Rigenerazione urbana
Progettare insieme gli spazi verdi. Le tre lezioni del Villaggio Giardino a Modena: costi fondiari contenuti, investimenti ripartiti e valore urbano collettivo
Non esiste intervento di Rigenerazione Urbana che non si ponga il tema dello spazio pubblico e delle aree verdi come elemento di necessaria qualità e, al tempo stesso, di complessità gestionale e di sostenibilità.
Se si guarda agli esiti, tuttavia, si vede che, a volte, questi spazi di interazione, socialità libera e qualità ecologica finiscono con l’essere pensati più per essere instagrammabili che come reali elementi strutturanti della progettualità complessiva dell’intervento.
Anche in questo caso, guardare con curiosità al passato, anche recente, può essere di aiuto, per scoprire iniziative e brani di città in cui si è riusciti efficacemente a fare del “verde” non un plus ma un ingrediente essenziale della concezione urbana.
E’ il caso del cosiddetto “Villaggio Giardino” di Modena, una delle esperienze più interessanti dell’urbanistica residenziale italiana del secondo Novecento. La sua storia è particolarmente significativa perché non racconta soltanto la costruzione di un quartiere, ma il tentativo di realizzare una nuova idea di città: un luogo in cui l’abitare, il verde, lo spazio pubblico e la vita collettiva fossero progettati insieme.
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Bari: Demanio, via ai lavori per il parco della giustizia
Civitavecchia, sbloccati 8 mln per demolire l’ex Italcementi. Fillea: non sia speculazione ma progetto di sviluppo del territorio
Spin time, il Comune punta all’acquisto prima delle elezioni. “Regolarizzare raddoppia il valore sociale”
Ciaccheri, presidente del Municipio VIII, spiega a Diac che per l’edificio c’è solo una opzione: “riportarlo all’interno del patrimonio pubblico e creare alloggi popolari”. Fiducia anche dagli attivisti del palazzo: “L’amministrazione e la città intera si rendono conto che un’esperienza come questa non può essere cancellata da uno sgombero”.
Campania, i terreni abbandonati diventano orti sociali: il progetto
Storia di rigenerazione di un territorio a partire dal recupero di un terreno. Così le zone abbandonate possano trasformarsi in spazi inclusivi, condivisi e produttivi.
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Fermo, ecco il piano città degli immobili. Dal complesso Murri a Villa Vitali e l’area circonvallazione nord: parte il recupero all’insegna di uno sviluppo sostenibile
AQ Demanio in 4 lotti, piano Mattei, metrò Torino e 15 piccoli incarichi
I bandi per i servizi di architettura e ingegneria della settimana 18-24 luglio. Durata triennale per l’accordo quadro del Demanio. Anche Sogesid sceglie la via dell’AQ per affidare le direzioni lavori e altri servizi per gli interventi in Africa. Il Comune di Tarantio affida tutte le progettazioni, dal PFTE, per il Parco Archeologico delle Mura Greche e per il Parco costiero San Vito. Incarichi inferiori a 500mila euro dai comuni di Cogne, Palo del Colle e Nerviano.
Veloccia: “Con le Norme tecniche sblocchiamo le grandi trasformazioni. Il Piano casa deve sostenere chi fa housing sociale”
Il Demanio mette in gara venti immobili: usi temporanei, valorizzazioni e riserve al terzo settore. C’è anche l’housing
Dodici bandi per la concessione o locazione di valorizzazione, sei gli usi temporanei, due l’affidamento a enti del terzo settore. Immobili in Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-VG, Lombardia, Marche, Puglia, Lazio, Sicilia, Toscana e Umbria.
Demanio, temporary use per 4 immobili nel Lazio
Masterprogram e masterplan al Macrico di Caserta: un caso concreto di rigenerazione anglosassone all’insegna di inclusione, innovazione e identità
Abbiamo già avuto modo di evidenziare come lo strumento del masterplan in Italia sia ancora poco praticato nelle sue molteplici sfaccettature e nella sua capacità di indirizzo dei processi e valorizzazione delle identità prima ancora che della trasformazione fisica dei luoghi. Un esempio interessante viene, in quest’ottica, da un lavoro molto particolare svolto a Caserta. Parliamo della rigenerazione urbana dell’area dell’ex presidio militare Macrico (MAgazzino Centrale RImessa mezzi COrazzati) e oggi divenuto “Campo Laudato si’ Caserta”, situato in un’area centrale e nevralgica della città di Caserta.
Urbanistica tattica a Roma, arrivate a sorpresa 187 proposte. Veloccia: “Un modo leggero e partecipato per provare a trasformare la città”
Percoco (Bocconi): “Il Masterplan livello urbanistico ideale per valutare la creazione e la distribuzione di valore sociale ed economico nell’investimento di rigenerazione urbana”
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Il masterplan è il vestito sartoriale di un processo che ha bisogno di metodo e competenze. Guardare a Usa e Canada
Eravamo in tanti, una settimana fa, a Roma per la seconda DIAC Conference, a discutere di Masterplan e Rigenerazione Urbana. E’ stato un pomeriggio denso, in cui politici, giuristi, economisti e tecnici si sono confrontati sull’opportunità dell’uso di uno strumento come il Masterplan per il supporto ai processi rigenerativi.
Trascorsa una settimana e metabolizzati gli esiti, possiamo dire che, in buona sostanza, tutti i presenti ravvisano la mancanza di uno strumento che aiuti a gestire il passaggio tra la pianificazione e il progetto edilizio, qualcosa che permetta di stabilire le invarianti qualitative e strutturali della trasformazione, supporti nella condivisione degli scenari anche con stakeholders non tecnici, consenta di guidare il progetto senza imbrigliarlo.