Ex Corderie di Rimini, parte la rigenerazione da oltre 53mila metri quadrati

22 Apr 2026 di Giusy Iorlano

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Ex Corderie di Rimini, parte la rigenerazione da oltre 53mila metri quadrati

Dopo oltre trent’anni di confronto tra pubblico e privato, il nodo urbanistico delle ex Corderie di Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini, si sblocca e diventa uno dei principali interventi di trasformazione urbana del territorio. Con la demolizione dell’ultima fabbrica dismessa del centro città, l’area da oltre 53mila metri quadrati entra ufficialmente nella fase di attuazione, aprendo un cantiere che combina edilizia residenziale, infrastrutture e spazi pubblici.

«Oltre 53mila metri quadrati saranno oggetto di un ambizioso progetto di riqualificazione che darà nuovo volto, nuova vita e nuove funzioni al cuore di Santarcangelo, cogliendone le grandi potenzialità a servizio di tutta la comunità», ha dichiarato il sindaco Filippo Sacchetti.

Un’operazione che arriva dopo anni di negoziati tra amministrazione comunale e proprietà, e che oggi si traduce in un piano attuativo a fasi con impatti rilevanti sul tessuto urbano e sugli equilibri infrastrutturali della città.

Nuova edilizia e infrastrutture: un’operazione da oltre 2 milioni tra viabilità e servizi

Il primo step dell’intervento prevede la realizzazione di quattro edifici residenziali per complessivi 39 appartamenti, al posto dell’ex complesso industriale. A questi si affiancano una serie di opere pubbliche che ridisegnano la mobilità dell’area: nuovo accesso dal parcheggio di via Dante di Nanni, rifacimento dello stesso, viabilità interna collegata alla rete principale e un parcheggio pubblico da 32 posti auto.

Il progetto complessivo genera un ritorno in opere pubbliche superiore ai 2 milioni di euro tra urbanizzazioni e contributo di sostenibilità. Il privato sarà infatti chiamato a realizzare una nuova strada di collegamento tra via Piave e via della Resistenza, completa di intersezioni, una pista ciclabile, marciapiedi e ulteriori 67 posti auto suddivisi in tre aree, oltre ai circa 100 parcheggi pertinenziali legati allo spostamento del supermercato di via Piave.

Quest’ultimo intervento, lo spostamento della grande struttura commerciale, rappresenta una delle leve economiche e urbanistiche dell’intera operazione, contribuendo al finanziamento delle opere pubbliche e alla riorganizzazione complessiva dei flussi di traffico.

Rispetto al progetto originario, inoltre, nelle scorse settimane la giunta comunale ha approvato una modifica al sistema di laminazione delle acque piovane per la realizzazione, sempre a spese del privato, di una vasca a cielo aperto, integrata all’interno del futuro parco pubblico. La soluzione è stata concordata insieme a soggetto attuatore ed Hera.

Il parco urbano come asset strategico: quasi 10mila metri quadrati di verde integrato

Elemento centrale dell’operazione è la realizzazione di un parco pubblico da quasi 10mila metri quadrati, pari a circa un quinto dell’intera area di intervento. Il progetto è finanziato attraverso 400mila euro di contributo economico e 95mila euro di monetizzazione del verde pubblico, cui si sommano gli oneri derivanti dall’intervento commerciale previsto nell’area.

Il nuovo parco non sarà una semplice dotazione accessoria, ma un’infrastruttura urbana strategica: integrato con la Cittadella dello sport e con l’area camper, sarà concepito come spazio multifunzionale per attività sportive, socialità e fruizione turistica. Per dimensioni, si colloca tra i principali polmoni verdi cittadini, con un ruolo di riequilibrio ambientale e urbano rispetto alla nuova densificazione residenziale.

A completare il quadro, è prevista la realizzazione di una vasca di laminazione delle acque piovane a cielo aperto, inserita direttamente nel parco. La soluzione, concordata con il soggetto attuatore e con Hera, è stata approvata dalla giunta comunale come intervento migliorativo della gestione idraulica dell’area.

Una storia tra passato industriale e trasformazione culturale

Un complesso, questo delle Cordeie, che nasce come fabbrica per la produzione di corde e reti, sfruttando la posizione strategica vicino al centro. Per decenni è stato un polmone economico importante per la comunità locale. Poi l’abbandono: con la cessazione dell’attività produttiva, l’area è rimasta in stato di degrado per circa trent’anni. Gli ampi capannoni sono diventati un esempio di archeologia industriale, utilizzati spesso solo come parcheggio informale. Nonostante l’incuria, le Corderie sono diventate un luogo iconico per la cultura contemporanea. Lo spazio è stato “adottato” dal festival teatrale per ospitare performance d’avanguardia e installazioni, diventando un simbolo di resistenza artistica e rigenerazione temporanea

Rigenerazione urbana e rendita infrastrutturale: il modello Santarcangelo

L’operazione ex Corderie si inserisce in un modello sempre più diffuso di rigenerazione urbana in cui la trasformazione immobiliare è strettamente legata alla produzione di infrastrutture pubbliche. Il mix tra edilizia residenziale, viabilità e verde pubblico definisce un equilibrio economico in cui il valore generato dall’operazione privata finanzia in larga parte le dotazioni collettive.

Nel caso di Santarcangelo, il lungo tempo di gestazione del progetto ha amplificato il valore strategico dell’intervento, trasformando un’area industriale dismessa in una leva di ridisegno urbano. Una dinamica che riflette una tendenza più ampia nei centri medi italiani, dove la rigenerazione diventa sempre più uno strumento di politica economica territoriale oltre che urbanistica.

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