L'ARTICOLO 193 DEL CODICE APPALTI

PPP, salta anche il premio al promotore: per la Ue non può essere soggettivo. Slitta ancora la riforma, incombe la procedura di infrazione

07 Lug 2026 di Giorgio Santilli

Dopo la morte del diritto di prelazione, chiara già dal seminario del 19 marzo, ora esce di scena anche la formula del premio al promotore prima o durante la gara: il braccio di ferro con la commissione europea ha bruciato tutte le soluzioni proposte. Incombe la procedura di infrazione Ue. Perde quota l’ipotesi di un emendamento del MIT al decreto legge Infrastrutture alla Camera, a meno che il governo italiano non rinunci definitivamente a qualunque forma di incentivazione al promotore. L’unica soluzione che resta in piedi è quella proposta da Marco Monaco, partner di ADVANT Nctm, su DIAC di una semplificazione estrema che passi per una gara pienamente concorrenziale in cui l’unico vantaggio per il promotore sia quello di conoscere il progetto meglio degli altri (e un pagamento massimo del 2,5% in favore del promotore non aggiudicatario per le spese sostenute).

Costo della manodopera e gestione del volontariato, i nodi irrisolti dalla sentenza del TAR Calabria

07 Lug 2026 di Niccolò Grassi

Una questione particolarmente delicata, destinata probabilmente a generare ulteriori riflessioni, riguarda la possibilità per un operatore economico di costruire l’offerta presentata in una gara pubblica facendo affidamento anche sull’impiego di personale volontario. Il tema si colloca all’incrocio tra due sistemi che rispondono a logiche profondamente diverse. Da una parte vi è il Terzo settore, nel quale il volontariato costituisce espressione di partecipazione solidaristica e l’attività viene svolta gratuitamente. Dall’altra parte vi è il mercato dei contratti pubblici, che si fonda sul confronto competitivo tra operatori e nel quale il costo della manodopera costituisce oggi una delle componenti maggiormente presidiate dal D.Lgs. n. 36/2023.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

Perché i requisiti speciali non possono tararsi sul valore del contratto al netto del ribasso offerto

03 Lug 2026 di Gabriella Sparano

Nei contratti pubblici, l’offerta economica rappresenta lo strumento su cui gli operatori economici concentrano di più la loro competizione, proponendo sconti e ribassi rispetto al prezzo stimato dalla stazione appaltante per aggiudicarsi la commessa. Davanti a requisiti di ammissione particolarmente severi, capita che sorga spontanea una suggestione: se la mia offerta economica riduce il prezzo finale del contratto, perché i miei requisiti di partecipazione non possono essere calcolati su questo importo ridotto, venendo così incontro alla mia reale dimensione aziendale?

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

Al via dal 1° luglio il monitoraggio ANAC dell’efficienza decisionale

26 Giu 2026 di Gabriella Sparano

Dal 1° luglio 2026 prende ufficialmente il via il sistema informatico dell’ANAC per il monitoraggio dell’efficienza decisionale.  Dopo il preavviso ai RASA di qualche giorno fa (ne abbiamo parlato qui), l’ANAC ne ha dato comunicazione ufficiale all’interno del servizio dedicato alla “qualificazione delle stazioni appaltanti”.  L’obbligo, che grava sulle stazioni appaltanti e le centrali di committenza qualificate, attua le previsioni dell’articolo 11, commi 4-bis e seguenti, dell’Allegato II.4 al Codice dei contratti pubblici, a seguito delle modifiche introdotte dal Decreto Correttivo (Dlgs. 209/2024). In questo modo, l’Autorità introduce una procedura interamente digitalizzata e standardizzata per misurare i tempi della macchina pubblica, unendo il controllo della performance all’assegnazione di punteggi premiali.

Vediamo in che modo. 

Il principio della riserva di umanità nei contratti pubblici digitalizzati

23 Giu 2026 di Gabriella Sparano

Sembra quasi il titolo di un film futuristico o di fantascienza, e invece la cosiddetta “riserva di umanità” indica un principio reale e concreto, sancito dallo stesso Codice dei contratti pubblici all’articolo 30, commi 3 e 4, e strettamente connesso con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA). Contratti pubblici – ormai completamente digitalizzati – e IA rappresentano infatti un binomio sempre più attuale. Ma cosa significa, in concreto, questo principio per l’attività delle stazioni appaltanti? La risposta arriva da una recente sentenza del TAR Marche (Ancona, 1° giugno 2026, n. 758), che ha affrontato un caso emblematico.

