Napoli Est, l’ex fabbrica Pirelli diventa laboratorio creativo: ecco l’hub SuperStudio

10 Feb 2026 di Gabriele Caruso

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“Fermare la fuga degli artisti napoletani”. Con questo obiettivo, Corrado e Sara Foglia hanno deciso di ridare vita all’ex Fabbrica Pirelli di via Galileo Ferraris, trasformando un edificio abbandonato in un polo per le arti performative aperto a giovani talenti e artisti campani, nazionali e internazionali. Da questa iniziativa privata nasce Hub SuperStudio – uno spazio dedicato a danza, teatro, musica e arti visive – che unisce rigenerazione urbana e produzione culturale.

Per anni quegli spazi sono rimasti abbandonati, trasformati in rifugi di fortuna dai senzatetto. Le pareti annerite dai fuochi accesi all’interno raccontavano la storia di un luogo dimenticato e segnato dal degrado. Oggi tutto questo è cambiato: grazie a un investimento di 800 mila euro della famiglia Foglia, i 1.200 mq del quarto piano si presentano come un polo moderno nel cuore di Napoli Est, valorizzandone la posizione strategica a ridosso di Piazza Garibaldi e della Stazione Centrale.

Presentata alla città in due momenti chiave – l’anteprima di ottobre, durante la VII edizione di Open House Napoli, e l’open day ufficiale del 3 dicembre 2025 – la nuova struttura prende il nome Hub SuperStudio non a caso, ma per raccontarne identità e vocazione culturale. A spiegarlo è il Founder Corrado Foglia: “La scelta del nome richiama l’esperienza maturata a Milano all’interno di Superstudio 13, uno spazio che per noi ha avuto un valore formativo fondamentale. L’obiettivo, però, non era creare una sua replica, ma dare vita a Napoli a un luogo trasversale: un ecosistema capace di far dialogare fotografia, moda, danza e musica con la tecnologia, il coworking, la produzione culturale di talk e le presentazioni di libri”.

Questa trasversalità si riflette direttamente nell’architettura degli spazi. Hub SuperStudio nasce infatti dall’idea di mettere in continuità la storia produttiva dell’ex fabbrica con le nuove attività dell’hub. Per rispettare e valorizzare la memoria del luogo, agli ambienti sono stati così attribuiti nomi ispirati all’ex Fabbrica Pirelli, che ne reinterpretano in chiave contemporanea le funzioni originarie. 

La struttura, caratterizzata da una pianta circolare e unificante, ospita diversi ambienti tematici: Corpo Officina accoglie danza e prove teatrali; Sala Motori e Ascolto è dedicata alla musica e al suono, con un’area podcast; Camera di Fusione funziona come black box per performance e sperimentazioni; Officina Pensiero ospita attività di coworking, progettazione e incontri; Cabina Luce è destinata agli shooting fotografici, mentre ARea arTE è pensata per mostre e installazioni.

Più che un semplice omaggio storico, la scelta della nomenclatura definisce un ecosistema pensato per far interagire i talenti. Come ha sottolineato Corrado Foglia, il ricorso al termine hub riflette la visione alla base della struttura: “Abbiamo adottato questa denominazione per creare un punto di riferimento nella formazione e nella produzione artistica, favorendo lo scambio di idee e l’incontro tra linguaggi diversi. La forza di questo luogo sta proprio nel permettere a professionisti con competenze differenti di immaginare percorsi comuni”.

Ha concluso così Corrado Foglia, portando come esempio concreto la recente collaborazione tra Mattia Diomedi, eccellenza italiana nel TouchDesigner, e Matteo Gavazzi, ballerino della Scala, che insieme hanno sviluppato un tappeto interattivo in grado di generare suoni tramite sensori. Un’opera unica, nata proprio grazie alle possibilità offerte da questi spazi: un hub che si mette a disposizione del territorio e che, nel tempo, punta ad attrarre talenti artistici.

Questo progetto di rigenerazione nasce, di fatto, dal desiderio della direttrice artistica Sara Foglia di riscoprire il valore di una Napoli ricca di fermento, puntando tutto sul legame con le nuove generazioni. “La città ha grandi opportunità, ma serve fare rete per valorizzarle”, ha sottolineato la direttrice, delineando l’obiettivo di creare un percorso di alta formazione che permetta ai talenti emergenti di crescere in loco, attirando al contempo professionisti internazionali per uno scambio di competenze.

Per tradurre questa visione in realtà, lo spazio si configura come il fulcro operativo dell’iniziativa. A tal proposito, Sara Foglia ha spiegato: “La nostra idea è trasformare la struttura in un laboratorio creativo permanente, un luogo dove artisti impegnati nella musica, nella danza e nelle arti performative possano collaborare. Vogliamo rispondere concretamente alle difficoltà che i giovani incontrano nel farsi strada, specialmente a Napoli, offrendo quegli spazi e quelle condizioni professionali necessari per costruire una carriera senza essere più costretti a spostarsi a Milano o fuggire all’estero”. 

L’attuazione di questo modello passa attraverso una strategia che unisce didattica e sperimentazione sul campo. “Abbiamo sviluppato una programmazione mista – ha proseguito Sara Foglia – che affianca eventi “spot”, pensati per testare la risposta del pubblico, a corsi di più lunga durata, come quello di fotografia, con l’obiettivo di inserirci progressivamente nel circuito dell’arte contemporanea. Inoltre, stiamo avviando collaborazioni con l’Accademia di Belle Arti di Napoli e con alcuni teatri, mettendo a disposizione gli spazi per progetti e percorsi formativi condivisi, così da fare rete”.

Oltre la programmazione, però, emerge la consapevolezza di una sfida che è innanzitutto culturale. “Dare vita a un hub qui – ha concluso Sara Foglia – ha richiesto un impegno profondo e un autentico atto di coraggio. Siamo consapevoli che altrove certi progetti decollino con rapidità; qui invece ogni traguardo va costruito con dedizione, prima per far radicare l’idea e poi per permetterle di emergere. Tuttavia, crediamo fortemente in questo percorso e ci aspettiamo che la città risponda con entusiasmo a questa scommessa”.

Hub SuperStudio si apre così a Napoli come un luogo capace di riconoscere e far emergere il talento locale, offrendo ai giovani la possibilità di costruire il proprio futuro artistico senza doverlo cercare altrove.

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