Trapani si prepara a voltare pagina su uno dei suoi edifici simbolo. L’ex sede della Banca d’Italia in piazza Scarlatti sarà trasformata in una residenza turistica alberghiera grazie a un finanziamento ipotecario green da 3,7 milioni di euro concesso da UniCredit.
L’immobile, costruito intorno al 1950 sul sito del Teatro Garibaldi – distrutto dai bombardamenti del 1943 – rappresenta uno dei più rilevanti interventi di riqualificazione urbana in città. Dal 2018, dopo la chiusura della filiale della Banca d’Italia, lo stabile era rimasto inutilizzato.
L’edificio è stato acquisito dalla Palazzo Garibaldi Trapani srl. “UniCredit è impegnata a sostenere tutte quelle iniziative imprenditoriali in grado di valorizzare l’attrattività del territorio e il potenziale in termini di ricettività – afferma Salvatore Malandrino, regional manager Sicilia di UniCredit – un impegno che si traduce in un supporto bancario concreto, che fa leva su un’offerta di prodotti e servizi dedicati e una presenza capillare in Sicilia”.
Il progetto
Il progetto sarà curato da Oriana Homèl, società specializzata nella riconversione di immobili iconici in strutture di ospitalità di fascia alta. Il palazzo, affacciato sulla darsena è un monumento dell’architettura firmato da Decio Marrone, ma la sua storia parte da più lontano: la Banca aveva fatto il suo ingresso a Trapani nel 1920 in piazza Cuba, per poi trasferirsi in via Fardella e infine trovare dimora definitiva proprio in piazza Scarlatti. Oggi, grazie al progetto di Oriana Homèl, questo luogo ricco di memoria si prepara a vivere una seconda vita e sarà riconvertito in una residenza con 23 suite, concepite per unire il comfort di una casa ai servizi alberghieri.
In dettaglio l’edificio sarà strutturato su 3 piani fuori terra, oltre al piano copertura e al piano interrato.
Previsti interventi di efficientamento energetico, certificazioni ambientali e utilizzo di energie rinnovabili. Al piano terra sorgeranno spazi aperti al pubblico, tra cui una galleria con aree culturali e ristorative, mentre la terrazza-solarium offrirà una vista sulle Egadi.
Il progetto approvato prevede un luogo di accoglienza e incontro, dove il dialogo tra la città storica e il suo fronte marittimo si traduce in un’esperienza immersiva e sofisticata, capace di fondere memoria architettonica e nuove funzioni urbane.
Riqualificazione urbana, verde pubblico e il nuovo waterfront
Un progetto ,questo, che si inserisce in un più ampio piano di rilancio urbano. Nell’adiacente corso Italia sono, infatti, già partiti i lavori finanziati dal Ministero dell’Ambiente, che prevedono la piantumazione di 2.500 alberi in aree urbane. Nell’area interessata saranno messe a dimora piante di arancio amaro, con interventi mirati anche alla valorizzazione degli spazi pedonali.
Ma non c’è solo corso Italia. Tutto il quadrante circostante, insieme a quello del porto, si candidano a diventare uno dei nuovi poli di rilancio urbano della città, in cui sostenibilità ambientale, valorizzazione del patrimonio architettonico e sviluppo turistico si intrecciano in un’unica strategia di trasformazione. Il progetto del nuovo waterfront, un intervento strategico che mira a valorizzare aree simbolo come il Lazzaretto, San Francesco e l’isola della Colombaia, riqualificando parchi, recuperando spazi abbandonati e rilanciando funzioni storiche come il mercato del pesce e la piccola cantieristica nautica è già stato presentato. A firmare il progetto è il raggruppamento temporaneo d’imprese composto da Technital, Valle 3.0 e Peluffo & Partners, coordinato dall’architetto Marco Antonini con Vito Corte e Carmen Andriani.
Contestualmente è previsto il dragaggio dei fondali, intervento chiave per migliorare l’operatività dello scalo. Proprio il dragaggio rappresenta però ancora il nodo critico. A fronte di un investimento di circa 90 milioni di euro, la profondità dei fondali resta ferma a otto metri, insufficiente per consentire l’ingresso delle grandi navi. Le infrastrutture a terra risultano sostanzialmente pronte, ma l’insufficienza dei pescaggi rende il porto solo parzialmente operativo, limitandone la competitività nel traffico commerciale e crocieristico. Il dibattito politico è ancora aperto tanto che lo scorso dicembre è stato convocato proprio un Consiglio comunale straordinario dedicato al porto di Trapani. Tra le priorità indicate figurano proprio il dragaggio dei fondali, la riqualificazione del waterfront, il completamento del molo Ronciglio e l’ammodernamento delle aree operative, interventi ritenuti essenziali per rafforzare la competitività dello scalo.