PROGETTO CORALE

Progettare insieme gli spazi verdi. Le tre lezioni del Villaggio Giardino a Modena: costi fondiari contenuti, investimenti ripartiti e valore urbano collettivo

14 Ott 2026 di Maria Cristina Fregni

Non esiste intervento di Rigenerazione Urbana che non si ponga il tema dello spazio pubblico e delle aree verdi come elemento di necessaria qualità e, al tempo stesso, di complessità gestionale e di sostenibilità.

Se si guarda agli esiti, tuttavia, si vede che, a volte, questi spazi di interazione, socialità libera e qualità ecologica finiscono con l’essere pensati più per essere instagrammabili che come reali elementi strutturanti della progettualità complessiva dell’intervento.

Anche in questo caso, guardare con curiosità al passato, anche recente, può essere di aiuto, per scoprire iniziative e brani di città in cui si è riusciti efficacemente a fare del “verde” non un plus ma un ingrediente essenziale della concezione urbana.

E’ il caso del cosiddetto “Villaggio Giardino” di Modena, una delle esperienze più interessanti dell’urbanistica residenziale italiana del secondo Novecento. La sua storia è particolarmente significativa perché non racconta soltanto la costruzione di un quartiere, ma il tentativo di realizzare una nuova idea di città: un luogo in cui l’abitare, il verde, lo spazio pubblico e la vita collettiva fossero progettati insieme.

DOPO LO SGOMBERO

Spin time, il Comune punta all’acquisto prima delle elezioni. “Regolarizzare raddoppia il valore sociale”

21 Set 2026 di Mauro Giansante

Ciaccheri, presidente del Municipio VIII, spiega a Diac che per l’edificio c’è solo una opzione: “riportarlo all’interno del patrimonio pubblico e creare alloggi popolari”. Fiducia anche dagli attivisti del palazzo: “L’amministrazione e la città intera si rendono conto che un’esperienza come questa non può essere cancellata da uno sgombero”.

ONSAI CRESME-CNAPPC

AQ Demanio in 4 lotti, piano Mattei, metrò Torino e 15 piccoli incarichi

27 Lug 2026 di Red. Diac

I bandi per i servizi di architettura e ingegneria della settimana 18-24 luglio. Durata triennale per l’accordo quadro del Demanio. Anche Sogesid sceglie la via dell’AQ per affidare le direzioni lavori e altri servizi per gli interventi in Africa. Il Comune di Tarantio affida tutte le progettazioni, dal PFTE, per il Parco Archeologico delle Mura Greche e per il Parco costiero San Vito. Incarichi inferiori a 500mila euro dai comuni di Cogne, Palo del Colle e Nerviano.

PROGETTO CORALE

Masterprogram e masterplan al Macrico di Caserta: un caso concreto di rigenerazione anglosassone all’insegna di inclusione, innovazione e identità

15 Lug 2026 di Maria Cristina Fregni

Abbiamo già avuto modo di evidenziare come lo strumento del masterplan in Italia sia ancora poco praticato nelle sue molteplici sfaccettature e nella sua capacità di indirizzo dei processi e valorizzazione delle identità prima ancora che della trasformazione fisica dei luoghi. Un esempio interessante viene, in quest’ottica, da un lavoro molto particolare svolto a Caserta. Parliamo della rigenerazione urbana dell’area dell’ex presidio militare Macrico (MAgazzino Centrale RImessa mezzi COrazzati) e oggi divenuto “Campo Laudato si’ Caserta”, situato in un’area centrale e nevralgica della città di Caserta.

PROGETTO CORALE

Il masterplan è il vestito sartoriale di un processo che ha bisogno di metodo e competenze. Guardare a Usa e Canada

08 Lug 2026 di Maria Cristina Fregni

Eravamo in tanti, una settimana fa, a Roma per la seconda DIAC Conference, a discutere di Masterplan e Rigenerazione Urbana. E’ stato un pomeriggio denso, in cui politici, giuristi, economisti e tecnici si sono confrontati sull’opportunità dell’uso di uno strumento come il Masterplan per il supporto ai processi rigenerativi.

Trascorsa una settimana e metabolizzati gli esiti, possiamo dire che, in buona sostanza, tutti i presenti ravvisano la mancanza di uno strumento che aiuti a gestire il passaggio tra la pianificazione e il progetto edilizio, qualcosa che permetta di stabilire le invarianti qualitative e strutturali della trasformazione, supporti nella condivisione degli scenari anche con stakeholders non tecnici, consenta di guidare il progetto senza imbrigliarlo.

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