Città e parità di genere: non servono nuove figure professionali e non basta l’attivismo di nicchia, è necessario un radicale cambio di postura del sistema progettuale
Nelle esplorazioni di questo Diario sulle figure professionali che, a vario titolo, lavorano nella Rigenerazione Urbana, questa settimana proviamo a occuparci di un aspetto ancora poco definito. Si dice dappertutto che le porzioni di città “rigenerate” debbano puntare sull’inclusione e sull’equità. Questi concetti, ovviamente completamente condivisibili, risultano facilmente comprensibili, e forse anche applicabili, quando ci si riferisce a offerte abitative per tutti, che non sostengano la gentrification, o a spazi multi-culturali o aggregativi, o ancora quando si parla di abbattimento di barriere architettoniche.
Quando però il tema dell’inclusività di sposta sul genere e su una tipologia di progettazione attenta alle tematiche di genere, diventa molto più difficile individuare la via da percorrere e chi siano le persone che se ne devono fare carico.