L'ASSEMBLEA

Assocostieri: Porti d’Italia non tocchi le infrastrutture strategiche. Le proposte su bunkeraggio, Ets marittimo e fondi europei

26 Giu 2026 di Mauro Giansante

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Dieci proposte per affrontare in sicurezza la transizione verde della logistica energetica, mantenendo intatto il ruolo strategico dei porti. E’ il messaggio lanciato ieri in assemblea da Assocostieri, l’associazione di riferimento del mondo del bunkeraggio, dei terminali gnl, depositi costieri e impianti di biocarburanti. L’occasione è stata anche quella di nominare come vicepresidente Dario Stefano, mentre Roberto Berloni è entrato a far parte del Consiglio Direttivo in qualità di Consigliere.

Le tre proposte principali

Per il gruppo, rappresentato ieri dal vicepresidente Fabrizio Mattana, nel podio delle proposte c’è anzitutto occorre mettere mano alla riforma europea sulla contabilizzazione delle emissioni da gas liquefatto. Serve, chiede Assocostieri, riconoscere la virtual liquefaction, valorizzando le infrastrutture esistenti ed evitando di contabilizzare le emissioni da trasporto del gnl da Paesi terzi. Perché, spiega, la sola liquefazione fisica non soddisferà la futura domanda di bio-gnl nel comparto marittimo.

La seconda proposta è rivolta al Mase, al quale si chiede di allargare Indicazioni tecniche operative (Ito) sul biometano anche a: società di navigazione, operatori aerei e soggetti Ets2. Ad oggi, infatti, sono state pubblicate solo le regole per impianti stazionari. L’obiettivo, spiega Assocostieri, è dimostrare la sostenibilità del biometano utilizzato. Terzo: replicare il modello spagnolo sul bunkeraggio. Cioè, un quadro unico di regole tecniche, operative e legali da applicare a tutti gli scali con una valutazione del rischio standardizzata.

La posizione di Assocostieri e Confcommercio sulla riforma dei porti

C’è poi il delicato capitolo Porti d’Italia. La riforma del governo è stata ritenuta dall’associazione come “un’opportunità per il Paese per rafforzare la competitività del sistema logistico nazionale e sostenere gli investimenti nelle infrastrutture”. Ma anche ieri il direttore generale Dario Soria ha evidenziato la necessità che l’evoluzione della governance portuale valorizzi pienamente il ruolo degli asset energetici strategici presenti negli scali italiani, assicurando un quadro regolatorio adeguato agli investimenti.

“La modernizzazione della governance portuale rappresenta un’opportunità importante per rafforzare la competitività del sistema logistico nazionale e attrarre nuovi investimenti. È però essenziale che il nuovo quadro normativo riconosca pienamente il ruolo delle infrastrutture energetiche strategiche presenti nei porti, garantendo certezza regolatoria, continuità operativa e condizioni favorevoli allo sviluppo degli investimenti necessari per la sicurezza energetica e la transizione del Paese. Oggi i porti sono sempre più hub energetici oltre che logistici e la loro evoluzione deve tenere conto di questa realtà”, ha dichiarato.

Per Pasquale Russo, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, “siamo convinti e d’accordo sull’idea di fondo della riforma, che è quella di una semplificazione dell’accentramento delle competenze e programmazione di tutto quello che riguarda le autorità portuali. Ma se si pensa di intervenire con una riforma che rischia di andare in rotta di collisione con competenze previste dall’art. 117 della costituzione che assegna competenze concorrenti alla regione, per esempio sul demanio, e si immagina che la Porti d’Italia SPA possa fare varianti di progetto saltando il demanio di una competenza regionale, si rischia di incappare in un ricorso da parte della regione. Non contestiamo l’obiettivo di semplificazione, ma bisogna evitare di intervenire con strumenti sbagliati”.

“Il Governo mantiene la massima attenzione per garantire le specificità delle infrastrutture emergenti e strategiche, assicurando al tempo stesso un quadro regolatorio chiaro, coerente e funzionale agli investimenti”, si è limitato a dire in un messaggio consegnato e letto in sala, il viceministro alle infrastrutture Edoardo Rixi.

Un commissario straordinario per il gnl

Nel recente Dl Infrastrutture portato in Consiglio dei ministri a inizio settimana, invece, l’articolo 5 spiega che “al fine di garantire, in condizioni di contingente criticità del sistema energetico nazionale, sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti, nonché la resilienza funzionale di infrastrutture strategiche, per gli impianti” verrà nominato dal governo “un apposito Commissario straordinario” che sarà “scelto tra soggetti di elevata qualificazione ed esperienza nel coordinamento di amministrazioni pubbliche nella gestione di procedimenti amministrativi complessi o di situazioni emergenziali ovvero tra professori universitari o esperti di comprovata e qualificata esperienza nel settore energetico e nella progettazione, realizzazione o gestione di infrastrutture strategiche”.

L’obiettivo sarà quello di accelerare i procedimenti amministrativi portandoli a conclusione in 200 giorni. A quel punto, l Commissario straordinario rilascia un provvedimento autorizzatorio unico, ricevendo entro 15 giorni dalle amministrazioni interessate “ogni documentazione relativa ai procedimenti di competenza e assicura ogni forma di collaborazione necessaria al tempestivo esercizio delle funzioni commissariali”.

Le altre proposte per il biennio 2026-2027

Tra le altre proposte di Assocostieri ci sono: l’attuazione tempestiva del fondo Ue da 590 milioni sulla mobilità sostenibile. E, sempre in relazione al fondo europeo, si propone di passare dal 10 al 30% la quota dedicata al gas naturale liquefatto. Per Assocostieri va quindi estesa al gnl l’obbligatorietà di inserimento della clausola di adeguamento ai prezzi del carburante, finora limitata al gasolio. Settima proposta: riconoscere un bonus economico ai carburanti rinnovabili (biofuel e biometano) come in Germania (Thg). Infine, in relazione alla Red III europea, Assocostieri chiede di formalizzare l’esenzione del bunkeraggio dagli obblighi dei biocarburanti, dopo aver lavorato all’inserimento della clausola per obblighi differenziati nel settore marittimo. Occorre, poi, estendere l’agevolazione fiscale dell’hvo (hydrotreated vegetable oil) al biodiesel. 

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