DIARIO DEI NUOVI APPALTI

L’equilibrio del Consiglio di Stato sul subprocedimento di verifica dell’anomalia: il termine di 15 giorni per le spiegazioni non deve essere considerato perentorio

11 Giu 2026 di Niccolò Grassi

Una questione che il nuovo Codice dei contratti pubblici ha riportato al centro del dibattito riguarda il modo in cui deve essere gestito il subprocedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta e, in particolare, la natura del termine assegnato all’operatore economico per rendere le proprie spiegazioni.

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La nostra proposta di riforma dell’articolo 193 per garantire semplificazione e trasparenza alla finanza di progetto: senza il fardello della prelazione, liberare la facoltà del privato di ideare e progettare opere

10 Giu 2026 di Marco Monaco

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha dichiarato, come noto, con la sentenza 5 febbraio 2026, Causa C-810/24, l’incompatibilità del diritto di prelazione riconosciuto al promotore nell’ambito del procedimento di project financing di cui all’art. 183, comma 15, del previgente Codice dei contratti pubblici (d. lgs. n. 50/2016) con il diritto dell’Unione Europea e, in particolare, con la direttiva 2014/23/UE in materia di affidamento dei contratti di concessione. Condividendo i rilievi formulati dal Consiglio di Stato (che aveva sollevato la questione), la Corte di Giustizia ha affermato che il meccanismo di prelazione viola il principio di parità di trattamento nelle procedure di affidamento dei contratti di concessione.

Le linee guida MIT a confronto con il bando tipo ANAC e l’implementazione esecutiva delle pad

09 Giu 2026 di Gabriella Sparano

Sebbene siano definite linee guida, quelle approvate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e pubblicate lo scorso 5 giugno per la corretta attuazione della revisione dei prezzi c.d. “ordinaria” negli appalti di servizi e forniture non si limitano a fornire meri orientamenti teorici. Al contrario, il documento pone a carico delle stazioni appaltanti precisi adempimenti.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

La revisione prezzi ordinaria e straordinaria spiegata dal MIT: una utile check list operativa

05 Giu 2026 di Gabriella Sparano

Sebbene il MIT le abbia solo annunciate sul suo sito (peraltro con un messaggio laconico) e incomprensibilmente non ancora pubblicate in via ufficiale, le sue linee guida “per regole più chiare su revisione prezzi in servizi e forniture” stanno di fatto circolando capillarmente sotto forma di bozza accreditata, suscitando discussioni e interesse. Si tratta, infatti, di un documento che, lungi dall’illustrare e chiarire il meccanismo revisionale complessivamente previsto dal Codice, si concentra precipuamente su una distinzione introdotta dal Decreto Correttivo (Dlgs. 209/2024), ma finora poco analizzata o passata quasi inosservata, quella cioè tra revisione straordinaria e revisione ordinaria. Contrariamente a quanto si potrebbe istintivamente pensare, la revisione ordinaria non è quella del comma 2, lettera b), dell’articolo 60 (ossia, la pluricommentata variazione superiore al 5% con riconoscimento dell’80% dell’eccedenza), ma è quella introdotta dal comma 2-bis dell’articolo 60, che parla appunto di “meccanismi ordinari”. Due tipologie di revisione che però non sono alternative tra loro, ma anzi sono dichiaratamente complementari.

Con questa istruzione, pertanto, vogliamo offrire una lettura spiegata del documento MIT che delinea un vero e proprio percorso per le stazioni appaltanti, dalla programmazione fino all’esecuzione del contratto, e supporta gli stessi operatori economici per una partecipazione consapevole.

Gli aspetti critici della revisione prezzi alla luce delle linee guida del MIT

04 Giu 2026 di Niccolò Grassi

Le Linee guida MIT sulla revisione prezzi negli appalti di servizi e forniture del 30 maggio 2026 hanno il merito di affrontare un tema che, dopo il correttivo al Codice, rischiava di restare sospeso tra formula normativa e gestione concreta. L’articolo 60, comma 2-bis, del D.Lgs. n. 36/2023 consente infatti, per servizi e forniture, di affiancare alla revisione straordinaria un meccanismo ordinario di adeguamento del prezzo all’indice inflattivo convenzionalmente individuato dalle parti. La novità è significativa, perché sposta il tema della revisione dal solo evento eccezionale alla fisiologia dei contratti di durata, cioè a quei rapporti nei quali il tempo non è un dato neutro ma incide direttamente sulla tenuta economica della prestazione.

TU Edilizia, digitalizzazione dei processi autorizzativi, sviluppo immobiliare e rischi finanziari

25 Mag 2026 di Angelo Ciribini

L’introduzione del Digital Building Permit come pilastro per la modernizzazione del settore dell’ambiente costruito, superando la semplice dematerializzazione burocratica.  La trasformazione della normativa e della legislazione in regole computazionali permette verifiche di conformità automatizzate e simulazioni preventive degli impatti urbani.  Questo ecosistema digitale non solo aumenta l’efficienza della amministrazione pubblica, ma funge anche da strumento strategico per ridurre l’incertezza nei mercati finanziari e immobiliari. 

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

Il rinnovo contrattuale

15 Mag 2026 di Gabriella Sparano

Sebbene non sia un istituto nuovo o recente, e peraltro sia da tenere in considerazione fin dall’inizio dell’iter negoziale ai fini del calcolo dell’importo stimato dell’appalto (articolo 14 del Codice), il rinnovo contrattuale è ancora fonte di dubbi e incertezze applicative da parte delle stazioni appaltanti.

