Centocelle, avanza la seconda fase del masterplan

30 Mar 2026 di Nicola Pini

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Centocelle, avanza la seconda fase del masterplan

126 ettari di prati e campagna miracolosamente scampati all’edificazione in una delle zone più urbanizzate d’Italia. Parco di Centocelle, Roma est, tra i popolosi quartieri Casilino e Tuscolano. Sul limitare dei campi, dietro le recinzioni militari, spicca l’unico avanposto costruito, la cittadella del Segretariato generale della Difesa. Il resto della linea d’orizzonte è libero e spazia fino alla cupola della chiesa di don Bosco, che spunta tra i palazzi di Cinecittà. 

Benvenuti nella terra di nessuno che almeno dagli anni 90 aspira a diventare un grande parco urbano attrezzato. Un caso di scuola se si va a sfogliare il campionario delle criticità incontrate in questo percorso, ancora in divenire, di risanamento e rigenerazione urbana. Qui nel corso degli anni hanno pesato servitù militari, vincoli della sovrintendenza, ritrovamento di ordigni bellici, fallimenti di imprese, occupazioni abusive, discariche a cielo aperto, degrado e marginalità sociali con il più grande campo campo nomadi d’Europa. E un maxi-incendio che nel 2022 affumicò mezza Roma. Un intreccio perverso che, insieme alla carenza di fondi, ha fatto girare a vuoto varie giunte comunali. Negli ultimi anni tuttavia il progetto Parco di Centocelle si è faticosamente riattivato con una serie di interventi amministrativi e di servizio (bonifiche, espropri, acquisizioni di terreni, sgomberi) e con l’apertura dei cantieri operativi. Anche grazie ai fondi straordinari arrivati per il Pnrr (5,7 milioni) e il Giubileo 2025 (2 milioni), che si sono aggiunti a quelli comunali: in tutto 12,5 milioni di euro già stanziati e altri 3 milioni previsti in arrivo, che hanno permesso alla giunta di Roberto Gualtieri e in particolare all’assessora all’Agricoltura e all’Ambiente Sabrina Alfonsi di riavviare la macchina e puntare alla realizzazione di quello che viene immaginato come il “Central Park” di Roma Est. Dopo i primi interventi di bonifica da residuati bellici e e rifiuti, lo scorso anno è stata aperta un’area ludica per bambini e avviata la piantumazione di circa 500 alberi. La seconda fase è in corso e permetterà entro l’estate – questa la previsione del Comune e dei progettisti stante anche la scadenza Pnrr – un deciso passo avanti nelle dotazioni dell’infrastruttura pubblica: una Piazza del Parco con fontana sul lato della via Casilina; un grande playground per lo sport all’aria aperta; cinque ingressi pedonali e due carrabili per l’accesso al nuovo parcheggio da 186 posti; infine, la Casa del parco, un punto di incontro e di ristoro ricavato restaurando un vecchio distributore di benzina degli anni 60. Inoltre dovrà esser conclusa la depavimentazione dell’area su via Togliatti finora occupata dagli autodemolitori e aperti altri due accessi su questo lato del parco. “Stiamo rendendo pubblico e fruibile il più grande polmone verde della città di Roma”, commenta l’assessora Alfonsi.

Una lunga storia

All’inizio del Novecento questi pratoni a sei chilometri dal centro ospitarono il primo decollo di una “macchina volante” a opera di uno dei fratelli Wright. Da campo per l’aviazione Centocelle diventò negli anni 20 un aeroporto militare che restò in funzione fino alla seconda guerra mondiale. Come testimonia la vecchia pista di atterraggio ancora presente. Altro reperto storico è il “tunnel Mussolini”, galleria scavata lì vicino (mai terminata) che sarebbe potuta servire come terminale di una via di fuga dal centro della capitale per il duce e i gerarchi. Nel dopoguerra lo smantellamento dell’aeroporto ha portato alla luce una serie di reperti archeologici di epoca romana e l’area è finita in buona parte sotto il vincolo storico-paesaggistico. 

Tramontata anche l’ipotesi che il parco potesse essere valorizzato ospitando anche parte degli uffici dello Sdo, il progetto di delocalizzazione orientale delle funzioni direzionali della capitale che non ha mai visto la luce, nel 1990 il ministero della Difesa ha ceduto al Comune di Roma circa 120 ettari della sua proprietà, tenendo l’area che oggi ospita il Segretariato. 

Pochi anni più tardi il Campidoglio, confermando la destinazione a verde pubblico ha lanciato un concorso internazionale “100 idee per Centocelle” per la risistemazione dell’area. Ma gli interventi concreti i partirono nel 2003 solo su una parte del parco e restarono largamente incompleti. Il campo Casilino 900, dove vivevano 600 persone di etnia rom, è stato sgomberato nel 2010.

Il Masterplan

Il parco comprende una zona archeologica recintata dove sono sotterrati i resti di diverse ville romane (l’eventuale valorizzazione del sito sarebbe a carico della Sovrintendenza capitolina alle Belle arti). La parte aperta ai cittadini è quella oggetto del primo intervento di 20 anni fa, ma la scarsità di vegetazione e di arredi, gli accessi limitati, la lontananza dalle abitazioni e la nomea poco rassicurante ne hanno limitato la fruizione.

Il punto di svolta è arrivato con la predisposizione nel 2023 di un Masterplan che ridisegna l’assetto dei 126 ettari del Parco mettendo in coerenza le diverse iniziative progettuali del passato.  Il programma di intervento si concentra su tre aspetti. 

