Tra la piazza del Popol Giost e Porta Santa Croce, a Reggio Emilia, ci sono meno di 200 metri. A collegare i due luoghi è via Roma, l’asse nord-sud del centro cittadino che fu il cardo romano dell’antica Regium Lepidi. E’ su questo quadrante del nucleo storico reggiano, caratterizzato da un contesto sociale problematico, che il Comune emiliano ha deciso di intervenire con due progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana. Due interventi distinti ma accomunati, oltre che dalla contiguità territoriale, dall’obiettivo di “restituire un ambiente attrattivo, vivibile, sicuro e piacevole per i residenti del quadrante e più in generale per la città” attraverso una “rigenerazione dello spazio pubblico ad alta qualità ambientale e con un forte valore premiante per la mobilità sicura e sostenibile”.
La priorità, però, è soprattutto di natura sociale: contrastare la desertificazione, il degrado e la percezione di insicurezza e creare punti di socialità anche rafforzando il commercio di prossimità in modo da ridare fiducia ai cittadini e restituire all’asse di via Roma l’importanza che merita, spiega Ursula Montanari, dirigente dell’Area rigenerazione urbana e infrastrutture sostenibili del Comune di Reggio Emilia e Rup dei due progetti.
La premessa, come illustrato dalla dirigente nel corso del recente incontro di Città in scena organizzato a Parma da Ance e Mecenate 90, è che nell’area nord-est del centro storico reggiano mancano centri di aggregazione, gli spazi pubblici sono poco “abitati”, gli esercizi pubblici non qualificati e le criticità legate al Parco del Popolo non favoriscono una socialità attiva e sicura. “Per migliorare l’integrazione – spiega il Comune – è necessario costruire relazioni solide con la numerosa comunità straniera (circa il 30% dei residenti) coinvolgendo attivamente parrocchia e moschea” (un modello già adottato in altre zone di Reggio): obiettivo che i progetti di riqualificazione “fisica” cercano di favorire offrendo nuovi spazi pubblici rinnovati, fruibili e multifunzionali. L’ente municipale ha messo in campo in questa zona centrale diversi interventi, tra i quali i due che presentiamo in questo articolo.
Il Popol Giost ritrova una piazza
Nello storico rione popolare di Reggio la demolizione di alcuni edifici degradati negli anni Sessanta fece spazio a uno slargo più che a una vera piazza, da allora rimasta inedificata e adibita soltanto a parcheggio auto. L’intervento ha permesso un salto di qualità a questo spazio pubblico trasformandolo in una nuova piazza pedonale. Il 25% della superficie è stato messo a verde e un altro 45% depavimentato, sono state piantumate 19 nuove alberature ad alta chioma, 8 magnolie, cespugli e realizzate due grandi aiuole verdi. Il raffrescamento è assicurato dall’installazione di un sistema di nebulizzazione Ma è soprattutto l’inserimento di una grande panca a forma ellittica a sottolineare le finalità di socializzazione dell’intervento.
Lo spazio è diventato così anfiteatro per la scuola adiacente, un’area sicura per il gioco dei bambini, un punto di incontro per la cittadinanza e sede di eventi oltre che sito per i dehors dei locali pubblici. La riqualificazione ha puntato ad attribuire a un luogo dimesso e residuale un’identità precisa e riconoscibile e a favorirne diverse funzioni, perseguendo anche obiettivi di adattamento climatico.
Il progetto (firmato dagli studi Enrico Dusi e IBZ, oltre a RSL per il paesaggio) è stato candidato ai finanziamenti del Pnrr ricevendo 600.000 euro ai quali si sono aggiunti 70.000 euro provenienti dal servizio ambiente (derivanti da entrate per sanzioni ambientali e contributi privati) che sono stati dedicati allo sviluppo e alla realizzazione della componente verde dell’intervento. I lavori sono terminati a dicembre 2024 e la piazza, inaugurata con una festa di quartiere nella primavera del 2025, è interamente fruibile.
E con il sottopasso nasce un’altra piazza
L’intervento a Porta Santa Croce nasce invece con la necessità di rendere più sicuro e ampio il collegamento ciclo-pedonale di ricucitura tra il centro storico e la zona nord della città separati dalla linea ferroviaria Milano Bologna e dai viali di circonvallazione, per restituire continuità al tessuto urbano.
Il progetto, tecnicamente complesso, è attualmente in corso di esecuzione: prevede di realizzare una piazza ipogea non solo di transito ma anche di sosta, che ospiterà i percorsi ciclabili e pedonali di approccio al tunnel sub-ferroviario ma non solo. Uno spazio ampio, con numerose parti a verde e nuove piantumazioni, un nuovo sistema di illuminazione, gradoni per sedersi. E’ previsto anche un piccolo locale che fungerà da presidio del nuovo sito, probabilmente sarà un punto di ristoro.
“La trasformazione dello spazio di ingresso al nuovo sottopasso in piazza ipogea ha l’obiettivo di cambiare la modalità di vita dello spazio pubblico dedicandolo alla collettività mentre si realizza un’infrastruttura sicura che trasforma il concetto di collegamento in riqualificazione”, spiega Montanari. Ma c’è anche una finalità culturale, rappresentata dalla scelta di sviluppare la piazza di ingresso rendendo visibili i reperti emersi durante la fasi di scavo (si tratta di resti delle mura appartenenti alla Porta Santa Croce e di strutture risalenti al periodo medievale) per restituire importanza storica all’antico cardo romano. Il progetto definitivo e quello esecutivo sono di GT Engineering srl e Mazzei srl, su progetto di fattibilità di Politecnica e lavori assegnati a Grenti spa.
L’intervento inizialmente era ricompreso nei fondi Pnrr, poi con un decreto del marzo 2025 è stato trasferito a carico della rigenerazione urbana nazionale per un importo di 12,3 milioni di euro. La fine lavori è prevista per dicembre 2027 anche se i tempi di realizzazione dell’opera sono fortemente condizionati dalle difficoltà tecniche dovute alla presenza di tutti i principali sottoservizi di alimentazione del centro storico e dalle interferenze con la linea ferrovia Milano Bologna. In uno spazio rigenerato di 1700 metri quadrati, il sottopasso ha una lunghezza di 65 metri, una larghezza di 7,5 e un’altezza di 3: si tratta di un tunnel rettilineo in modo da assicurare visibilità e sicurezza. Con il radicale cambiamento del collegamento ciclo-pedonale tra la città storica e la città a nord della ferrovia, il Comune di Reggio si attende un consistente aumento di passaggi a vantaggio della rivitalizzazione di tutta l’area.
Le nuove piazze si candidano a diventare due poli attrattivi in grado di migliorare la qualità della vita della zona. Anche grazie a una rigenerazione orientata dal punto di vista ambientale alla riduzione delle isole di calore con nuove piantumazioni per 40 alberi complessivi, depavimentazioni e l’inserimento di linee di acqua nella piazza ipogea di Porta Santa Croce oltre al sistema di nebulizzazione in Piazza del Popol Giost. Gli interventi sono stati preceduti da una serie di incontri partecipativi per raccogliere le aspettative dei cittadini sulla riqualificazione di tutto il sistema viario di via Roma e sulla Ztl. Come spesso accade in questi casi la preoccupazione principale emersa è stata la perdita di posti auto nella piazza. Il fatto però che la trasformazione sia stata decisa a valle di un percorso di confronti con residenti e commercianti ha favorito un allentamento delle posizioni critiche. Per Porta Santa Croce, le criticità al momento sono legate all’impatto dei cantieri sulla viabilità.