Le criticità più frequenti che emergono riguardano, ad esempio, la sua sovrapposizione con istituti al contrario differenti (la proroga), le corrette tempistiche e modalità di attivazione, e la natura del rapporto giuridico che viene a crearsi con il contratto originario rinnovato, appunto.

Vediamo insieme, dunque, cos’è e cosa non è il rinnovo contrattuale, e cosa consente e cosa non consente di fare per garantire la regolarità dei contratti pubblici.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

La proroga di gara: quando le stazioni appaltanti devono, o al contrario non possono, concederla

08 Mag 2026 di Gabriella Sparano

La proroga dei termini per la presentazione delle offerte non è un mero rinvio cronologico o un atto di cortesia amministrativa, ma è un istituto previsto a tutela della parità di trattamento e della massima partecipazione. La sua funzione, infatti, è quella di riequilibrare il rapporto tra stazione appaltante e operatore economico qualora fattori oggettivi alterino il tempo necessario a formulare un’offerta seria e competitiva. Tuttavia, proprio perché la proroga serve a garantire una partecipazione effettiva e consapevole, va concessa solo in presenza di reali ostacoli, che per il Codice (incentrato peraltro sul principio del risultato) possono essere di tipo normativo o informativo. Non può, e non deve, invece trasformarsi in uno strumento arbitrario o distorsivo volto a concedere o, comunque, a determinare una “seconda chance” a operatori negligenti o ritardatari, finendo per allungare illegittimamente i tempi della procedura, anche se in buona fede.

Vediamo, dunque, come il Codice disciplina la proroga e quando le stazioni appaltanti devono, o al contrario non possono, concederla.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

Come funziona il sistema revisionale delle TOL

01 Mag 2026 di Gabriella Sparano

L’attivazione, ad opera del Decreto del MIT n. 743 del 30/03/2026, del sistema di revisione dei prezzi per i lavori pubblici basato sulle Tipologie Omogenee di Lavorazioni (TOL) ai sensi del comma 4 dell’articolo 60 del Codice, se da un lato è stata accolta con entusiasmo per la sua maggiore aderenza alla realtà del mercato rispetto al sistema finora utilizzato, dall’altro lato ha suscitato anche grandi perplessità legate alla maggiore complessità del nuovo metodo di calcolo. Se, fino ad oggi, infatti, gli indici revisionali erano riferiti a intere tipologie d’opera (Fabbricato residenziale, Capannone industriale e Tronco stradale con tratto in galleria), col Decreto del MIT sono stati adottati 20 indici mensili di costo elaborati dall’ISTAT, attivando così un sistema che scompone l’appalto in TOL, ossia categorie di lavorazioni simili per natura e dinamiche di costo. Questo permette una revisione dei prezzi estremamente più precisa e sensibile alle fluttuazioni del mercato, ma a prima vista anche più complessa. La presente Istruzione si propone, pertanto, di illustrare in maniera semplice e schematica le modalità di applicazione del nuovo sistema di revisione dei prezzi per i lavori pubblici.

 

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Il progetto di assorbimento: requisiti, collocazione e conseguenze escludenti

24 Apr 2026 di Gabriella Sparano

Come ribadito anche dalla giurisprudenza, con l’entrata in vigore del Dlgs. 36/2023, le clausole sociali hanno subito un significativo “mutamento di paradigma sostanziale” rispetto alla disciplina previgente, in particolare del Dlgs. 50/2016. Mentre nel quadro normativo anteriore esse erano considerate meri impegni formali da verificare nella fase esecutiva del contratto, oggi, ai sensi dell’articolo 57 del Codice, esse costituiscono “requisiti necessari dell’offerta”, di cui sono diventate elemento strutturale e imprescindibile.

In questo nuovo contesto normativo, il progetto di assorbimento assume una funzione tecnica ben precisa: esso è lo strumento mediante il quale l’operatore economico declina concretamente l’impegno alla stabilità occupazionale (articolo 102). Tale documento consente alla stazione appaltante di valutare, sin dalla fase di gara, la serietà, l’attendibilità e la sostenibilità economica della proposta contrattuale, garantendo una tutela effettiva — e non meramente formale — ai lavoratori impiegati nell’appalto uscente. Per tale ragione, la sua produzione è obbligatoria già in sede di presentazione dell’offerta. Vediamone di seguito la rilevanza specifica, i contenuti, le modalità di presentazione e le conseguenze della sua omissione.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

La valutazione delle violazioni fiscali non definitive

17 Apr 2026 di Gabriella Sparano

Nel sistema delineato dal Dlgs. 36/2023, le gravi violazioni fiscali non definitivamente accertate costituiscono una fattispecie di esclusione, che richiede alla stazione appaltante un’analisi tecnica specifica e l’esercizio di un potere valutativo discrezionale. A differenza delle violazioni definitive, che determinano un’esclusione automatica, le violazioni non definitive rientrano tra le cause di esclusione non automatica, previste dall’articolo 95, comma 2, del Codice. Questo significa che la stazione appaltante non può limitarsi a una mera acquisizione e presa d’atto del debito, ma deve farsi carico di una valutazione multidimensionale che metta in equilibrio il dato fiscale con l’effettiva affidabilità dell’operatore economico. Il tutto ispirato al principio della fiducia. Il ricorrere delle condizioni normative che configurano una siffatta violazione fiscale, dunque, non è la ghigliottina della procedura, ma l’inizio di un’istruttoria approfondita che, per la stazione appaltante, implica l’onere di motivare rigorosamente l’esclusione, e, per gli operatori economici, significa avere lo spazio giuridico per dimostrare la propria correttezza gestionale nonostante la pendenza di contenziosi con l’Erario.

Vediamo insieme, dunque, quando ricorre detta fattispecie e come va gestita correttamente.

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