ARERA. Sant’Agostino e non solo nella relazione di Dell’Acqua: continuità idrica e teleriscaldamento, accelerazioni necessarie nei rifiuti, gli aspetti più controversi sull’energia
Se esistesse un Impact Factor per l’opera dei Santi in riferimento alla regolazione delle pubbliche utilità, soprattutto relative ai settori energetici e ambientali, Sant’Agostino sarebbe probabilmente quello col valore più elevato. Per chi non ha molta dimestichezza con le presentazioni dei Presidenti dell’Autorità, si ricorda che, soprattutto durante la terza consiliatura, non furono poche le occasioni di richiamo alla Patristica e, in particolare, vennero citati a più riprese alcuni passi delle opere di Sant’Agostino. Ad accrescerne ulteriormente il numero di citazioni ha contribuito, da ultimo, la presentazione della Relazione annuale 2026 svolta dal neopresidente Nicola Dell’Acqua lo scorso martedì, la prima della quarta consiliatura di ARERA (si veda, al riguardo, la brillante sintesi di Mauro Giansante su DIAC).
Il Presidente di ARERA si riferisce al celebre Dottore della Chiesa ricordando che “il presente del passato è la memoria, il presente del presente è la visione, il presente del futuro è l’attesa”. Affermando poi che si tratta di “una sintesi che vale anche per chi esercita una funzione regolatoria: non si governa il futuro senza la memoria di ciò che è stato, né senza restare radicati nella realtà concreta di ciò che è”, per esplicitare poi che è “questo il senso della Relazione che abbiamo presentato oggi. I dati, le tendenze, le criticità che abbiamo illustrato non sono un consuntivo: sono la materia viva con cui si costruisce ogni decisione futura”.
La materia viva a cui si fa riferimento è poliedrica, mutevole, complessa, anche in ragione della numerosità e dell’eterogeneità dei settori rientranti nelle competenze di ARERA (ovvero energia elettrica, gas, servizi idrici, gestione dei rifiuti, teleriscaldamento). Trattandosi poi della prima Relazione Annuale di una nuova consiliatura, l’orizzonte temporale cui ci si riferisce è tradizionalmente più ampio. In particolare, la concomitanza con l’imminente varo di un documento di consultazione sul nuovo Quadro Strategico 2026-2029 si avverte a più riprese e lo stesso Presidente formula più di un rinvio al nuovo documento programmatico. La materia viva viene dunque proiettata in un divenire, in un arco pluriennale.
L’illustrazione parte dai settori dell’energia, dove si menziona, in primis, l’avvenuta istituzione dell’Unità di Vigilanza Energetica, “per il monitoraggio in tempo reale dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio”, per poi sottolineare che l’Autorità “intende fare della sorveglianza continua dei mercati e della promozione di strumenti di disaccoppiamento della formazione del prezzo dell’energia elettrica tra il gas e le fonti rinnovabili una delle direttrici strutturali del proprio operato nei prossimi anni, nella convinzione che ridurre la dipendenza dalla volatilità dei mercati all’ingrosso sia la condizione per avvicinare i prezzi italiani agli standard europei e restituire certezza a famiglie e imprese”. Sebbene, ad avviso di alcuni commentatori, trasferire ai consumatori i benefici di breve periodo della generazione da fonti rinnovabili può ridurre gli incentivi all’espansione della loro capacità installata nel lungo periodo.
Con riferimento poi ai mercati all’ingrosso, dopo aver menzionato “l’adozione del Testo Integrato del Dispacciamento Elettrico (TIDE), che abilita tutte le risorse di rete – accumuli, carichi flessibili, aggregati distribuiti – a concorrere alla fornitura dei servizi di bilanciamento in condizioni di neutralità tecnologica”, viene precisato che il “percorso proseguirà con il superamento graduale del PUN e la piena applicazione dei prezzi zonali”. Al riguardo, alcuni analisti sostengono che siano le aree del Mezzogiorno quelle che potrebbero maggiormente beneficiare di questa evoluzione, con conseguenti riduzioni dei prezzi di fornitura rispetto al Centro e al Nord.
Con riferimento poi alla regolazione delle infrastrutture dell’energia, il Presidente ha evidenziato il ricorso a “un approccio che richiederà particolare attenzione alla gestione dell’asimmetria informativa nelle fasi iniziali e strumenti adeguati di verifica dell’impatto”, mentre riguardo i “piani straordinari di investimento pluriennale per i concessionari della distribuzione elettrica, l’Autorità ha chiarito con nettezza che nessun riconoscimento tariffario automatico può derivare dalla loro approvazione e che l’impatto in bolletta del corrispettivo per la rimodulazione delle concessioni deve essere minimizzato, in quanto incompatibile con i principi di tariffazione a costi efficienti”. Non sono mancati gli analisti che, al riguardo, invocando l’esigenza della stabilità della regolazione, abbiano prospettato taluni timori sui possibili scenari futuri.
Se le linee tendenziali sulla parte energia, che sono state schematicamente richiamate, hanno stimolato tesi contrastanti, quelle relative alla parte ambiente appaiono – almeno per il momento – meno controverse.
