PROSSIMITÀ / 2

Dopo i silenzi stanchi e le mail a notte fonda della coda PNRR, scopriremo che la qualità della spesa si gioca sulla durata, non sull’inaugurazione. Il PPP possibile soluzione

27 Mar 2026 di Anna Gagliardi

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A tre mesi dalla conclusione del PNRR, la domanda non è più “ce la faremo?”, ma “cosa resterà davvero di questa avventura?”

E, forse ancora più scomoda è la domanda: tutto quello che abbiamo realizzato con i fondi PNRR ci serviva veramente? E soprattutto, ora che lo abbiamo, abbiamo già pensato a come mantenerlo, prima che entri nella lunga lista delle cose belle ma troppo costose da sostenere?

Chi lavora dentro gli enti locali lo sa bene. Non serve nemmeno dirlo ad alta voce: basta entrare in un ufficio tecnico qualsiasi, ascoltare le conversazioni a bassa voce, osservare le scrivanie stratificate di pratiche e faldoni. I tecnici comunali chiedono pietà, ma senza proclami. Piuttosto con silenzi stanchi e mail mandate anche a notte fonda. (…)

Perché la verità è semplice, quasi brutale: le difficoltà strutturali dei comuni non sono cambiate. In molti casi si sono solo mimetizzate sotto la pressione dell’urgenza. L’apparato tecnico, già fragile, è stato stirato fino al limite. In alcuni territori è ancora più inesistente, in altri è sopravvissuto grazie a innesti temporanei, consulenze e  task force. Un equilibrio precario, costruito più sulla resistenza delle persone che sulla solidità delle strutture.

Eppure, il ticchettio del tempo che scorre, si sente. Non è solo quello delle scadenze europee. È il tempo delle opere che arrivano a compimento e chiedono ora di essere gestite. Perché costruire è stato difficile, ma mantenere lo sarà ancora di più. Dopo la grande “abbuffata” di investimenti, arriva il conto della gestione. E quel conto è noto: fino al 70% del costo complessivo di un’opera pubblica si gioca nella manutenzione lungo il suo ciclo di vita. Non è una cifra nuova, ma è una cifra che oggi pesa di più. Perché a differenza dei finanziamenti straordinari, la manutenzione è ordinaria. E l’ordinario meglio conosciuta come “spesa corrente”, nei bilanci degli enti locali, è da anni terreno fragile anzi fragilissimo.

La domanda allora cambia forma: chi manterrà tutte quelle opere? Non basta averle inaugurate. Non basta aver rispettato milestone e target. Senza una visione seria sulla gestione futura, il rischio è che il PNRR lasci in eredità un patrimonio infrastrutturale difficile da sostenere e da gestire per gli enti locali. Bello, utile, ma potenzialmente insostenibile.

Qui si apre uno spazio che finora è rimasto sullo sfondo, nebuloso: quello della gestione. E quindi, inevitabilmente, quello anche del partenariato pubblico-privato, quale soluzione. Non come scorciatoia, ma come strumento da maneggiare però con consapevolezza. Il PPP può essere una risposta, ma solo se inserito in una strategia chiara, con competenze adeguate e una reale capacità di governo, da parte del pubblico. Altrimenti rischia di diventare un’altra emergenza travestita da soluzione.

Il metodo PNRR ha dimostrato che, nello straordinario, il sistema è stato in grado di reggere: obiettivi chiari, tempi definiti, monitoraggio costante. Ma trasformare quello schema in normalità è un’altra sfida che ci aspetta. Per farlo servono di certo competenze solide e diffuse, visioni a lungo termine, capacità di aggregare i servizi e pianificare non solo la realizzazione ma il vero utilizzo delle opere anche in forma congiunta. Servono piani credibili di gestione e manutenzione, pensati prima ancora di posare la prima pietra. Perché è lì che si gioca la qualità della spesa pubblica: non nell’inaugurazione, ma nella durata.

Senza questa evoluzione, il rischio è quello di accumulare infrastrutture che funzionano solo finché sono nuove e magari pagate dai finanziamenti pubblici. Con essa, invece, si può costruire una pubblica amministrazione capace di essere efficiente, sostenibile e soprattutto responsabile nell’uso delle risorse pubbliche.

Il tempo straordinario sta finendo.  Ora inizia inevitabilmente quello della responsabilità.

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