DIARIO DIAC QUOTIDIANO TORNA IL 3 SETTEMBRE
VI LASCIAMO IN COMPAGNIA DEI NOSTRI AUTORI E DEGLI AGGIORNAMENTI DI DIARIO DIAC ESTATE
Mentre l’intelligenza artificiale entra sempre più velocemente nelle nostre vite, trasformando il modo in cui lavoriamo, comunichiamo e prendiamo decisioni, anche il diritto vive la sua trasformazione, non rincorrendo semplicemente l’innovazione ma cercando di governarla. È una sfida senza precedenti.
La Ue pretende lo stralcio della norma dell’articolo 1 che prevede uno o più lotti, modificando la norma del 2022 che prevedeva più lotti. No all’emendamento leghista considerato di mediazione. No alla possibilità del MIT di non tenere conto delle osservazioni ART. La retromarcia del MIT nei due market test di aprile e luglio: prima favorevole a più lotti, poi al lotto unico.
L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (di seguito ARERA) ha rinnovato lo sforzo rivolto alla regolazione della qualità del settore rifiuti. Tema di complessità tale da chiamare in causa, allo stesso tempo, molteplici profili difficili da districare. Ma ARERA non si è fatta scoraggiare. Il 27 luglio scorso, infatti, ha pubblicato la consultazione dal titolo “orientamenti per il calcolo del macro-indicatore R3” (dco n. 273/2026/R/rif) che, si precisa per i non appassionati, significa descrivere analiticamente – impiegando una lente di ingrandimento molto potente, senza risparmiare nemmeno i dettagli più minuziosi o le sfaccettature più recondite – le regole di computo di uno dei principali indicatori di qualità tecnica del settore dei rifiuti, quello relativo alla “efficienza tecnico-ambientale”.
Manca esattamente 1 mese (ferie comprese) per trasmettere all’ANAC il piano di riorganizzazione previsto dall’articolo 11, comma 4-bis, dell’Allegato II.4 al Codice, laddove il valore di efficienza decisionale — calcolato automaticamente dal sistema dell’Autorità sulla base dei dati in BDNCP — risulti superiore a 160 giorni.
Per venire incontro alle stazioni appaltanti e alle centrali di committenza qualificate nella redazione di tale piano, l’Autorità ha predisposto lo scorso 24 giugno un formulario in formato Excel, utilizzabile per adempiere all’obbligo e disponibile al link https://www.anticorruzione.it/en/-/qualificazione-delle-stazioni-appaltanti-1.
Il successivo 21 luglio, tuttavia, ad attivazione già avviata del sistema di monitoraggio dell’efficienza decisionale (avvenuta il 1° luglio), l’ANAC — probabilmente per gestire le perplessità di chi non si ritrovava con i conteggi dell’Autorità e aveva aperto appositi ticket — ha pubblicato un nuovo formulario. Questo nuovo modulo prevede la possibilità per le stazioni appaltanti di indicare un diverso valore dell’efficienza decisionale da esse rilevato, inferiore ai 160 giorni, dettagliandone le ragioni. Un’indicazione che le esonererebbe dal suddetto obbligo del piano di riorganizzazione.
Ma proprio perché pubblicato successivamente alle indicazioni operative fornite dall’Autorità per l’utilizzo del sistema di monitoraggio (del 24/06/2026) e consegnate al suo stesso Contact Center, tale nuovo modulo non è corredato da alcuna istruzione operativa relativa a questa nuova opzione (né ai suoi effetti e conseguenze), peraltro non contemplata neppure dai commi 4-bis, 4-ter e 4-quater dell’articolo 11 dell’Allegato II.4.
Tale carenza di informazioni, unita ad alcuni aspetti del sistema di monitoraggio ANAC ancora legati alla vecchia versione del formulario, può creare perplessità nelle stazioni appaltanti.
Cerchiamo, dunque, di fare chiarezza insieme.
Sempre più poteri in deroga su interventi singoli, il commissario sostituisce anche la VIA. Intanto un emendamento leghista “blinda” la determinazione della conferenza di servizi per il progetto di allaccio ferroviario per l’impianto industriale di Marcegaglia a Gazoldo degli Ippoliti (Mo). Fondi e commissariamenti per legge a opere e operette.
