Acqui Terme, 10 mln per la rinascita dell’Ex Kaimano

17 Giu 2026 di Giusy Iorlano

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Acqui Terme, 10 mln per la rinascita dell’Ex Kaimano

Non un semplice recupero edilizio, ma una vera operazione di trasformazione urbana destinata a ridisegnare il futuro di Acqui Terme. L’Ex Kaimano, storico complesso industriale cittadino, sarà al centro di un ambizioso progetto di rigenerazione finanziato con oltre 10 milioni di euro, di cui più di 9 milioni stanziati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’obiettivo è chiaro: restituire alla comunità uno spazio oggi inutilizzato e trasformarlo in una grande infrastruttura culturale capace di attrarre turismo, formazione universitaria, ricerca ed eventi di rilevanza nazionale. Un progetto che punta a fare dell’antica area produttiva uno dei principali motori dello sviluppo economico e sociale del territorio.

“Il finanziamento del Piano di Sviluppo Ex Kaimano rappresenta uno dei risultati più importanti conseguiti dalla nostra amministrazione”, ha sottolineato il sindaco Danilo Rapetti, evidenziando come l’intervento consentirà di valorizzare uno dei luoghi simbolo della storia industriale acquese.

La storia della Kaimano

La fabbrica Kaimano è stata per decenni il motore economico di Acqui Terme, diventando leader in Italia nella produzione di coltelleria da cucina. Il suo successo mondiale si deve a un’idea semplice ma rivoluzionaria: i famosi coltelli con la lama seghettata e il manico in plastica colorata, entrati nelle case di milioni di famiglie. Negli anni d’oro, la cura dell’acciaio e l’alta produttività attirarono l’interesse della multinazionale finlandese Fiskars, che acquistò il marchio piemontese.
La crisi è arrivata alla fine degli anni duemila. Nel 2008 lo stabilimento ha registrato una perdita economica di un milione e 800 mila euro. Ritenendo i costi in Italia troppo alti rispetto alla concorrenza, la Fiskars ha deciso di spostare la produzione all’estero. Nonostante i lunghi scioperi e le proteste dei sindacati, la fabbrica ha chiuso definitivamente nel 2010. Oggi i vecchi capannoni sono al centro del grande progetto di riqualificazione: gli edifici storici verranno recuperati per ospitare eventi, mostre e spazi per il turismo.

Un museo immersivo per raccontare l’antica Aquae Statiellae

Il cuore del progetto, nello specifico, sarà la valorizzazione dell’eccezionale patrimonio archeologico romano della città. L’Ex Kaimano sorge infatti in un’area di grande interesse storico, accanto ai resti dell’antica Aquae Statiellae, recentemente acquisiti dal Comune.

Tra gli interventi principali è prevista la realizzazione di un museo archeologico immersivo dedicato alla città romana, concepito attraverso tecnologie multimediali, percorsi narrativi e strumenti innovativi capaci di rendere il patrimonio storico accessibile e coinvolgente per visitatori, studenti e studiosi.

L’obiettivo è trasformare l’archeologia da semplice elemento conservativo a leva strategica per la crescita del territorio, creando nuove opportunità di formazione, divulgazione scientifica e ricerca interdisciplinare in collaborazione con università e istituti specializzati.

Eventi, formazione e mobilità sostenibile: il nuovo volto dell’Ex Kaimano

Il Piano di Sviluppo si articola in tre interventi integrati. Oltre al museo archeologico permanente, verrà recuperata l’area dell’ex centro fiere per ospitare convegni, esposizioni, laboratori, manifestazioni culturali e iniziative dedicate al turismo scientifico e archeologico.

A completare il progetto sarà la realizzazione di un parcheggio di interscambio con servizi per la mobilità sostenibile, pensato per migliorare l’accessibilità del nuovo polo e alleggerire il traffico nel centro cittadino.

L’intervento punta a generare un effetto strutturale sull’economia locale, creando occupazione qualificata, attirando investimenti e rafforzando la competitività del territorio. L’Ex Kaimano diventerà così il fulcro di una nuova strategia di sviluppo che affiancherà alla storica vocazione termale di Acqui Terme una forte identità culturale, scientifica e formativa.

“Attraverso questo progetto vogliamo valorizzare il patrimonio archeologico romano che rende unica Acqui Terme e costruire nuove opportunità di crescita per le giovani generazioni, per le imprese e per tutto il comparto turistico”, ha concluso il sindaco Rapetti. Una visione che punta a trasformare un simbolo del passato industriale in una delle principali risorse per il futuro della città.

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