Il Presidente ha iniziato la rassegna ambientale dal comparto idrico, del quale ha richiamato le criticità infrastrutturali, come acuite dal Climate Change, per poi precisare che “dall’arrivo dell’Autorità il settore ha ingranato una marcia diversa, [e che] si tratta di un dato di fatto innegabile di cui siamo orgogliosi”. L’intonazione positiva prosegue. “Il Metodo Tariffario Idrico per il quarto periodo (MTI-4) consolida un approccio orientato agli esiti, coerente con la maturazione della pianificazione delle infrastrutture e dei programmi di investimenti orientati al miglioramento delle performance tecniche. L’introduzione dell’indicatore M0-Resilienza idrica segna un passo significativo”. E poi, nel “secondo semestre del 2025 l’Autorità ha adottato lo schema di bando di gara per gli affidamenti nel servizio idrico integrato, strumento atteso che risponde a una delle criticità più persistenti: numerosi affidamenti risalenti agli anni Novanta stanno giungendo a scadenza senza che si sia ancora definito un successore dotato delle capacità necessarie per garantire continuità agli investimenti.”
Ma c’è un ma. “Il monitoraggio del 2025 conferma che in diverse aree — Campania e Sicilia in primo luogo — permangono situazioni di stallo nell’affidamento al gestore unico, con affidamenti storici in scadenza e processi bloccati dal contenzioso.” Tuttavia, se non sfugge la complessità del problema, non sfugge nemmeno l’elevato potenziale della regolazione nel poterlo affrontare. “La regolazione di ARERA ha dimostrato di essere una leva efficace per sbloccare queste situazioni e garantire continuità agli investimenti di lungo periodo, portando una vera ricchezza ai cittadini – e mi rivolgo soprattutto alle generazioni che verranno. Speriamo di essere, anche attraverso il dialogo con il territorio, una spinta verso la sicurezza e la resilienza per tutte le aree del Paese: il successo in questo senso arriverà quando smetteremo di usare la parola “emergenza” per nascondere un deficit amministrativo e tecnologico nella gestione della risorsa più importante per la nostra esistenza.”
Passando al servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani, il Presidente ha notato che è “il settore in cui la regolazione di ARERA è […] più giovane: il lavoro avviato negli scorsi anni rappresenta un patrimonio di dati e miglioramento dei processi gestionali, non solo per la regolazione, ma per tutto il sistema, soprattutto alla luce degli obiettivi di economia circolare.”
Il Presidente ha poi dato atto che “il 2025 ha segnato un’accelerazione significativa sul piano regolatorio. L’Autorità ha adottato il Testo Integrato Corrispettivi Servizio Gestione Rifiuti (TICSER), primo intervento organico di riordino della tariffazione agli utenti dopo decenni di applicazione del DPCM 158/99, orientandola verso il principio europeo del “chi inquina paga” e aprendo la strada alla tariffazione puntuale. Il terzo metodo tariffario (MTR-3) definisce per il quadriennio 2026-2029 le regole di riconoscimento dei costi e le tariffe di accesso agli impianti, in un quadro che punta a coniugare sostenibilità economica dei gestori e sviluppo dell’impiantistica necessaria a chiudere il ciclo. Il consolidamento della disciplina sulla qualità tecnica si propone di fornire alle Amministrazioni e ai cittadini metriche oggettive per valutare i servizi e scegliere i modelli organizzativi e infrastrutturali più adatti rispetto ai diversi contesti territoriali e socioeconomici. Sul fronte della tutela sociale, il bonus rifiuti — uno sconto del 25% sulla TARI per le famiglie in condizioni di disagio economico — ha messo in luce tutta la complessità operativa di un settore con circa 2.700 enti territorialmente competenti: un numero che spiega molte delle difficoltà di attuazione uniforme delle politiche nazionali.”
L’intonazione positiva e il riconoscimento del lavoro fatto (anche) nel 2025, alla luce della frammentazione del settore, non fanno certo venir meno la necessità di alcuni interventi di rilievo. In particolare, afferma Dell’Acqua, il “Quadro Strategico indica un percorso che l’Autorità intende percorrere con determinazione: rafforzare il ruolo degli Enti di governo d’ambito, promuovere l’aggregazione gestionale, sviluppare la dotazione impiantistica nelle aree più carenti, migliorare la qualità della raccolta differenziata e semplificare le procedure di approvazione dei piani economico-finanziari, per restituire certezza ed efficacia a un sistema amministrativo che la frammentazione ha reso farraginoso.” E su questo passaggio, con ogni probabilità, considerata l’estensione dei temi toccati, è necessario attendere la pubblicazione del documento di consultazione sul Quadro Strategico per verificare se, effettivamente, possano esservi aspetti controversi da approfondire.
Passando infine al teleriscaldamento, il Presidente ha detto che è ritenuto “uno degli strumenti per la decarbonizzazione del riscaldamento urbano”, e che pertanto ne sarà sostenuto lo sviluppo infrastrutturale, puntando “a definire un metodo tariffario a regime che riconosca i costi efficienti e orienti gli investimenti verso fonti rinnovabili e recupero termico”.
Il Presidente Dell’Acqua ha fatto il suo primo speech di presentazione della Relazione Annuale 2026, che ha suscitato alcune discussioni riguardo a taluni temi dei settori energy, mentre sembra ancora non affrontare in un dettaglio tale da poter essere divisivo taluni profili relativi al settore dei rifiuti. Il settore idrico sembra procedere in continuità e quello del teleriscaldamento sembra procedere.
Tornando alla citazione iniziale di Sant’Agostino, per come è stata descritta la «memoria» e per come è stata riportata – sia pur non esaustivamente nelle more della definizione del Quadro Strategico – la «visione», indubbiamente lo speech del Presidente Dell’Acqua ha generato un indubbio clima di «attesa».