PROGETTO CORALE
Quando si parla di Rigenerazione Urbana e di procedure negoziali per la trasformazione dei luoghi, spesso ci si imbatte nel tema del Beneficio Pubblico e delle sue modalità di valutazione. Il cosiddetto Beneficio Pubblico dovrebbe costituire il contraltare dell’interesse privato generato dalla trasformazione, garantendo dunque un equilibrio della trasformazione, assicurandone dunque l’equità, la coerenza con le strategie di governo pubblico del territorio e la partecipazione allo sviluppo delle stesse. Se, in linea di principio, questo elemento è da tutti considerato valido come strumento-guida per la negoziazione pubblico-privato, quando poi si entra nello specifico delle modalità di valutazione dello stesso le posizioni si fanno meno definite, gli strumenti più approssimativi, gli esperimenti spesso difficili.
PROSSIMITÀ
Peccioli è un comune di circa 4.400 abitanti in Toscana in provincia di Pistoia, noto anche alle cronache nazionali per essere stato inserito tra i “borghi più belli d’Italia” nell’edizione 2024. Ma Peccioli è molto di più. È un sistema di sviluppo locale diverso, costruito nel tempo con una visione che tiene insieme economia, ambiente, comunità e cultura.
PROGETTO CORALE
Cosa succede quando una città italiana di medie dimensioni decide di prendere in mano la propria identità e reimmaginarla, dandole forma e sostanza attraverso azioni pubbliche che creano l’infrastruttura per gli investimenti privati?
E’ quello che ieri, 5 maggio, si è cercato di scoprire a Brescia, tramite un Urban Creative City-Break.
IL LABIRINTO OSCURO DELL'EDILIZIA
Con l’approfondimento di questa settimana, giungiamo all’appuntamento conclusivo del nostro viaggio all’interno del Disegno di Legge n. 29. Dopo averne analizzato i paradossi, i fondi miliardari e le modifiche al Testo Unico dell’Edilizia, chiudiamo il cerchio esaminando la “sala macchine” del provvedimento: la Governance. Tuttavia, non si può ignorare il clima di incertezza in cui questo esame giunge al termine. Da mesi, l’iter del testo presso l’8ª Commissione del Senato sembra essere caduto in uno stallo profondo: il dibattito appare paralizzato e non filtrano notizie concrete sullo “stato dell’arte” o su possibili colpi di scena parlamentari. In questo scenario di silenzio, l’obiettivo di Diariodiac.it rimane quello di fornire una panoramica completa che permetta di comprendere l’architettura istituzionale che il legislatore ha immaginato per trasformare le nostre città. Sapere “chi fa cosa” non è solo un esercizio tecnico, ma la chiave per capire come (e se) questa riforma potrà mai passare dalla carta ai cantieri.
PROGETTO CORALE
Resilienza, adattamento climatico e lotta all’inquinamento sono temi ricorrenti in tutti i principali progetti di Rigenerazione Urbana. Così come frequente è l’inserimento di componenti “verdi” in gran quantità, almeno nei render. Abbiamo già visto un paio di settimane fa come l’inserimento della vegetazione nei tessuti urbani porti innumerevoli e chiari benefici, ma richieda di essere adeguatamente valutato, progettato, manutenuto e considerato pure sempre “parte della città”, elemento urbano, appunto. Sarà dunque interessante scoprire se questo sarà anche l’approccio con cui, nei prossimi mesi e anni, verrà sviluppato e implementato il nuovo strumento che interesserà le trasformazioni urbane di tanti Comuni: il PNR.
IL CONVEGNO ALLA GARFAGNANA
Dalla due-giorni di dibattiti in Garfagnana emerge un nuovo modello di sviluppo delle aree interne basato sull’innovazione, su un capitale ambientale e umano di qualità, su un riequilibrio fra città e aree rurali, su “una nuova attrattività non retorica e non romantica”. La presidente dell’Unione Comuni della Garfagnana: chiediamo di investire nel nostro potenziale, in nome di un migliore equilibrio nel rapporto fra territori. Il ministro: prontial confronto, ma sono stati impegnati la metà dei fondi disponibili per la programmazione 2014-2020. E propone cabine di regia locali come è stato per il Pnrr. Il 6 maggio incontro Fitto-ministri della Coesione per definire il “diritto di restare”.
CENTRO PER L'INNOVAZIONE DIGITALE NELLE COSTRUZIONI
PROGETTO CORALE
Cosa ha a che fare un dottore forestale con la Rigenerazione Urbana?
Questo Diario, nel suo peregrinare alla ricerca di ruoli e professioni coinvolte a vario titolo nei processi rigenerativi di città e territori, ha avuto la fortuna questa volta di conoscere Giorgio Vacchiano, ricercatore in gestione e pianificazione forestale, e di guardare dunque ai fatti urbani attraverso i suoi occhi e la sua conoscenza.
Vacchiano è laureato in Scienze Forestali e Ambientali, ha ottenuto il Dottorato di ricerca in Scienze Agrarie, Forestali e Agroambientali nel 2007 e attualmente è ricercatore e docente in gestione e pianificazione forestale all’Università Statale di Milano. Con questo ruolo supporta amministrazioni pubbliche, locali e non, nella individuazione, su solide basi scientifiche, di azioni e politiche per la promozione delle “aree verdi” nei contesti delle nostre città.
IL LABIRINTO OSCURO DELL'EDILIZIA
Presentato come una “nuova bussola” capace di orientare il futuro dell’edilizia e dell’urbanistica italiana, il disegno di legge sulla rigenerazione urbana (AS 29 e connessi) aveva suscitato aspettative elevate sin dal suo deposito. L’obiettivo dichiarato era quello di imprimere una svolta sistemica: azzeramento del consumo netto di suolo entro il 2050, un Fondo nazionale da 3,55 miliardi di euro per sostenere gli interventi, un quadro di regole unificato per trasformare aree dismesse, comparti industriali obsoleti e quartieri degradati in nuovi poli di qualità urbana. Una promessa di modernizzazione normativa che sembrava finalmente in grado di colmare il divario tra la retorica della rigenerazione e la sua effettiva praticabilità.