Trieste: accordo tra Demanio, Comune e Regione Friuli Venezia-Giulia per valorizzare l’ex tenuta Burgstaller. Dopo 31 anni rinasce un’area da 51 ettari e 28 edifici

31 Lug 2026 di Mauro Giansante

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Trieste: accordo tra Demanio, Comune e Regione Friuli Venezia-Giulia per valorizzare l’ex tenuta Burgstaller. Dopo 31 anni rinasce un’area da 51 ettari e 28 edifici

Abbandonata dal 1995, per la tenuta che fu dei Burgstaller-Bidischini è giunto il tempo della rinascita. La rifunzionalizzazione dell’area che comprende anche la vecchia caserma Monte Cimone, infatti, sarà gestita in tandem dall’Agenzia del Demanio, il Comune di Trieste e la Regione Friuli Venezia-Giulia. Ieri è arrivata la firma del protocollo d’intesa volto proprio a rivitalizzare quello che nei fatti è  uno dei più importanti compendi immobiliari pubblici del territorio triestino.

Come ricorda la scheda regionale, la tenuta da 51 ettari fu in principio proprietà della confraternita della Beata Vergine del Rosario, quindi acquistata da Tommaso Ustia nel 1678 mentre nel 1806 passò ad Andrea Bidischini, figlio di un farmacista e possidente di Cormons, trasferitosi a Trieste. Nel 1891 la nipote di Bidischini, Gabriella, nominò il marito, Giuseppe Burgstaller, unico erede di tutti i suoi possedimenti. E così Giuseppe Burgstaller-Bidischini, importante uomo politico cittadino, divenne uno dei più amati amministratori della Tenuta, presso cui trascorreva puntualmente i mesi estivi.

Tornando ai giorni nostri e al futuro dell’area da 28 edifici, l’intesa prevede che 17 ettari saranno interessati da interventi di rifunzionalizzazione e i restanti 34 ettari di boschi saranno tutelati e valorizzati nel rispetto delle caratteristiche naturalistiche. Obiettivo, nel solco del programma del Demanio, è rigenerare in senso sostenibile per coniugare tutela del patrimonio, innovazione e sviluppo, attraverso l’insediamento di nuove funzioni in grado di generare valore pubblico, benefici sociali e opportunità di crescita per il territorio.

A livello operativo, spiega l’Agenzia, sarà avviato un tavolo tecnico operativo incaricato di elaborare gli scenari di trasformazione, definire il mix funzionale più idoneo e individuare i percorsi tecnico-amministrativi necessari all’avvio degli interventi. Al netto di nuovi soggetti da coinvolgere, il Demanio farà da coordinatore, il Comune contribuirà alla definizione delle scelte urbanistiche e delle funzioni coerenti con le strategie di sviluppo cittadine, mentre la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia accompagnerà il percorso con particolare attenzione ai temi dell’accessibilità, delle connessioni infrastrutturali e dell’integrazione con le politiche territoriali regionali.

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