L'EDITORIALE

Serve ancora un amministratore delegato alle Ferrovie?

di Giorgio Santilli

La grande sfida che ha davanti a sé Gianpiero Strisciuglio, che nelle prossime ore salirà sul gradino più alto del pianeta ferroviario, è dimostrare che un amministratore delegato alle Fs serve ancora. Non è una provocazione, né una battuta retorica: è una questione seria, sospesa fra i bilanci di una holding non proprio esaltanti nel recente passato, società controllate operative che nel presente fanno comunque andare tanti treni ogni giorno, sia pure con alterne vicende, (Trenitalia) e macinano record di investimenti (RFI) e una concorrenza europea spietata in cui, nel prossimo futuro, conterà anzitutto la capacità di offrire servizi di trasporto passeggeri e logistici efficienti e di qualità.

 

Gli ultimi due amministratori delegati di Fs – Luigi Ferraris e il dimissionario Stefano Antonio Donnarumma – non hanno lasciato traccia del loro passaggio, nonostante fossero arrivati con la fama di buoni manager del mondo delle reti (elettriche). Ferraris ha fatto la rivoluzione della riorganizzazione in poli delle grandi aree di business ferroviario, che è durata lo spazio di un mattino, rimossa in pochi giorni dal suo successore che ha centralizzato tutto il centralizzabile. Donnarumma ha provato a usare la bacchetta magica per far passare il “modello RAB” poi bocciato dal MEF e ha lasciato agli atti un piano industriale decennale da 200 miliardi che non ha risolto neanche uno dei problemi dell’era post-Pnrr.

 

Il terz’ultimo, Gianfranco Battisti – che nel suo mandato aveva attraversato momenti molto critici come la prima grande ondata dei ritardi dell’Alta velocità e un difficile equilibrismo con i suoi sponsor politici (i Cinquestelle) su questioni fondamentali come la Torino-Lione e ridicole come l’acquisizione di Alitalia da parte di Fs –  a sua volta non ha lasciato rimpianti, ma in confronto aveva una cultura ferroviaria enciclopedica.

 

I tre hanno in comune di essere stati messi alla porta con modi spicci da una politica ingorda di poltrone e parecchio insoddisfatta per i risultati promessi e non raggiunti. Quando le gestioni sono leggere e non si radicano con progetti strategici veri, spazzarle vie è più facile. Lorenzo Necci ha “regnato” sei anni dal 1990 al 1996, Giancarlo Cimoli otto anni dal 1996 al 2004, Mauro Moretti otto anni dal 2006 al 2014. Avevano progetti visionari di cui oggi beneficiano tutti i cittadini italiani (l’Alta velocità resta l’unico grande successo infrastrutturale italiano che rappresenti un primato europeo). La controversa condanna di Moretti per Viareggio (su cui riferiamo in altro articolo) non sposta di una virgola questo ragionamento. (SEGUE)

Ferrovie, si dimette Donnarumma. L’ad di Trenitalia Strisciuglio al timone di Fs per la ‘Fase 2’ TERREMOTO AL VERTICE

Ferrovie, si dimette Donnarumma. L’ad di Trenitalia Strisciuglio al timone di Fs per la ‘Fase 2’

di Maria Cristina Carlini

Contrasti con Salvini e tensioni con Giorgetti hanno portato Donnarumma a lasciare dopo due anni. L’annuncio delle dimissioni è arrivato dopo un faccia a faccia al Mit tra il ministro e l’ad uscente. Pesano i forti disagi e disservizi sulla rete ma anche partite industriali irrisolte. Ora il ministero delle Infrastrutture parla di ‘fase due’ e l’affida a una ‘figura interna’.

IL RAPPORTO IFEL

RICOMPORRE visioni, piani settoriali e strumenti: la sfida delle città in assenza di un’Agenda urbana nazionale

RICOMPORRE visioni, piani settoriali e strumenti: la sfida delle città in assenza di un’Agenda urbana nazionale

di Giorgio Santilli

Il Rapporto contiene sulle modalità con cui nove città in tre Regioni (Emilia-Romagna, Toscana e Campania) affrontano il tema della ricomposizione delle politiche in una visione locale. Le politiche nazionali “vengono adattate nelle strategie locali, spesso in un contesto di incertezza, carenza di dati e pressione tra pianificazione e gestione delle emergenze”.

LA GIORNATA

Meloni-Macron, è disgelo. Più cooperazione con nuovi accordi

di Maria Cristina Carlini

  • Bce, da indici pmi segni di peggioramento della crescita nel secondo trimestre. Arriva l’impatto graduale della guerra in Medio Oriente
  • Agenzia del Demanio: firmato il Piano Città degli immobili pubblici di Catanzaro
  • Greenpeace-Cgil, ‘1,5 milioni di lavoratori a rischio per il caldo nei prossimi 3 giorni’
IL BANDO DEL GIORNO

Milano: 1,1mln per prolungare la M5 a Monza

di Mercedes Tascedda

Procedura di gara per l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori di prolungamento della Linea Metropolitana M5 da Milano Bignami fino a Monza, attraversando anche i territori di Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo.

DAI TERRITORI

Guidonia amplia il Car, Foggia scava sull’ex Distretto militare

di Diac Territori

Tra le news locali: a Trento si aggiorna il capitolo del nuovo polo ospedaliero e universitario, già salito oltre il miliardo di euro, ora dentro un assestamento da 600 milioni che punta forte sulle opere pubbliche. Rientra anche Palermo, dove dopo i lavori sulla rete fognaria della Costa Sud e l’obiettivo di riportare alla balneabilità il litorale prende forma un masterplan da 200 milioni per ridisegnare l’intera fascia costiera.

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