CENTRO PER L'INNOVAZIONE DIGITALE NELLE COSTRUZIONI
Dal Verme (Demanio): “Digitalizzare il patrimonio, accrescerne il valore con il dialogo centro-territori”
La valorizzazione del patrimonio pubblico passa dal digitale e garantisce una rigenerazione sostenibile dei luoghi. E’ su questa leva che sta lavorando l’Agenzia del Demanio diretta da Alessandra dal Verme, che ne ha parlato ieri al Cnel all’evento di presentazione del Cidic, il Centro italiano per l’innovazione digitale nelle costruzioni.
Secondo dal Verme, “la manutenzione dei luoghi si fonda sulla cura del bene”. Ecco perché per intervenire positivamente sul territorio serve “intenzionalità”, cioè non semplicemente voglia ma “responsabilità etica”. “Le cose devono essere continuamente vive – ha spiegato la direttrice dell’Agenzia – e bisogna dare il senso continuo del valore del bene e del territorio circostante. Dobbiamo attrarre, dare valore all’ambiente”. Ma la leva digitale, ormai imprescindibile, non può essere sufficiente perché “dobbiamo presentarci ai tavoli di negoziazione con i territori. Le ultime ci dicono che c’è una forte dialettica tra stato centrale e territori, qui l’immobile pubblico è in mezzo a queste dialettiche”. Di qui, il lavoro di questi anni del Demanio: “Noi gestiamo 45mila immobili pubblici su tutto il territorio, dal 2021 ci siamo domandati: cosa fare per gestire questo immenso patrimonio? Abbiamo messo al centro il cittadino, la Pa, i fruitori dei servizi degli stessi immobili. Penso agli immobili carcerari, che sono molti dell’intero patrimonio. E per di più in centro città. Un esempio: a Perugia”. Insomma, ha ribadito concludendo: “Serve dare risposte ma ciò è possibile solo col dialogo. Con il sindaco, il presidente di regione, la sovrintendenza, verso un obiettivo comune. Noi chiediamo un aiuto continuo per innovare e digitalizzare il patrimonio, l’ambiente costruito”.
Come accennato, nel corso dell’evento è stato presentato ufficialmente il Cidic, l’associazione scientifica multidisciplinare che raccoglie esperti, strutture universitarie e centri di ricerca, un nuovo punto di riferimento nazionale per la promozione della digitalizzazione nel settore delle costruzioni. Il Centro si propone di favorire il dialogo tra istituzioni, mondo accademico, ricerca e sistema delle professioni, contribuendo allo sviluppo di competenze, modelli organizzativi e strumenti innovativi capaci di accompagnare la transizione digitale del settore. In un contesto nazionale dove gli stessi architetti conoscono ancora troppo poco il Bim, ad esempio. Insomma, adesso occorre intensificare queste sinergie tra istituzioni, professionisti, università e ricerca per sostenere una trasformazione digitale consapevole e inclusiva, in grado di generare valore economico, sociale e culturale per l’intero Paese.
Secondo Renato Brunetta, presidente Cnel, “grazie alla diffusione del Bim nella progettazione ed all’uso dell’intelligenza artificiale, il mondo professionale sta cambiando velocemente e molte delle professioni ad esso collegato si stanno trasformando, rendendo obsolete alcune figure a beneficio di altre. I disegnatori tradizionali dovranno in tempi molto brevi convertirsi in tecnici specializzati nell’uso del Bim e l’uso dell’intelligenza artificiale sta diventando d’uso comune nella rappresentazione del progetto, producendo 3D di grande realismo mai prodotti prima. Anche il tecnico di cantiere sta imparando che la gestione della fase costruttiva con le nuove tecnologie digitali diventa più veloce, affidabile e sicura, essendo in grado di prevenire in maniera inequivocabile le opzioni più legate al rischio di cantiere per le persone e per i beni sottoposti a progetto, ed in particolare per i cantieri di restauro degli edifici storici”.