Il meteo estremo colpisce soprattutto il sud dell’Italia con Sicilia (232 eventi meteo estremi), Puglia (136), e Calabria (104) nelle prime tre posizioni della classifica delle regioni. Tra le città ci sono: Genova (50), seguita da Bari (44), Palermo (38), Agrigento (35) e Napoli (27). Ma è anche un problema di governance. Ci sono, però, anche buone pratiche nazionali.
L’Italia segna un punto di svolta fondamentale nella semplificazione burocratica per la transizione energetica con l’entrata in esercizio ufficiale della piattaforma SUER (Sportello Unico per le Energie Rinnovabili).
Attraverso una comunicazione formale, il GSE ha annunciato l’avvio di questo nuovo ecosistema digitale nazionale, finalizzato alla digitalizzazione e standardizzazione dei procedimenti per la costruzione e l’esercizio di impianti a fonti rinnovabili. In questo scenario di innovazione, assume un’importanza strategica il recente comunicato relativo al sistema camerale: a partire dal 1° luglio 2026, la Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) è ufficialmente operativa e interoperabile con il SUER all’interno del portale SUAP – Impresainungiorno.
I contenuti del regolamento housing per frenare gli affitti brevi. “Basta con il vecchio PRG monolitico, ma anche in questa legislatura il Parlamento non ha fatto le riforme che aspettiamo. né è arrivata la legge urbanistica regionale. C’è un grande tema di modernizzazione delle regole per tenere insieme democrazia e sviluppo dei territori, trovare la giusta via che non umili le conquiste democratiche e non ci porti agli sventramenti di Mussolini decisi da uno solo. No ai commissari del Piano casa che bypassano la pianificazione comunale. Bene l’intervento sull’ERP ma sono pochi soldi”.
Ciò che, ad esempio, la verifica dei progetti ai fini della validazione nei contratti pubblici o il rilascio del permesso di costruire digitale nell’edilizia privata hanno progressivamente cercato di conseguire è l’accertamento semi-automatico della conformità di un progetto rispetto ai vincoli e ai requisiti definiti da un quadro regolamentare condiviso. L’obiettivo consiste nel rafforzare la digital compliance, trasformando prescrizioni formulate in linguaggio naturale in strutture informative disambiguate, verificabili e interpretabili automaticamente, riducendo in misura significativa le discrezionalità applicative.
Sul Piano Casa Coima intende giocare un ruolo di rilievo e sta lavorando per inserire progetti in corso a Milano, Roma e Venezia nel nuovo quadro di incentivi previsti. La pipeline della società comprende oltre 10.000 unità residenziali distribuite in queste tre città. E’ questa la mossa indicata da Catella illustrando prospettive e dinamiche del mercato immobiliare italiano.
Il nuovo Vademecum Prevenzione Incendi 2026 richiama i professionisti a un approccio sempre più integrato: valutazione del rischio, gestione nel tempo, manutenzione tracciabile e capacità di governare tecnologie e scenari emergenti. Per il consigliere CNGeGL Michele Specchio, competenza specialistica e aggiornamento continuo sono le condizioni per trasformare gli obblighi normativi in una reale strategia di tutela delle persone, del patrimonio edilizio e della continuità delle attività.
La posta in gioco di queste settimane è un passaggio che i due principali attori del Piano già sulla scena stanno interpretando al meglio: passare dalla fase uno dello scontro fra “pro e contro”, dei Bignamini sui contenuti del DL 66 e degli slogan politici sulla flessibilità che non è arrivata alla fase due dell’attuazione “carne e sangue” che si fa coinvolgendo i soggetti qualificati del Paese reale lasciati fuori dal Piano: Regioni, Comuni, Demanio, enti del terzo settore, fondazioni bancarie, imprese di costruzioni, società immobiliari grandi e piccole, cooperative, sindacati degli inquilini.
Dodici bandi per la concessione o locazione di valorizzazione, sei gli usi temporanei, due l’affidamento a enti del terzo settore. Immobili in Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-VG, Lombardia, Marche, Puglia, Lazio, Sicilia, Toscana e Umbria.
