PROGETTO CORALE / 43
Il protagonismo delle multiutility nella rigenerazione urbana: dall’illuminazione pubblica intelligente alle cabine elettriche come opere d’arte. Il sogno di sciare, come a Copenaghen, sul tetto di un termovalorizzatore
Quando si pensa ai player della Rigenerazione Urbana, viene naturale riferirsi alle amministrazioni pubbliche o ai grandi e piccoli investitori del mondo del Real Estate. Molto meno scontato è invece che il pensiero vada a tutta un’altra tipologia di operatori territoriali, che invece ricoprono un ruolo essenziale, anche se talvolta meno evidente, nella qualità della vita urbana. Ci stiamo riferendo alle cosiddette Multiutility, ovvero le aziende che gestiscono simultaneamente più servizi di pubblica utilità urbana, come energia elettrica, gas, acqua, rifiuti e teleriscaldamento.
Le multiutility, infatti, con la loro dimensione territoriale, sono potenziali attivatori di processi di Rigenerazione, in primis ma non solo in connessione con tutto ciò che ha a che fare con la qualità ambientale degli insediamenti urbani.
Abbiamo già parlato di soggetti di questa tipologia che, come nel caso di Brescia, hanno deciso di svolgere un ruolo proattivo insieme alle Istituzioni, alle Associazioni, le forze sociali e sindacali, la politica, nell’ascolto delle istanze dei territori e nella costruzione di patti trasparenti per la realizzazione di infrastrutture sicure ed efficienti.
Ma i casi e gli esempi sono sempre più ricorrenti, nel panorama italiano, e il potenziale ancora inespresso è elemento su cui le politiche locali e non di Rigenerazione dovrebbero fare riflessioni attente.
In primo luogo, le multiutility svolgono un ruolo centrale nel processo di transizione sostenibile, potendo dare, con le proprie scelte e i propri servizi, un contributo significativo al raggiungimento di 9 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) introdotti dall’Agenda 2030 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. La fornitura di servizi essenziali le rende soggetti strategici non solo per la soddisfazione delle esigenze della cittadinanza e dei territori, ma anche per il contatto, l’educazione e l’intercettazione di fermenti e istanze delle comunità locali, avendo per loro stessa natura un rapporto sinergico e costante con cittadini, policy Sui temi strettamente connessi alle componenti ambientali della Rigenerazione, le Multiutility possono agire sui seguenti ambiti fondamentali:
- Efficienza Energetica e Decarbonizzazione: Riqualificazione profonda del patrimonio immobiliare (pubblico e privato) attraverso cappotti termici, pompe di calore e l’integrazione del teleriscaldamento per ridurre le emissioni climalteranti.
- Economia Circolare e Rifiuti: Chiusura del ciclo dei rifiuti a livello locale, trasformando l’organico e i materiali di scarto in energia o nuova materia prima, azzerando le esportazioni di rifiuti verso altre regioni o Paesi.
- Ciclo Idrico e Smart City: Modernizzazione delle reti di acquedotto e fognatura per azzerare le perdite idriche e digitalizzazione della gestione dei servizi (telecontrollo, mobilità elettrica, illuminazione pubblica a LED)
Tanto per fare un esempio, alcune di queste realtà stanno molto spingendo, a scala nazionale, sulla promozione della cosiddetta “illuminazione pubblica intelligente”, ovvero sistemi in grado di combinare l’illuminazione a LED con sensori e tecnologie di controllo e modulazione dell’intensità luminosa in base alle condizioni ambientali e alle esigenze specifiche di ogni area urbana. L’illuminazione può dunque accendersi o spegnersi automaticamente in base alle condizioni di luce naturale, riducendo così il consumo energetico e limitando l’inquinamento luminoso, ma anche migliorando l’efficienza del sistema anche in termini di prestazioni e “personalizzazioni” dei livelli di luminosità, andando incontro ad istanze di sicurezza, valorizzazione paesaggistica e culturale, sostegno alla mobilità sostenibile.
Ancora, i grandi gruppi nazionali e territoriali dell’ambito Multiutility operano in stretta sinergia con i comuni, sostenendo la promozione di modelli di “città smart” e servizi avanzati di transizione. Sul territorio nazionale, queste aziende sono partner chiave dei Comuni e delle aziende nei progetti finanziati dal PNRR e dagli incentivi del Conto Termico.
A Vicenza il gruppo Magis, ex Agsm Aim, che serve circa 44 mila clienti nel settore dell’energia elettrica e 40 mila nel gas, 28 punti di ricarica per veicoli elettrici e gestisce oltre 49.500 tonnellate l’anno di rifiuti raccolti oltre a diversi parcheggi, ha messo in pista un piano da oltre 20 milioni per l’estensione della rete di teleriscaldamento, con il potenziamento dell’impianto geotermico di viale Cricoli, assicurando opportunità per nuovi allacci per la città, per arrivare ad estendere la rete per circa 30 chilometri. I lavori inizieranno tra a breve e si svilupperanno in tre fasi, fino al 2030, rafforzando un modello energetico più efficiente, innovativo e attento all’ambiente, che consentirà inoltre risparmi da reinvestire sul territorio. Senza contare che l’efficientamento della centrale Cricoli è il passaggio chiave per sbloccare anche i progetti futuri, compreso quello post-2030, che punta a sfruttare il calore delle acciaierie Valbruna e Beltrame per alimentare ulteriormente la rete nelle aree ovest e sud-ovest della città, riattivando un legame positivo industria-comunità che nei decenni si è andato sfilacciando.
