I PRIMI PARERI DELLA CDS

Pietralata, i dettagli del masterplan per lo stadio della Roma: 12 opere annesse. Rfi: serve un atto condiviso, 5 punti da rivedere

22 Giu 2026 di Mauro Giansante

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Pietralata, i dettagli del masterplan per lo stadio della Roma: 12 opere annesse. Rfi: serve un atto condiviso, 5 punti da rivedere

Tempi accelerati, sì, per arrivare a Euro 2032, ma comunque con i giusti approfondimenti tecnici e amministrativi. Il cantiere del nuovo stadio della Roma è sempre più vicino, l’obiettivo è posare la prima pietra il prossimo aprile. Da lì, i lavori dureranno tre anni. Nel frattempo, la scorsa settimana la figura del supercommissario Massimo Sessa ha cominciato a dare i suoi frutti avviando la conferenza dei servizi per valutare il progetto di fattibilità tecnico-economica consegnato a Natale scorso. Su oltre quaranta enti coinvolti, i primi ad esporsi sono stati il Coni, la Città Metropolitana di Roma Capitale, la Asl Roma 2, Roma Natura e Rfi. Solo questi ultimi due, però, hanno richiesto approfondimenti.

I primi pareri dalla conferenza dei servizi di Pietralata

La prima, l’Ente Gestore Delle Aree Naturali Protette di Roma, ha chiesto – si legge nel documento – “un idoneo studio progettuale di dettaglio, redatto secondo criteri ingegneristici e naturalistici, relativo agli interventi di trasformazione e compensazione delle aree boscate interessate. In particolare, la documentazione da produrre dovrà contenere puntuale individuazione delle aree di impianto delle essenze arboree ed arbustive di compensazione, con specifico riferimento alle soluzioni progettuali previste presso il Parco Regionale Urbano di Aguzzano, nonché la definizione delle modalità tecniche di attecchimento, sviluppo e stabilizzazione dell’apparato radicale, coerentemente con le finalità di riequilibrio ecologico e funzionale dell’intervento”.

I rilievi di Rfi sul nuovo stadio della Roma

Quanto a Rete Ferroviaria Italiana, del gruppo Fs, la richiesta generale è quella di sottoscrivere “un atto di indirizzo tra Roma Capitale, Gruppo FS e A.S. Roma” perché “ad oggi non c’è stato alcun coinvolgimento nell’elaborazione delle soluzioni proposte dei soggetti proprietari delle arec ricadenti nell’ambito di Tiburtina” riguardo il Pfte e al Masterplan collegato. Quanto alle osservazioni puntuali, invece, Rfi chiede di approfondire cinque ambiti progettuali. Il primo riguarda l’interferenza con la bonifica del comparto V4. “Ne consegue pertanto che ogni attività eventualmente interferente con l’arca in questione dovrà necessariamente considerare il suddetto vincolo”. E cioè: il ponte ciclo-pedonale “Stadio – via Monti di Pietralata – Via Livorno”; il ponte ciclo – pedonale “Stadio – Stazione Tiburtina”; l’accessibilità alla stessa stazione; “l’esatta posizione planimetrica dei parcheggi pubblici del Gruppo FS, ipotizzati a servizio nello stadio nei giorni della partita”; l’acustica.

Tutti i numeri del futuro stadio di Pietralata

Intanto, in attesa degli altri pareri – Roma Capitale, Regione Lazio, Acea, Atac, Areti, Mic, tra i principali – dai documenti pubblicati dal Campidoglio si legge come l’impianto avrà una capienza di 60.605 posti anche se scremandoli da quelli premium, tifosi ospiti e stampa scenderanno a 47.512. La Curva Sud, da 22.769 posti, avrà i nomi dei rioni romani. Il costo complessivo sarà di 1,047 miliardi a salire fino a 1,377 mld con iva e oneri finanziari. Secondo le stime pubblicate nei documenti, i ritorni supereranno i 200 milioni dal 2046.  Oltre al subcommissario-sindaco Roberto Gualtieri, peraltro, il dl sport del governo prevede che anche i presidenti di Regione possano ricoprire il ruolo di vice di Massimo Sessa.

Piano da 12 opere annesse: il masterplan

Oltre all’impianto, però, come spesso ripete la stessa amministrazione capitolina, l’impianto del club giallorosso punta a rigenerare l’intero quadrante di Pietralata. E a vivere sette giorni su sette, tutto l’anno. Ciò avverrà grazie a 30 esercizi commerciali, un museo, un fan store, 15 ettari su 20 di spazi verdi da attraversare a piedi e in bicicletta. Nei documenti c’è una lista di attività che potranno essere svolte nei vari spazi di comunità pensati internamente e non allo stadio.

Nella proposta progettuale si legge, poi, che saranno 12 le opere annesse. Tre passerelle pedonali e nove interventi di viabilità e mobilità nonché di nuovi parcheggi per moto.

Quanto al masterplan generale dell’area, “l’area in concessione è suddivisa in due componenti principali: Parco Pubblico (già Parco dello Stadio) e Parco Centrale, ai quali si aggiungono i nuovi parcheggi situati a nord ed est. Il Parco Pubblico (già Parco dello Stadio) è posizionato a ovest dell’area del masterplan e ospiterà il Nuovo Stadio, il Podio e tutti i principali collegamenti con il tessuto urbano circostante e le vicine infrastrutture viarie. Questo parco si estende da Via dei Monti Tiburtini a nord fino alla stazione Tiburtina a sud, offrendo un’ampia area dedicata agli eventi sportivi e alle attività correlate. Il Parco Centrale rappresenterà il cuore pulsante del progetto. Questa area sarà interamente dedicata alla comunità, offrendo un mix di spazi verdi, attività ricreative e punti di ristoro”. Sette saranno le aree di parcheggio, nove le aree di accesso.

Nature first e people centre: i principi del nuovo stadio della Roma

Infine, uno sguardo ai principi che hanno guidato l’elaborazione della proposta progettuale che diventerà definitiva tra qualche mese. Nature First: per dare priorità alla tutela e al potenziamento degli ecosistemi naturali; Environment: per garantire la riduzione dell’impatto ambientale e gestione efficiente delle risorse; People Centre: per garantire la centralità del benessere, della sicurezza e dell’inclusione sociale; Compact and Connected: per una pianificazione integrata e mobilità sostenibile; Resource Efficiency: per l’ottimizzazione energetica, idrica e gestionale.

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