DIARIO POLITICO / 18
LA PREMIER PUNTA SU SALVINI AL VIMINALE PER FRENARE VANNACCI: IL REBUS DELLA POLTRONA PER PIANTEDOSI, IPOTESI DIFFICILI SU EUROPOL E ANAC (DOVE A MELONI SERVE UNA DONNA COMPETENTE)
L’inflazione sale, i consumi delle famiglie a basso reddito si contraggono, le imprese si rivolgono alle banche non per investire ma per sostenere i costi provocati dal caro energia mentre la guerra in Medioriente sembra destinata a durare, anzi a estendersi, come dimostrano i recenti attacchi Houthi alle infrastrutture dell’Arabia Saudita sul Mar Rosso.
Il futuro al momento è piuttosto fosco, eppure a dominare la cronaca in Italia, anziché l’economia, è il tema sicurezza che ha per protagonista la stessa Premier Meloni e il suo vice Salvini passati dal caso Roggero, ipotizzando un ulteriore allargamento delle fattispecie della legittima difesa, a quello di Abderrahim Fakir, il 42enne morto a Bologna durante il fermo della Polizia, seguita da una violenta protesta da parte di estremisti di sinistra, senza dimenticare la norma sull’imputabilita dei minori per intervenire sulle cosiddette baby gang. Insomma la sicurezza al momento è diventata la priorità per il governo. E non per l’aumento dei delitti.
L’unico aumento che infatti preoccupa si chiama Roberto Vannacci che viene dato già sopra il 7%. Meloni per il momento resta sul “no” all’alleanza con Futuro nazionale e come contromisura sembra orientata a dare il via libera al ritorno di Salvini al ministero dell’Interno. Il leghista è convinto che dal Viminale potrà lanciare la sua riscossa e recuperare terreno su Vannacci che solo fino a qualche mese fa proprio Salvini aveva promosso a vicesegretario del suo partito.
C’è tuttavia un problema: dove piazzare Piantedosi, evitando il passaggio alle Camere. Meloni infatti non intende rinunciare al record di durata che il 4 settembre farà del suo governo il più longevo della storia repubblicana. L’ipotesi di uno scambio con l’ex prefetto al Mit al posto di Salvini per il momento resta relegata a ultima ratio.
Si punta piuttosto a un ruolo fuori dal governo. Gli sforzi di fantasia non mancano. Si è parlato di un incarico internazionale: la guida dell’Europol, cioè dell’Agenzia anticrimine della Ue. Ma la scalata è tutt’altro che semplice perché ci sono già altri candidati e perché deve superare l’esame del Parlamento di Strasburgo. Proprio per questo c’è chi sta lavorando a una soluzione “italiana”.
Tra le poltrone individuate ci sarebbe la presidenza dell’Anac, l’Authority anticorruzione. Anche questa però appare una scalata in salita visto che si richiede assoluta indipendenza includendo tra i requisiti il non aver partecipato a incarichi politici nei tre anni precedenti alla nomina che viene ufficializzata – e questo non è un dettaglio formale – da un decreto del Presidente della Repubblica. Inoltre, proprio l’Anac sembrava destinata ad essere la prima Authority guidata da una donna.
Ci sarebbe anche un’ulteriore opzione: la candidatura a sindaco di Roma. Ipotesi che tuttavia il diretto interessato non prende in considerazione (come avvenne quando fu indicato come possibile candidato del centrodestra in Campania). Il “trasferimento“ di Piantedosi resta così in stand by.
Meloni nei prossimi giorni cercherà di recuperare un po’ di smalto con un nuovo decreto per ritoccare le accise sulla benzina. I sondaggi danno in discesa anche Fdi a vantaggio di Vannacci ma la fiducia nella Premier resta immutata e vista l’aria che tira è un risultato da tenersi stretti. Poi a settembre si tireranno le somme e si vedrà come fermare il generale: anche della legge elettorale se ne riparlerà in autunno.
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