A livello nazionale, poi, Edison, tra le maggiori aziende energetiche del Paese, ha annunciato il programma “Una casa per i giovani”, un piano di company social housing, destinato ai neolaureati, che offre loro la possibilità di vivere in una casa propria in prossimità della sede di lavoro e di avviare un percorso di autonomia personale e professionale. L’iniziativa è rivolta ai neolaureati che non hanno un alloggio diverso da quello del proprio nucleo di origine, ai quali Edison dà la possibilità di affittare un bilocale arredato, in una zona che si trova entro mezz’ora dalla sede di lavoro e collegato con mezzi pubblici. Un partner esterno specializzato nelle locazioni immobiliari si occupa della ricerca, identificazione e gestione contrattuale e amministrativa della locazione abitativa nonché di tutte le utenze a essa connesse. Ai fruitori del servizio è richiesto un contributo spese mensile ritenuto sostenibile e ha un valore non superiore a un terzo della retribuzione netta mensile, spesso dunque sensibilmente inferiore al prezzo medio di mercato per la tipologia di abitazione proposta. Questa iniziativa vale per tutte le sedi Edison sul territorio nazionale, con la finalità anche di neutralizzare le differenze tra i costi degli alloggi nelle diverse città, assicurando in questo modo pari opportunità ai neolaureati di tutta Italia. Il supporto abitativo è riconosciuto per una durata di tre anni, al termine dei quali il dipendente può subentrare nell’affitto o, eventualmente, decidere di fare una proposta d’acquisto.
Più incentrate sulla riqualificazione degli ambiti urbani e sull’educazione le iniziative di HERA, che con Hera Luce, società benefit, ha deciso di investire nella ricerca sul tema dell’illuminazione pubblica, intesa come un’infrastruttura urbana resiliente e sostenibile, che incide sulla qualità degli spazi urbani. Il primo risultato di questa ricerca è il lampione circolare, progettato per essere totalmente recuperabile a fine vita e ampiamente utilizzabile in contesti anche sensibili, per progetti di illuminazione artistica pensati per valorizzare il patrimonio architettonico e l’identità dei territori.
Ancora sulla qualità urbana ha puntata anche il progetto T.A.G. ovvero Torre Arte e Graffiti, promosso a Imola da Inrete Distribuzione Energia, la società del Gruppo Hera che si occupa della gestione dell’attività di distribuzione di gas ed energia elettrica in Emilia-Romagna, e realizzato dall’associazione culturale imolese Noi Giovani. Il progetto ha trasformato otto cabine elettriche della città in altrettante opere d’arte, in accordo con Con.Ami proprietario delle strutture. La grafica di ognuna è stata assegnata a uno o più giovani artisti nazionali o internazionali, che hanno dunque regalato alla città opere d’arte integrate e appositamente dedicate a ogni area scelta. Il progetto ha riscosso grande successo, ed HERA lo ha dunque riproposto anche in altri contesti urbani dell’Emilia-Romagna, spesso periferici o “difficili”.
A livello, poi, di educazione alla sostenibilità e collaborazione con altri soggetti attivi nelle comunità locali, va segnalato il trentennale progetto SCART, nato nel 1998 e acquisito dal Gruppo Hera nel 2015, con l’obiettivo di rivitalizzare materiali destinati a diventare rifiuti. SCART ha dato vita a un’ampia gamma di creazioni, dalle opere d’arte che celebrano icone culturali a oggetti di uso quotidiano, tutti realizzati esclusivamente con pezzi di scarto. Oggi, il marchio SCART® è riconosciuto in Italia e in Europa per le sue installazioni esclusive in aree più o meno “nobili” di svariate città, come nel caso delle esposizioni pubbliche di RoGUILTLESSPLASTIC.
Molteplici altre iniziative potrebbero essere citate, di maggiore o minore impatto. Sicuramente, comunque, emerge un ruolo ancora non del tutto esplorato e valorizzato di questa tipologia di soggetti nel ripensamento dei modi di vita urbana, che meriterebbe invece qualche riflessione e apertura in più da parte di tutti gli stakeholders della Rigenerazione.
E chissà che anche noi, prima o poi, non si possa avere un nostro italico Copenhill, il termovalorizzatore altamente ecologico Amager Bakke di Copenaghen, sulla cui copertura, a circa 85 metri di altezza, si sviluppa una pista da sci lunga 400 metri in materiale plastico sintetico, che permette di sciare tutto l’anno, anche in assenza di neve, oltre alla parete di arrampicata artificiale più alta del mondo e un percorso per il trekking.
Sognare, per il momento, non ha costi in bolletta…
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