Nonostante l’intensa produzione normativa, giurisprudenziale e dottrinale degli ultimi decenni, permane non solo in Italia una difficoltà di fondo nel definire con sufficiente chiarezza e univocità il significato e le reciproche relazioni di concetti quali urbanistica, governo del territorio, pianificazione urbanistica, pianificazione territoriale, planotecnica.
La piena occupazione può rallentare il declino, ma non cancellare la demografia. Il modello DEMOSI mette in evidenza un cambiamento destinato a modificare il modo in cui si discute del lavoro in Italia. Nei prossimi trent’anni il Paese potrà aumentare il tasso di occupazione e, nello stesso tempo, perdere milioni di occupati in valore assoluto. Il motivo non è una contraddizione statistica, la popolazione potenzialmente attiva diventa progressivamente più piccola. Nello scenario demografico mediano, la popolazione italiana tra 20 e 64 anni passa da 34,37 milioni nel 2025 a 27,54 milioni nel 2054. La riduzione è del 19,9 per cento, pari a 6,84 milioni di persone. Le generazioni numerose nate nel secondo dopoguerra escono dal mercato del lavoro e vengono sostituite da coorti molto meno consistenti. Di conseguenza, anche un sistema produttivo capace di creare occupazione può incontrare una difficoltà nuova, non soltanto trovare le competenze adeguate, ma trovare un numero sufficiente di persone.
Dall’informativa al Cipess sono passati sette mesi, ma alla fine è arrivato il via libera all’atto integrativo 2025 del contratto di programma MIT-RFI. Vale 3,9 miliardi ed è il benvenuto del governo al nuovo ad di Fs, Gianpiero Strisciuglio (nella foto a destra, con l’ad di Rfi, Aldo, Isi). Fondi per 1,1 mld vanno a concludere i cantieri PNRR, 1,1 a coprire extracosti e varianti di altri cantieri. A interventi vincolati 1.7 mld. DIAC pubblica l’elenco dei 69 interventi finanziati: 59 opere e 10 programmi, ma per alcuni interventi prioritari – come quelli dell’Alta velocità e dei corridoi europei – i finanziamenti sono doppi.
Per Labics la recente mostra Open all’Aedes Architecture Forum di Berlino che accompagna il riconoscimento di AW Architetto dell’Anno 2026 da parte della rivista tedesca AW Architektur & Wohen, non è un successo episodico né una consacrazione improvvisa. È una tappa significativa di un percorso costruito con rigore, intelligenza e una notevole coerenza di ricerca.
Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori hanno saputo ritagliarsi, nel panorama italiano, una posizione particolare. Sono infatti architetti capaci di tenere insieme riflessione teorica, qualità progettuale e capacità realizzativa.
Sulla prima ripartizione dei fondi ERP, su cui sta lavorando con Invitalia, Squitieri precisa che “i fondi saranno ripartiti su base regionale in via virtuale e provvisoria, per poi essere assegnati agli enti territoriali, agli enti per la casa e alle regioni proprietarie di immobili ERP a valle delle richieste presentate in risposta al bando Invitalia”. Molto positivo e collaborativo l’incontro con il presidente dell’ANCE, Antonio Ciucci.
Nel passaggio di consegne da Donnarumma al neo ad Strisciuglio, c’è anche il riassetto societario di Anas, previsto dal piano strategico del gruppo. Nell’attesa, la società delle strade ha annunciato per il periodo 2026-2035 investimenti per 43,2 miliardi, cui 27,6 miliardi destinati a nuove opere e 15,6 miliardi alla manutenzione programmata. In vista dell’esodo estivo, chiusi 1.175 cantieri, l’83% di quelli attivi.
L’assemblea annuale di Aiscat sancisce l’avvio del nuovo corso dell’associazione, grazie a una ritrovata compattezza interna. Per affrontare le sfide del settore, le concessionarie chiedono tempi certi per i nuovi Pef e un quadro normative stabile. Intanto, alla vigilia della sentenza sul Ponte Morandi, l’ad di Aspi Giana rompe il silenzio porgendo le scuse ai familiari delle vittime.