DAI TERRITORI
Campania, i terreni abbandonati diventano orti sociali: il progetto
Storia di rigenerazione di un territorio a partire dal recupero di un terreno. Così le zone abbandonate possano trasformarsi in spazi inclusivi, condivisi e produttivi.
Da aree degradate a risorsa collettiva. È questa la sfida di “Agri-Cultura”, il progetto campano vincitore della seconda edizione del bando “Terre Colte”. L’iniziativa beneficia di un finanziamento di circa 400 mila euro erogato dalla Fondazione CON IL SUD, realtà che ha investito complessivamente 2 milioni di euro nell’agricoltura sociale meridionale. L’obiettivo è ambizioso: rimettere a coltura 2,5 ettari di terreni pubblici abbandonati tra Ponticelli, Massa di Somma e Caivano.
Il progetto, promosso dalla Cooperativa sociale Sott’‘e Ncoppa in partenariato con Associazione Maestri di Strada, Associazione Un’Infanzia da Vivere, Terra di Confine APS, Let’s Do It! Italy, l’Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Agraria e la Cooperativa sociale Verde Speranza, si configura come un intervento unitario, pensato in modo trasversale per tutte le aree coinvolte. In ciascun sito, infatti, sono state attivate le medesime linee d’azione: bonifica dei territori assegnati, sviluppo di attività agricole e orti urbani, percorsi di inclusione sociale rivolti anche a persone detenute o ex detenute e iniziative di coinvolgimento della comunità locale.
Le attività hanno preso avvio con la bonifica dei siti individuati, affidata alle associazioni coinvolte. A Ponticelli, però, la complessità dell’area ha richiesto anche l’intervento del Comune di Napoli, che ha contribuito al recupero di circa 10.000 metri quadrati attraverso un ulteriore finanziamento. A renderlo noto è Pasquale Leone dell’Associazione Terra di Confine, che ha ricordato: “L’intervento di bonifica è stato reso possibile grazie al sostegno del Comune di Napoli e dell’assessorato all’Urbanistica, guidato dalla vicesindaca Laura Lieto, che hanno stanziato un ulteriore finanziamento di circa 500.000 euro per Ponticelli, in sinergia con l’operato di Sma Campania, impegnata nelle attività di bonifica e risanamento. Tuttavia, l’azione non si limita alla riqualificazione di un sito degradato, ma punta a trasformarlo in un luogo aperto, accessibile e vissuto quotidianamente dalla comunità . In quest’ottica è prevista anche la realizzazione di un “percorso vita”: un circuito dedicato al benessere e all’attività motoria, pensato per passeggiare, correre e praticare sport all’aria aperta attraverso l’installazione di specifiche attrezzature. L’intento è creare un polo multifunzionale che favorisca socialità, salute e qualità della vita, integrando il recupero ambientale con nuove opportunità di aggregazione per l’intero quartiere”.
Giovanni Russo, della Cooperativa sociale Sott’‘e Ncoppa, ha invece approfondito il tema dello sviluppo agricolo: “A Massa di Somma, l’intervento si sviluppa all’interno del contesto ambientale del Parco Nazionale del Vesuvio, caratterizzato da una limitata disponibilità di risorse idriche ma dotato di un significativo potenziale agricolo, che costituisce il punto di partenza e il motore del progetto. Con il supporto della Facoltà di Agraria dell’Università Federico II, vengono effettuate analisi dei terreni e studi sulle coltivazioni più adatte in base alle caratteristiche organiche, alla stagionalità e ad altri fattori agronomici”. Un lavoro preliminare che punta a valorizzare le specificità dell’area, individuando colture sostenibili e in grado di garantire nel tempo la produttività dei terreni recuperati.
Tuttavia, in questo progetto, l’agricoltura va oltre la produzione orticola e la vendita diretta, configurandosi soprattutto come una strategia di reinserimento sociale rivolta a persone detenute o ex detenute. “Attraverso l’iniziativa “Adotta un contadino” – ha spiegato Russo – chi desidera un orto ma non può coltivarlo personalmente ne affida la cura a un lavoratore agricolo, sostenendone il lavoro con un contributo economico al mese. “Si tratta di persone che hanno concluso un percorso di reinserimento, scontato la propria pena e acquisito competenze agricole che il progetto intende valorizzare attraverso un lavoro regolarmente retribuito. Il progetto intende offrire una concreta opportunità di reddito e inclusione, contrastando il rischio di recidiva che spesso accompagna la fine della pena. Senza lavoro e senza prospettive economiche, infatti, il ritorno alla criminalità può diventare la soluzione più immediata; per questo il progetto punta a creare percorsi stabili di autonomia e integrazione sociale”.
A soffermarsi, infine, sul coinvolgimento della comunità è Bruno Mazza dell’associazione Un’Infanzia da Vivere, che ha voluto sottolineare l’importanza delle attività educative, aggregative e di animazione sociale rivolte a tutta la cittadinanza per promuovere lo sviluppo locale: “In Via Scotta si è interrotto un abbandono lungo cinquant’anni. Quest’area di circa 5.000 metri quadrati, da sempre destinata a uso pubblico ma rimasta incolta e priva di servizi essenziali come acqua e alberature, ha finalmente cambiato volto. Da dicembre, grazie alla sinergia tra la comunità locale e diverse realtà del terzo settore – tra cui l’associazione “Il Mondo che Vorrei” –, è iniziato un percorso di semina e cura del verde che ha restituito vitalità a uno spazio vitale per oltre 5.000 residenti del quartiere. Oggi il parco ospita un’area picnic e un’area cani, e si è trasformato in un cruciale punto di riferimento sociale. Grazie alle collaborazioni con il Banco Alimentare Campania e il McDonald’s di Capodrise, ogni settimana vengono distribuiti circa 200 pasti ai bambini del territorio, rendendo l’area un luogo di incontro e condivisione per tutte le famiglie”.
Al di là delle singole esperienze, il progetto Agri-Cultura dimostra che rigenerare un territorio significa molto più che recuperare un terreno. Applicato in tutte le aree coinvolte, il modello mostra di fatto come le zone abbandonate possano trasformarsi in spazi inclusivi, condivisi e produttivi. Creando opportunità e rafforzando il legame con le comunità locali, l’iniziativa centra così il suo obiettivo più importante: dare nuova vita a questi contesti e restituire dignità al territorio.