Appalti pubblici e indebito arricchimento della PA

23 Giu 2026 di Niccolò Grassi

Una questione che presenta rilevanti implicazioni pratiche riguarda gli effetti derivanti dall’affidamento di prestazioni in favore della pubblica amministrazione al di fuori delle regole di evidenza pubblica, senza un valido contratto e senza il necessario presidio contabile della spesa. Il tema non è meramente civilistico, né può essere ridotto alla sola domanda se la prestazione sia stata effettivamente resa o se l’amministrazione ne abbia tratto una qualche utilità. La decisione della Corte di Cassazione n. 19743 del 14 giugno 2026 consente infatti di ribadire un principio molto più netto e allo stesso tempo preoccupante: quando l’attività viene acquisita dall’ente senza il rispetto delle forme pubblicistiche e contabili che presidiano l’assunzione della spesa, non si genera automaticamente un’obbligazione dell’amministrazione verso il prestatore, né l’azione di arricchimento senza causa può essere utilizzata come strumento ordinario per recuperare a posteriori ciò che non è stato correttamente affidato a monte.

PROSSIMITÀ

Torre Milano, tutti assolti ma il problema resta: e ora chi paga il conto? Il prezzo dell’incertezza tra norme, interpretazioni e investimenti

19 Giu 2026 di Anna Gagliardi

La vicenda della Torre Milano si è chiusa, almeno per ora, con una sentenza che farà discutere a lungo. Non perché abbia stabilito che il fatto non esisteva. Al contrario. Il fatto c’era. Il Tribunale di Milano qualche giorno fa, ha assolto gli imputati con la formula “il fatto non costituisce reato“, riconoscendo l’assenza dell’elemento soggettivo. Tradotto: costruttori, professionisti e funzionari pubblici hanno operato seguendo un sistema interpretativo che per anni era stato considerato corretto, consolidato e legittimo. Tutti assolti. Fine della storia? In realtà no. Perché la vera domanda non riguarda gli imputati. Riguarda tutti noi.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

Il codice e la modalità facoltativa di retribuzione delle funzioni tecniche (art. 45, comma 2): inquadramento e conseguenze per il personale

19 Giu 2026 di Gabriella Sparano

In materia di funzioni tecniche, il Codice vigente consente una flessibilità gestionale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti nella valorizzazione del proprio personale, determinante effetti e implicazioni pratiche, che richiedono un approfondimento. L’articolo 45, al comma 2, infatti, contiene una specifica clausola che consente alle amministrazioni, ai fini dell’esclusione dall’obbligo di destinazione delle risorse percentuali stanziate nella commessa, di esercitare la facoltà di prevedere una “modalità diversa di retribuzione delle funzioni tecniche svolte dal proprio personale”. La presente istruzione analizza le caratteristiche, le corrette modalità procedurali, le implicazioni operative e contabili che l’adozione di tale percorso facoltativo comporta sia per l’amministrazione che per il suo personale, offrendo un supporto strutturato per una corretta applicazione della facoltà da parte dell’una nei confronti dell’altro, anche alla luce degli orientamenti e chiarimenti espressi dalle pronunce della magistratura contabile. 

Vediamo meglio.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

Il subprocedimento di verifica dell’anomalia alla luce della sentenza del CdS

12 Giu 2026 di Gabriella Sparano

L’entrata in vigore dell’articolo 110 del Dlgs. 36/2023 ha modificato la scansione temporale del subprocedimento di verifica dell’anomalia delle offerte. Fin dalle prime applicazioni delle nuove norme, infatti, si è discusso del passaggio dalla vecchia formulazione del 50/2016 (che prevedeva un termine non inferiore a quindici giorni, all’articolo 97) all’attuale previsione di un termine “non superiore a quindici giorni per la presentazione delle giustificazioni. Quello che prima era un termine minimo era diventato un termine massimo con conseguenti dubbi interpretativi circa la sua perentorietà, con inevitabili effetti sugli operatori economici. In tal modo, si aggiungeva un ulteriore grado di difficoltà ad un subprocedimento già di per sé impegnativo per la stazione appaltante, che lo compie, e per gli operatori economici, che lo subiscono. Con la recente sentenza del 10/06/2026, n. 4666, il Consiglio di Stato è intervenuto in modo molto dettagliato sulla natura e sulla gestione del suddetto nuovo termine, fornendo chiarimenti che la presente istruzione si propone di analizzare, per offrire alle stazioni appaltanti una sorta di linea guida d’azione e agli operatori economici una chiara consapevolezza dei propri diritti e doveri procedurali.

Vediamo meglio. 

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