L’Emilia-Romagna al lavoro per la proposta di legge regionale sul diritto al gioco libero come infrastruttura urbana e progetto di città

23 Giu 2026 di Francesca Gioia

Il gioco non è un’attività accessoria né un tempo residuale dell’infanzia, ma una componente strutturale  dello sviluppo umano e un indicatore diretto della qualità dell’ambiente costruito. Giocare significa  esercitare autonomia, sperimentare il corpo, costruire relazioni e apprendere nello spazio pubblico in  condizioni non totalmente determinate. Anche nella vita adulta. 

PROGETTO CORALE

Servizi integrati dell’abitare, gestione professionale, alta qualità progettuale e attenzione alla comunità: la mappa del Built-to-Rent in Italia

17 Giu 2026 di Maria Cristina Fregni

L’espressione built-to-rent è ormai entrata nello slang di chi bazzica la finanza e gli investimenti di real estate. Come già gli anglismi di questa prima fase denunciano, si tratta di un modello di abitare assolutamente estraneo alla tradizione italiana, ma che sta prepotentemente rubando la scena a forme più consuete di residenzialità, diventando uno dei primi asset di investimento per i fondi immobiliari che agiscono a Milano, Roma e in poche altre città dello stivale.

La città dei bambini resta un’eccezione: eppure è la via per il futuro delle politiche urbane. Malnate (VA) traccia un percorso insieme al CNR

16 Giu 2026 di Francesca Gioia

Negli ultimi decenni il rapporto tra infanzia, adolescenza e spazio pubblico è diventato uno dei temi centrali  della riflessione urbanistica. Le città contemporanee sono state progettate prevalentemente attorno alle  esigenze degli adulti e della mobilità automobilistica, mentre bambini e ragazzi hanno progressivamente  perso autonomia, presenza e capacità di incidere sugli spazi che abitano. 

DAI TERRITORI

Emergenza sfratti Abruzzo, 180 opere a Udine, boom data center in Piemonte

15 Giu 2026 di Diac Territori

Nella rassegna di oggi riemerge anche un dossier già seguito nelle scorse edizioni, quello del Flaminio a Roma, dove dopo l’avvio della conferenza preliminare e le osservazioni della Fondazione Nervi arrivano ora anche i rilievi della Soprintendenza su pensilina storica e secondo anello. Tema stadio caldo anche a Cagliari. Tutte le news locali. 

PROGETTO CORALE

Cosa manca alle industrie per incidere davvero sulla rigenerazione urbana? Il caso del comparto CPC di Modena e la spinta che può arrivare dai masterplan di innesto urbano

10 Giu 2026 di Maria Cristina Fregni

Sappiamo che l’industria ha fatto irruzione nel mondo urbano con la rivoluzione industriale, ponendosi ben presto come tema dominante della città, come lo erano stati la tomba e il tempio nell’antichità e successivamente la chiesa e il castello.

Dalla prima rivoluzione industriale, le fabbriche hanno attratto masse di lavoratori dalle campagne, trasformando radicalmente la forma, le dimensioni e l’organizzazione dei centri urbani. La vicinanza geografica tra industrie e città ha generato vantaggi competitivi, la concentrazione di imprese, manodopera specializzata e servizi ha favorito la circolazione delle idee, l’innovazione e l’efficienza. In molti casi, il legame tra industrie e città è diventato simbiotico e identitario, le fabbriche hanno portato sviluppo, il territorio ha messo a disposizione risorse per supportare questi processi, in un win-win a volte molto efficace.

PROGETTO CORALE

Il protagonismo delle multiutility nella rigenerazione urbana: dall’illuminazione pubblica intelligente alle cabine elettriche come opere d’arte. Il sogno di sciare, come a Copenaghen, sul tetto di un termovalorizzatore

27 Mag 2026 di Maria Cristina Fregni

Quando si pensa ai player della Rigenerazione Urbana, viene naturale riferirsi alle amministrazioni pubbliche o ai grandi e piccoli investitori del mondo del Real Estate. Molto meno scontato è invece che il pensiero vada a tutta un’altra tipologia di operatori territoriali, che invece ricoprono un ruolo essenziale, anche se talvolta meno evidente, nella qualità della vita urbana. Ci stiamo riferendo alle cosiddette Multiutility, ovvero le aziende che gestiscono simultaneamente più servizi di pubblica utilità urbana, come energia elettrica, gas, acqua, rifiuti e teleriscaldamento.

PROGETTO CORALE

Regioni e Comuni italiani alla prova del calcolo dei benefici pubblici della trasformazione dei luoghi. L’esempio della Scozia con il Community Wealth Building Act

20 Mag 2026 di Maria Cristina Fregni

Quando si parla di Rigenerazione Urbana e di procedure negoziali per la trasformazione dei luoghi, spesso ci si imbatte nel tema del Beneficio Pubblico e delle sue modalità di valutazione. Il cosiddetto Beneficio Pubblico dovrebbe costituire il contraltare dell’interesse privato generato dalla trasformazione, garantendo dunque un equilibrio della trasformazione, assicurandone dunque l’equità, la coerenza con le strategie di governo pubblico del territorio e la partecipazione allo sviluppo delle stesse. Se, in linea di principio, questo elemento è da tutti considerato valido come strumento-guida per la negoziazione pubblico-privato, quando poi si entra nello specifico delle modalità di valutazione dello stesso le posizioni si fanno meno definite, gli strumenti più approssimativi, gli esperimenti spesso difficili.

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