PARLANO GLI ASSESSORI DELLE GRANDI CITTA'
Roma, Firenze, Bologna e Bergamo: “Mobilità green, modello Parigi ma norme e sovrintendenze ostacolano. Serve ministero delle città”
La transizione verde urbana è una questione d’innovazione e sicurezza. L’esperienza della ville lumière raccontata all’Eco festival da Chiara Molinar, responsabile della strategia pedonale e della progettazione inclusiva: “Oggi abbiamo più parcheggi per le bici che per le auto, indietro non si torna. Così gli interventi realizzati possono avere continuità politica”.
IN SINTESI
Un ministero ad hoc per le città, meno ostacoli normativi e burocratici e una rivoluzione culturale ancora da compiersi. La ricetta per la transizione verde delle aree urbane arriva direttamente da chi in questi anni se ne sta facendo carico. Le assessore Anna Lisa Boni, Paola Galgani, Oriana Ruzzini e il direttore dell’ufficio clima di Roma Edoardo Zanchini hanno raccontato ieri, per la chiusura dell’Eco festival, i lavori in corso a Bologna, Firenze, Bergamo e nella Capitale. Tutte protagoniste del programma europeo che riunisce le 100 città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030.
Cosa stanno facendo Roma, Firenze, Bologna e Bergamo
“Trasformare le città costa tantissimo ma è un percorso inevitabile”, ha sintetizzato Boni. Menzionando i pro e i contro di iniziative tanto discusse come Bologna città 30. “Ovviamente Parigi ha più possibilità ma anche noi ci stiamo provando. Ci sono tante questioni amministrative e burocratiche ma c’è anzitutto un problema culturale da affrontare”. Ecco perché adesso, salutato il Pnrr, “bisogna continuare a spingere per nuovi investimenti “.
Paola Galgani, che a Firenze ricopre anche il ruolo di vicesindaca, spiega come “abbiamo lavorato con grande convinzione cercando di individuare la qualità progettuale che possa inserirsi in città con tantissimi vincoli e con un patrimonio artistico e architettonico da difendere”. Anche lei, però, ha confermato come operare nelle città italiane sia “un po’ più lento, ci si deve misurare con enti non sempre disponibili ad accompagnarci in questa sfida di cambiamento di oggi e di domani”. Tra gli esempi di opere menzionate c’è la nuova linea tramviaria, “che avrà un impatto importante. A Firenze scaviamo in continuazione e ci fermiamo per verificare cosa troviamo sotto terra ma serve anche un passo in più da enti e norme soprintendenti”. Secondo Galgani, allora, “vinceremo questa sfida (di città più sostenibili, ndr) ma purtroppo non nei tempi che necessiterebbe. Se devo indicare un’urgenza oggi è certamente la riduzione del numero di auto per liberare nuovi spazi”.
Guardando a Bergamo, invece, l’assessora Ruzzini ha raccontato che il lavoro prosegue “su quattro fronti per favorire il trasporto pubblico elettrico, le depavimentazioni, le riforestazioni”. Un’urgenza indicata come prossimo passo da affrontare è quella “dei piani di ripristino della natura”.
Infine, Edoardo Zanchini ha messo l’accento sull’impegno di Roma nella riduzione delle emissioni di CO2. “Una sfida possibile. La buona notizia è stato affrontarla negli anni delle risorse Pnrr, al netto dei disagi creati dai cantieri. La lezione che arriva da Parigi è dare continuità alle politiche. C’è un ministero delle aree urbane in tutti i Paesi europei, facciamolo anche qui perché le città sono il motore economico”. Come prima urgenza da affrontare, oltre a quelle citate dai colleghi, c’è “il varo di un programma di riqualificazione degli edifici. Ai ragazzi, intanto, dico spingete e manifestate per l’ambiente”.
L’esempio di Parigi
Detto di Parigi, allora, l’esperienza della ville lumière è stata raccontata all’Eco festival da Chiara Molinar, responsabile della strategia pedonale e della progettazione inclusiva. “Oggi abbiamo più parcheggi per le bici che per le auto, indietro non si torna. Così gli interventi realizzati possono avere continuità politica”, ha spiegato.
Guardando alle tante cose fatte nella capitale francese, oggi Parigi è una città dove il 65% degli spostamenti è pedonale. Ogni giorno 3,5 milioni di parigini camminano sui marciapiedi, più di 6 cittadini su 10 non ha più un auto – il traffico è diminuito del 60% – ma usa al più la bici grazie alle tante piste ciclabili realizzate. Negli ultimi vent’anni, la città ha invertito il rapporto tra i parcheggi per le auto e quelli proprio per i vélos, che saliranno a 130mila entro fine anno. Inoltre, gli spazi pubblici sono stati riqualificati anche con il verde: alberi, aiuole.