La forestazione delle zone ai margini del parco con l’obiettivo di restituire un rapporto più armonico tra il contesto urbano dei quartieri circostanti e l’ambiente naturale. 

L’ampliamento della fruibilità con nuovi accessi per ricollegare l’area verde ai diversi quartieri che lo circondano (Quadraro Don Bosco, Alessandrino, Tuscolano, Centocelle, Prenestino Labicano) e nuovi percorsi interni pedonali e ciclabili. 

Infine, la dotazione di nuove attrezzature e di servizi di supporto alla fruizione dell’area verde per ampliarne le funzioni.

In questa cornice è stato definito d’intesa tra l’amministrazione comunale (responsabile unico del progetto l’architetto Maria Elena Lioy) e lo studio Aka (progettista l’architetto Paolo Pineschi) il progetto esecutivo che riguarda gli interventi su quasi la metà del parco, 52 ettari. Qui trovano posto buona parte delle strutture in corso di realizzazione. 

I nuovi interventi

La piazza del Parco sarà uno dei luoghi nodali del progetto, il principale sistema di accesso dalla via Casilina (oggi servita da un trenino in via di dismissione, in futuro da una nuova linea tramviaria). Un grande spazio aperto e pavimentato, vicino al nuovo parcheggio e punto di partenza dei percorsi ciclo-pedonali, con zone ombreggiate, panchine e una fontana a raso con piccole “pozze” per bagnarsi nei periodi estivi. Una piazza pensata per accogliere spettacoli, eventi, attività didattiche e cinema all’aperto, mercatini temporanei con l’obiettivo di collegare il parco con la città e permettere una riappropriazione degli spazi da parte dei cittadini sia in forma libera che organizzata.

Un altro punto di forza, anche sul piano scenografico, sarà il playgrond per le attività sportive, realizzato sui 350 metri di cemento della vecchia pista aeroportuale (per non consumare terreno verde) rivestita con resine e gomme antitrauma: una striscia con campi da basket, pickleball, pallavolo, ping-pong, corsie per l’atletica e aree fitness.

Poco più avanti quasi all’incrocio tra via Casilina e viale Togliatti si trova una vecchia stazione di servizio Agip. Una “bacciochina” dal nome dell’architetto, Mario Baciocchi, che le progettò negli anni 60. Ridotta a un rudere, è stata riportata al disegno originario. Diventerà la Casa del Parco, uno spazio coperto con un punto di ristoro, un’area di informazione e accoglienza e una per attività culturali ed eventi. Per la sua gestione è stato appena firmato un patto di collaborazione con un gruppo di associazioni e comitati di zona. Il sito è vicino alla fermata della metro C e in futuro si vorrebbe realizzare un accesso diretto dalla stazione al parco. A poche decine di metri si trova la cosiddetta Osteria di Centocelle, un manufatto originario del quarto secolo interessato da un programma di riqualificazione (con tempi da definire) da parte della Sovrintendenza di Stato.

La chiusura di questi cantieri è prevista appunto per l’estate. Salvo quelli per l’illuminazione notturna per i quali c’è qualche ritardo, ammettono gli addetti ai lavori. Con la stessa scadenza di giugno 26 sono in corso gli interventi sulla parte del parco che affaccia su viale Togliatti. Qui il grande nodo da scogliere riguardava la presenza degli autodemolitori. Ce n’erano una trentina e oggi è rimasta – assicura l’assessorato – solo una procedura di esproprio da completare e un paio di siti da sgomberare. Diversi ettari di superficie sono stati recuperati e centinaia di tonnellate di rifiuti rimosse. Nei prossimi mesi l’area sarà depavimentata, saranno aperti altri due ingressi sul viale (e un terzo successivamente su via Papiria) e realizzato un percorso pedonale in ghiaia per il collegamento con le altre aree verdi. Proprio in quest’area scoppiò l’incendio del 2022. Per la sistemazione definitiva e la forestazione serviranno poi nuove analisi dei terreni e un’eventuale bonifica. 

Una parte progettuale ancora da completare riguarda infine la cosiddetta tagliata, il tracciato ferroviario dismesso, più basso rispetto al livello del parco e lungo circa 600 metri, dove nei decenni la natura ha ripreso il sopravvento. Nel masterplan è immaginato come una Promenade naturalistica con la possibilità di accedere ai livelli sotterranei della galleria, che potrà essere recuperata e illuminata. La rimozione dei rifiuti è stata fatta mentre i lavori di risistemazione saranno avviati, questo l’obiettivo, nel 2027.

A valle dei lavori e con i tempi naturali necessari, il parco offrirà un paesaggio variegato: grandi distese erbose della zona centrale, una radura tipica della campagna  romana, aree piantumate e attrezzate lungo il perimetro, la galleria botanica della Promenade. “La filosofia di questa operazione – afferma l’architetto Pineschi – è quella di un progetto non conclusivo ma aperto, anche per la grandezza dell’area interessata. Molto si sta facendo ed è già visibile, altro ci sarà da fare perché le piantumazioni vanno seguite nel tempo ed è necessario mantenere alta l’attenzione e la passione per il parco”. Intanto la progressiva estensione dei cantieri sta scoraggiando gli ingressi abusivi e gli scarichi di rifiuti edili, che prima erano abituali. Un percorso di “regolarizzazione” di un’area per troppo tempo abbandonata che va in parallelo alla riqualificazione.

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