Case termali, Bormio è al top mentre Ischia frena
IN SINTESI
Il mercato immobiliare delle città termali italiane mostra trend netti e contrastanti: alcune località continuano a crescere a ritmi significativi, mentre altre segnano flessioni importanti. Bormio (SO) si conferma la più cara d’Italia, con oltre 5.600 €/mq per le case in vendita e quasi 30 €/mq per gli affitti, mentre Ischia (NA) registra una diminuzione marcata sia nelle vendite (-11%) sia negli affitti (-38%). Il messaggio è chiaro: le località d’alta quota e consolidate attraggono investimenti e domanda, mentre alcune mete storiche affrontano una riduzione dei valori. La fotografia è quella scattata da uno studio di Immobiliare.it Insights – proptech company del gruppo Immobiliare.it – che ha analizzato il prezzo delle abitazioni in vendita e in affitto nelle principali città termali italiane nell’ultimo anno.
Vendite: Bormio domina, Nord-Ovest stabile
Sul fronte delle vendite, Bormio guida la classifica nazionale con 5.624 €/mq, seguita da Pré-Saint-Didier (AO, 5.350 €/mq) e Merano (BZ, 4.586 €/mq). Le località più economiche risultano Fiuggi (FR, 805 €/mq), Acqui Terme (AL, 857 €/mq) e Salsomaggiore Terme (PR, 1.062 €/mq).
Guardando ai trend annuali, Montegrotto Terme (PD) e San Pellegrino Terme (BG) registrano aumenti record del 13%, mentre Montecatini Terme (PT) e Salsomaggiore Terme (PR) crescono del 7%. Anche Bormio cresce del 5%, confermando la sua attrattività nonostante i prezzi già elevati. Stabilità a Acqui Terme e Pré-Saint-Didier, mentre località come Manciano (GR) e Saint-Vincent (AO) segnano leggere flessioni (-1%). Ischia, invece, evidenzia il calo più consistente del Paese, con un -11%.
Lievi rialzi si registrano anche a Fiuggi, Merano e Sirmione (BS) (+2%) e ad Abano Terme (PD) (+1%). In sintesi, il Nord-Ovest appare più stabile, mentre le località d’alta quota continuano a essere le più richieste e costose.
Affitti: rincari significativi e località in calo
Per quanto riguarda gli affitti, il podio delle città termali più care è identico a quello delle vendite: Bormio domina con 29,4 €/mq, seguita da Pré-Saint-Didier (25,2 €/mq) e Merano (15,3 €/mq). Sirmione (BS) completa la top 4 con 15,2 €/mq. Tra le più economiche svettano Acqui Terme (5,3 €/mq), Fiuggi (7 €/mq) e Manciano (7,6 €/mq).
I trend su base annua confermano crescite importanti: Bormio +43%, Sirmione +12%, Salsomaggiore Terme +10% e Saint-Vincent +8%. Solo Montegrotto Terme (-4%) e Ischia (-38%) registrano cali, quest’ultima con una flessione drastica che evidenzia la difficoltà della località a mantenere i valori storici sul mercato degli affitti.
Opportunità e segnali per investitori
I dati indicano, dunque, che il settore delle città termali continua ad offrire opportunità interessanti, soprattutto nelle località d’alta quota e consolidate, dove la domanda è stabile e i rendimenti sugli affitti in crescita. Le flessioni di Ischia suggeriscono invece prudenza: località con prezzi in calo richiedono analisi attente e strategiche, soprattutto per investitori interessati al breve termine.
Qullo che emerge in sintesi è che il mercato immobiliare termale italiano conferma due tendenze chiare: Nord e alta quota attraggono capitali e crescono, mentre alcune località del Sud e delle isole stanno affrontando ridimensionamenti significativi.