PROGETTO CORALE / 48

Masterprogram e masterplan al Macrico di Caserta: un caso concreto di rigenerazione anglosassone all’insegna di inclusione, innovazione e identità

15 Lug 2026 di Maria Cristina Fregni

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Abbiamo già avuto modo di evidenziare come lo strumento del masterplan in Italia sia ancora poco praticato nelle sue molteplici sfaccettature e nella sua capacità di indirizzo dei processi e valorizzazione delle identità prima ancora che della trasformazione fisica dei luoghi. Un esempio interessante viene, in quest’ottica, da un lavoro molto particolare svolto a Caserta. Parliamo della rigenerazione urbana dell’area dell’ex presidio militare Macrico (MAgazzino Centrale RImessa mezzi COrazzati) e oggi divenuto “Campo Laudato si’ Caserta”, situato in un’area centrale e nevralgica della città di Caserta.

Questa iniziativa nasce dalla volontà da parte della Curia di Caserta, attualmente proprietaria del sito, di dare attuazione concreta ai contenuti della enciclica di papa Francesco “Fratelli Tutti” incentrata sulla fraternità e l’amicizia sociale,  facendosi promotrice di un processo di sviluppo urbano sostenibile, fondato sulla collaborazione fra attori pubblici, economici, sociali, scientifici e civici e basato sul ruolo-guida della Fondazione di Partecipazione “Casa Fratelli Tutti”, inteso come strumento di governo condiviso e collaborativo del processo.

Come si intuisce, le premesse presentano molti degli “ingredienti” caratteristici dei masterplan anglosassoni che abbiamo analizzato: ci sono i valori fondanti (encicliche papali Laudato si’ e Fratelli tutti e del Manifesto della Chiesa di Caserta “Da Campo di Marte a Campo della Pace” del Vescovo Pietro Lagnese), una vision ben definita, un approccio strategico di valorizzazione identitaria innovativa, basato su una pluralità di soggetti.

La Fondazione di Partecipazione e il progetto di rigenerazione urbana hanno come scopo prioritario la promozione verso la comunità insediata nel casertano di servizi sociali, culturali, educativi, formativi, ricreativi, sportivi, assistenziali, di innovazione e trasferimento tecnologico idonei a migliorare la qualità della vita e l’attrattività economica di Caserta e della sua comunità. Il programma mira a rendere il Campo Laudato si’ Caserta, un sito ad oggi in stato di abbandono, un parco per l’innovazione orientata allo sviluppo sostenibile, alla neutralità climatica, all’inclusione sociale, alla cura della persona, alla valorizzazione dei beni culturali e del patrimonio naturalistico, alla valorizzazione del genius loci e della vocazione agricola e alimentare mediterranea, alla vocazione industriale e alla accelerazione dell’innovazione e al trasferimento tecnologico tra università, centri di ricerca, industria e PMI.

Lo sviluppo progettuale e la declinazione della volontà della Curia di Caserta sono stati affidati a LabGov ETS per la parte strategica e di programmazione, con il supporto di esperti di economia e finanza, e allo studio Alvisi-Kirimoto per la parte di disegno urbanistico e architettonico, con il supporto di altri esperti sui temi ecologico-ambientali.

Altro grande elemento di interesse è che l’approccio interdisciplinare sopra citato è applicato ad entrambe le macro-componenti dell’iniziativa di Rigenerazione;  il progetto si articola infatti in Masterprogram e Masterplan

Il primo è un piano di interventi strutturali volti a identificare elementi declinati ad interventi per il tessuto sociale e per il funzionamento urbanistico; a questa programmazione si affianca un’attenta costruzione del quadro di investimenti, in ambito pubblico e privato. Gestione, fasizzazione e trasformazione sono dunque contemplate in sinergia da subito e si supportano vicendevolmente.

Il Masterplan risponde agli investimenti previsti con soluzioni di progetto mirate ad ottenere spazi per il verde e attività pubbliche, riducendo il costruito e ricercando una nuova connessione con il tessuto urbano circostante. Rifunzionalizzare è la chiave per trovare una nuova solida struttura di investimenti pubblico-privati per generare nuovi elementi di centralità urbana, attrattività e occasioni per abitanti e visitatori. 

