua, attività di trattamento rifiuti, costruzioni”, sono passati dai 20,8 miliardi del 2023 ai 33,7 del 2024, per una crescita del +61,9%. E questo grazie a una revisione del +43,5% della stima elaborata a settembre 2025.
  • L’ulteriore cosa che colpisce è che tutte le voci hanno registrato una rivalutazione superiore al 40%, e nel confronto con il 2023 hanno registrato una sistematica crescita di oltre il 60%: lo hanno fatto gli investimenti in edilizia non residenziale dell’industria manifatturiera (+60,6%); lo hanno fatto gli investimenti non residenziali delle imprese di costruzioni (62,7%); lo hanno fatto gli investimenti in edilizia non residenziale e altre opere. E anche quelli in “fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata, fornitura di acqua, reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento”.
  • Ma è accaduto anche per gli investimenti delle imprese operanti in “agricoltura, silvicultura e pesca”, la cui crescita è stata del 68%, contro una precedente stima del +9,7%.
  • Gli investimenti in “edilizia non residenziale e altre opere” della Branca dei servizi sono cresciuti nel complesso, sulla base delle nuove stime, solo del 37,7% contro il 14,9% della precedente stima. Anche qui, però, la maggior parte delle voci è cresciuta con valori attorno al+60%, con l’eccezione del Commercio (+ 34,1%), delle attività finanziarie (+13,6%) e soprattutto nella branca Amministrazione pubblica e difesa, assicurazione sociale obbligatoria, istruzione, sanità e assistenza sociale, in sostanza le opere pubbliche, dove la crescita è stata del 26,1%, in linea con la previsione precedente.
  • Quindi nessun cambiamento nella previsione della spesa per le Opere Pubbliche, tutto l’incremento è dovuto al boom degli investimenti privati in edilizia non residenziale e nelle “utilities”.

In sostanza quello che i nuovi dati della Contabilità nazionale ci stanno dicendo è che il settore delle costruzioni ha registrato, dopo il boom della riqualificazione del patrimonio edilizio residenziale 2021-2023, e quello delle opere pubbliche 2021-2025, un boom da parte degli investimenti non residenziali privati nel 2024 che ha dell’eccezionale. Investimenti che trattandosi di attività economico-produttive avrebbero dovuto testimoniare una fase di fortissima crescita del Paese, ma secondo l’indice della produzione industriale fatto 100 il 2021, nel 2024 la produzione era scesa al 94,9%, con un calo del 3,5% rispetto al 2023. Produzione in calo e investimenti in forte crescita del 60%? Se fosse vero sarebbe un fenomeno da approfondire. Certo colpisce l’omogeneità della crescita e della revisione apportata ai diversi settori. Certo si avrebbe bisogno di spiegazioni.

Investimenti in “edilizia non residenziale e altre opere” 2023-2024 per Branca di attività economica (ATECO 2007)
Fonte: Elaborazioni CRESME su dati ISTAT (*)Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata, fornitura di acqua, reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento, attività estrattiva

La narrazione del mercato delle costruzioni 2023-2025 è profondamente cambiata

È naturale che a questo punto ci si possa domandare come è cambiata la narrazione di cosa è successo nel settore delle costruzioni tra 2023 e 2025, essendo il 2024 l’anno di connessione? E quale diventa la lettura del 2026 e del 2027? L’intera analisi con le previsioni e l’impatto sul PIL sarà sviluppata nel 40° Rapporto Congiunturale e Previsionale che presenteremo il 30 giugno, al quale rimandiamo, qui però anticipiamo alcune prime evidenze sul 2025 utilizzando i dati della stima di marzo 2026. Abbiamo visto che chi traina la caduta nel 2024 è il comparto degli investimenti in abitazioni. Il grafico1 racconta benissimo, con una perfetta forma geometrica il cambiamento della narrazione in questo comaprto: la flessione pesante del mercato che sarebbe derivata per il 2025 sulla base delle stime del 2024 elaborate a settembre 2025, viene anticipata al 2024, e ammorbidita per il 2025. Una flessione che sarebbe stata nel 2025 del 33,5%, diventa del -3,5%.  Esattamente il contrario di quanto avviene per l’edilizia non residenziale e le altre opere. La  forte rivalutazione degli investimenti nel 2024, porta a una crescita nel 2025 più equilibrata (dal + 37,6% al+9,5%).

Come è cambiata la narrazione dell’andamento degli investimenti in costruzioni tra 2023 e 2025 sulla base delle diverse stime di Contabilità nazionale (milioni di euro correnti)
Grafico 1. Abitazioni Grafico.3 Edilizia non residenziale e altre opere
Fonte: Elaborazione Cresme su dati ISTAT

Ma ciò che conta di più è forse la nuova narrazione degli investimenti in costruzioni totali descritta dal Grafico 3: il 2024 prima presentato come anno di crescita diventa un anno di forte flessione, questo consente al 2025 di essere un anno di crescita invece che di flessione come sarebbe stato sulla base dei vecchi dati.

Grafico 3. Come è cambiata la narrazione dell’andamento degli investimenti nel settore delle costruzioni tra 2023 e 2025 sulla base delle diverse stime di Contabilità nazionale (milioni di euro correnti)
Fonte: Elaborazione Cresme su dati ISTAT

In pratica mentre ancora a febbraio 2026, potevamo dire che il 2025 registrava una flessione del 2,6% degli investimenti in costruzioni, oggi possiamo dire che si è registrata una crescita del 4,1%. Nel Rapporto Congiunturale presenteremo ulteriori approfondimenti, comprese le relazioni con il PIL, e lo scenario previsionale 2026 e 2027, qui ci permettiamo solo di sollecitare da parte dell’ISTAT elementi di dettaglio utili per meglio comprendere le ragioni delle nuove stime.

Investimenti in “edilizia non residenziale e altre opere” 2023-2025 per Branca di attività economica (ATECO 2007), milioni di euro correnti
Fonte: Elaborazione Cresme su dati ISTAT

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