Il Demanio affida in concessione temporanea per 6-18 mesi una porzione del Reale Polverificio Borbonico (in attesa delle offerte per la valorizzazione)
L’Agenzia guidata da Alessandra dal Verme: “La pubblicazione dell’avviso un passo concreto”
L’Agenzia guidata da Alessandra dal Verme: “La pubblicazione dell’avviso un passo concreto”
Firmato dalla direttrice dell’Agenzia Alessandra dal Verme e dal sindaco Stefano Lo Russo il Piano città che presenta un primo portafoglio di tredici immobili da valorizzare: vicino agli interventi pubblici anche capitali e progetti privati, come nel caso dell’ex Manifattura Tabacchi che diventerà un polo culturale, archivistico e universitario (con studentato e servizi). Il complesso di Superga sarà invece destinato a servizi ai pellegrini, accoglienza turistica e sviluppo di funzioni culturali. Il sindaco: “Stiamo valorizzando il patrimonio degli immobili pubblici attraverso interventi di rigenerazione urbana ma anche con progettualità che possano trovare nuove vocazioni per spazi dismessi”. Dal Verme: “Torino ha un patrimonio immobiliare da valorizzare rilevante, eredità della sua storia e il Piano è una grande opportunità per trasformare la città”.
Presentata la proposta di Forza Italia che rivendica il ruolo di partito-traino per questo settore, anche nella maggioranza. La prima firmataria è la responsabile del Dipartimento Lavori pubblici: “Non vogliamo modificare il Dpr 380 o la legge del 1942, vogliamo ripartire con un provvedimento unico che in testa abbia un elenco di principi fondamentali”. Cattaneo: “Sul salva-Milano vogliamo andare avanti”. Gasparri: “Sulla legge per la rigenerazione urbana abbiamo completato la valutazione degli emendamenti”. Ferrante: “Anche il governo sta per completare la valutazione sulle proposte di modifiche alla legge all’esame del Senato”. E poi sui moduli unificati per il salva-casa: “L’intesa alla prossima conferenza unificata”. Al momento, però, all’ordine del giorno della riunione di oggi non c’è.
Largamente condivisa l’ipotesi di una riforma delle autorizzazioni paesaggistiche, ma i toni dei vari stakeholder sono molto diversi. Mentre per i costruttori il provvedimento costituisce “un importante primo passo” ma molti aspetti vanno precisati e la delega per il riordino complessivo va allargata ad aspetti non previsti, per il Cnappc intervenire sulla materia ha senso solo se si fa con una “definizione organica e aggiornata delle procedure amministrative, rivalorizzando e riponendo le condizioni perché gli strumenti che già esistono possono essere aggiornati, armonizzati e riproposti”.
Nella proposta della Lega che oggi riparte con le audizioni c’è la delega per la semplificazione e il riordino complessivo del sistema autorizzativo il cui esito è del tutto incerto, considerando che la proposta di Dlgs sarà fatta dal ministero della Cultura. Più immediate le norme che mirano ad affermare il principio del silenzio-assenso di 90 giorni per il parere del Sovrintendente su istanza di autorizzazione paesaggistica e a derubricare lo stesso parere da vincolante a non vincolante su alcuni specifici interventi come strade, impianti industriali e civili. Liberalizzazione per gli interventi di edilizia libera e autorizzati con Cila.
Si va verso un rinvio della scadenza, fissata ora al 31 marzo, dell’obbligo di sottoscrizione delle polizze assicurative contro le catastrofi naturali: frane, alluvioni e terremoti. Sono in corso riunioni tecniche con l’obiettivo di portare, in extremis, al Consiglio dei ministri un decreto con la nuova scadenza che dovrebbe essere di tre mesi. Le aziende continuano a incalzare e a denunciare le difficoltà applicative del provvedimento.
L’ex dg di Confindustria, designata per prendere il posto di Gilberto Dialuce, traccia le linee programmatiche della sua gestione (da confermare). Ricerca e innovazione i due pilastri. Multidisciplinarietà, valorizzazione di tutte le tecnologie disponibili, nuovo e più stretto rapporto con le imprese, accordi quadro con le associazioni di categoria, dialogo con le istituzioni e catalizzazione dei centri di ricerca. “Che però non deve rimanere confinata nei laboratori”.
Tutti progetti sul riciclo quelli riguardanti il nostro Paese. Per l’Ue, investimento da 22,5 miliardi. Autorizzazioni in 15-27 mesi.
Ogni volta che passo davanti alla Cupola di San Gaudenzio, mi fermo un istante, respiro e penso: che bella che è. Talmente alta da sfiorare il cielo di Novara, talmente bella da sembrare inarrivabile.
Io quaggiù, sedici anni da quando sono nato, le cose belle mi sembrano tutte lontane. Troppo lontane per me. Non siamo abituati noi, siamo ragazzi e ragazze che combinano guai, finiscono nei casini e a volte pure all’IPM…non sai che è? È il carcere per minori, in pratica…. Bro…sai che c’è? Ognuno di noi ha la sua storia di macelli, di famiglia, di testa, di cuore, di tutto. Macelli che ti scombinano la vita, che ti opprimono, che poi vivi in mezzo al nero, che sicuro bello non è, hai capito Bro?
E quindi, come fai a sentirti bello se attorno a te tutto ti dice che sei zero? Io non lo so, ma so che è arrivato un giorno che l’amico mio Mammolo m’ha detto: “vieni con me bro, c’è un posto forte, guarda che è forte, davvero eh!”. Io ero un po’ diffidente, ma ho pensato: “ma sì vado a vedere, faccio una cosa tanto per fare e se non mi fila scappo via”.
Appena entrato al Nòva sono rimasto venti minuti fermo, immobile, a guardare.
Entro il 31 marzo il ministero del Lavoro, di concerto con le Infrastrutture, deve emanare il DM contenente le linee guida per la valutazione dell’equivalenza delle tutele contrattuali del contratto di riferimento indicato dalla stazione appaltante con quello alternativo eventualmente proposto da un’impresa partecipante alla gara in sede di offerta. Il tema è delicatissimo per milioni di lavoratori ed è stato oggetto di tensioni e di scontri già durante l’approvazione del correttivo al codice. Le principali organizzazioni datoriali e sindacali sono in sintonia e premono sul governo. Per ora parla solo Genovesi (Cgil): “Intollerabile che si intervenga su materie contrattuali senza informare preventivamente chi quei contratti li ha sottoscritti”.
Nel precedente articolo che si può leggere qui avevo illustrato le motivazioni dell’urgenza di un adeguamento del settore edilizio, alle esigenze del presente e soprattutto del futuro. Tali interventi di natura strutturale sul Testo unico dell’edilizia, sono, ormai ritenuti “indifferibili” da tutti gli attori coinvolti nei processi edilizi, e sono necessari al fine di ricreare un quadro normativo moderno, chiaro e sostenibile, che sia capace di supportare la crescita economica del paese, dopo i recenti stop del “caso Milano” (si legga qui l’articolo “storia e cronistoria del caso Milano”)