Calabria, c’è l’Università per la rinascita dei borghi
Rende (Cosenza) e Unical insieme per riportare vita al Centro Storico. Il Comune di Rende e l’Università della Calabria rafforzano la loro collaborazione con una dichiarazione d’intenti strategica. Al centro la rigenerazione del Centro Storico e lo sviluppo di nuova residenzialità universitaria. L’obiettivo è contrastare lo spopolamento e rendere l’area un luogo vivo, abitato e dinamico. Previsti incentivi per l’affitto agli studenti, semplificazioni edilizie ed accesso a fondi dedicati. Rafforzato anche il collegamento tra Campus e Centro Storico attraverso il trasporto pubblico. Una visione condivisa che unisce patrimonio storico e futuro universitario per lo sviluppo del territorio.
La dichiarazione d’intenti, sottolinea una nota, nasce dalla consapevolezza che la presenza dell’Unical è un elemento strategico per lo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio e che la crescente attrattività dell’Ateneo rende sempre più urgente ampliare l’offerta abitativa destinata agli studenti fuori sede, ai ricercatori e alla comunità accademica. L’Università della Calabria, attraverso il proprio Centro Residenziale, collaborerà anche alla promozione delle opportunità abitative disponibili nel Centro Storico presso la comunità universitaria.
«Questa dichiarazione d’intenti è un passo importante verso una visione moderna e integrata della città universitaria», dichiara il consigliere comunale Massimo La Deda, Delegato del Sindaco per i Rapporti con l’Università e i Centri di Ricerca e docente Unical. Perciò, prosegue La Deda, «riteniamo che il Centro Storico possa tornare ad essere un luogo vivo, abitato e dinamico grazie alla presenza degli studenti universitari. Insieme al Sindaco Sandro Principe, alla consigliera Marinella Castiglione, delegata al Centro Storico, e all’Assessore Pierpaolo Iantorno siamo fermamente convinti che la collaborazione tra Università e Comune può generare sviluppo, socialità e nuove opportunità per il territorio, coinvolgendo anche i proprietari privati in un progetto di rilancio concreto e sostenibile».
Un mese fa, l’ateneo aveva inaugurato un’altra iniziativa destinando i fondi raccolti dal 5×1000 alla realizzazione di azioni dal forte impatto sociale e con ricadute concrete e immediate. In linea con il Piano Strategico 2026-2031, ogni anno sarà infatti selezionato e sostenuto finanziariamente un progetto dedicato al contrasto delle fragilità. Queste iniziative, sviluppate in sinergia con enti pubblici e associazioni permetteranno di mettere a sistema – nel quadro di un approccio metodologico rigoroso proprio della ricerca scientifica – le competenze accademiche con le reti sociali: un circolo virtuoso in cui il sapere universitario valorizza le capacità delle persone e dei territori, trasformando le risorse dei contribuenti in autentico bene comune.
Il primo esempio concreto di questa visione è C.U.R.A. – Comunità Urbane in Rete per l’Ascolto, l’iniziativa selezionata dall’UniCal per il 2026. Il progetto punta a generare un impatto trasformativo: mappare i bisogni sociali latenti per fornire alle istituzioni dati preziosi per una programmazione socio-sanitaria mirata. Partendo dal centro storico di Cosenza come modello pilota, C.U.R.A. si estenderà progressivamente ad altri borghi calabresi, affrontando una delle sfide più pressanti di questi contesti: l’isolamento degli anziani e dei gruppi vulnerabili. Il progetto C.U.R.A. cercherà di intercettare queste fragilità invisibili, sviluppare modelli e presidi di ascolto e supporto a chi è più solo, rendendo la conoscenza un motore di inclusione reale.
Red. Diac