Dalla “lettura congiunta” dei due strumenti emerge con chiarezza il metodo di implementazione pensato per l’intervento: la Fondazione, attraverso l’instaurazione di un dialogo e una collaborazione con gli enti pubblici di programmazione e i rappresentanti delle forze sociali, economiche, scientifiche e civiche del territorio, intende rendere il progetto coerente con gli schemi e le fonti di finanziamento dirette e indirette, pubbliche e private per lo sviluppo industriale e locale sostenibile (i.e. Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e fondo complementare, Accordo di Partenariato 21-27, European Urban Initiative, Regolamento Tassonomia, Piano Industriale UE sul Green Deal per la Net-Zero Age). All’esito di questo dialogo, l’obiettivo è di trasformare la Fondazione in un partenariato pubblico-privato-scienza-sociale-civico per lo sviluppo sostenibile e l’innovazione a Caserta e dunque in un dispositivo giuridico e di governance collaborativa.

Per quanto attiene le funzioni insediate e la loro relazione con l’identità specifica del contesto in cui il Masterplan le colloca, l’idea progettuale vuole dare risposta ai problemi socioeconomici ed urbanistici di Caserta, attraverso la creazione e ideazione di un parco orientato alla sostenibilità con destinazione prevalente ad infrastrutture verdi per la biodiversità e, per la ridotta parte rigenerata, ad attività di cura della persona (sport e salute), accoglienza, cultura, formazione e innovazione / trasferimento tecnologico. L’obiettivo è poi dal punto di vista infrastrutturale anche quello di rendere il parco energeticamente autosufficiente attraverso la realizzazione di una comunità energetica rinnovabile e solidale

L’area ha una superficie totale di 324.533 mq e costituisce insieme alla Reggia uno dei due nodi principali dell’asse viario di Corso Trieste, strada principale della città, nonché un potenziale polmone verde e emergenza di carattere storico-artistico, trattandosi del Campo di Marte dell’esercito borbonico, zona destinata alle esercitazioni militari, già di pertinenza dell’antico edificio vescovile (XVII sec.), nel dopoguerra utilizzato dalle Forze Armate (Caserma Sacchi). La vision di connessione con la storia del luogo e con le caratteristiche del contesto urbano parte da questa identità storica e la rielabora, lavorando per convertire l’area in un veste identitaria di “Campo di Pace”, luogo di dialogo interreligioso, interculturale e intergenerazionale, supporto alla democrazia locale per sostenere e creare la nascita a Caserta di nuove forme di partecipazione e dialogo tra il pubblico, gli attori scientifici, educativi e culturali, la società civile organizzata e informale, il privato.

L’ambizioso progetto è pensato da subito come un processo inclusivo e partecipato, che affida alla comunità locale la scelta di co-progettare l’identità funzionale e strategica dell’area attraverso usi temporanei, laboratori multi-target, iniziative culturali.

La rigenerazione condivisa e collaborativa del Campo Laudato si’ Caserta, difatti, non deve essere solo un processo di trasformazione materiale e infrastrutturale, ma deve rappresentare e divenire un’opportunità, come mai stato prima, per sviluppare forme di collaborazioni e scambi tra diverse tipologie di attori urbani, divenendo un campo di sperimentazione per sintetizzare, codificare e istituzionalizzare relazioni tra istituzioni, scienza, imprenditoria responsabile, società civile organizzata, forze civiche e nuove generazioni. 

Le audizioni dei vari stakeholders hanno guidato il superamento del concetto del recupero, inserito nella dimensione urbanistico-edilizia, per arrivare ad una nuova armonizzazione delle azioni con il contesto, capace di integrare anche gli aspetti sociali, e soprattutto la componente innovativa.

I membri del Team di ricerca LabGov-ETS hanno audito, nel periodo di marzo-aprile 2023: Legambiente, Ex Canapificio, Assovoce, Forum dei Giovani, 012factory, Confesercenti, Provincia di Caserta, Confindustria Caserta, Coni, Macrico Verde, D&D Holding, Coldiretti Camera di Commercio, Fondazione La Casa della Speranza, Reggia di Caserta e Rettore dell’Università Vanvitelli, dalle cui suggestioni sono emersi gli 8 temi-chiavi che hanno informato Masterplan e Masterprogram, ovvero Inclusione, Innovazione, Rigenerazione, Valorizzazione, Educazione, Sicurezza, Mobilità e Identità.

Per i promotori, il contesto, le finalità, il metodo questo lavoro si configura come molto particolare e interessante, che merita sicuramente attenzione, studio e supporto, e questo Diario lo seguirà con tanta curiosità e aspettative.

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