Manovra, battaglia sul condono fra i seimila emendamenti
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Fuori dal Pnrr 38 Pinqua per 171 milioni. Per le politiche abitative “prima di avviare i nuovi interventi bisogna mettere a terra quelli in corso per 6,5 miliardi”, mentre il Piano Casa Italia – da indiscrezioni 45 pagine già sulla sua scrivania – muoverà le prime mosse in legge di bilancio con razionalizzazione di risorse già stanziate, ricerca di nuovi fondi e riorganizzazione degli ex Iacp. Ipotesi 200 milioni nel 2026.
Il presente contributo è volto all’analisi della riforma riguardante la circolazione dei beni di provenienza donativa contenuta nel D.d.l. Semplificazioni, approvato dal Senato in data 9 ottobre 2025 e ora al vaglio della Camera dei Deputati.
L’ultima polemica è sulla patrimoniale. Un evergreen in politica che di tanto in tanto rispunta. Stavolta a riesumarla è stato il piano presentato dal neosindaco di New York Zorhan Mamdani che include anche la tassa per i super ricchi. La leader del Pd Elly Schlein ha ipotizzato di importare a livello europeo la proposta del primo cittadino newyorkese. Lo stesso ha ripetuto anche Maurizio Landini, il segretario generale della Cgil che ha appena indetto per dicembre lo sciopero generale contro la manovra che “toglie ai poveri per dare ai ricchi”.
Gli slogan – al contrario delle soluzioni – non mancano mai. E forse ha ragione Matteo Renzi quando osserva che Schlein ha regalato un insperato assist alla premier, proprio nel momento in cui il Governo incassava una raffica di critiche sulla Legge di bilancio da parte di quelle istituzioni chiamate a offrire il loro consueto parere sull’ex Finanziaria e cioè Banca d’Italia, Istat, Corte dei conti. Niente di esplosivo, ma sufficiente a confermare che il taglietto dell’irpef è poco più di un cerotto e che la tanto sbandierata redistribuzione resta una finzione.
I ministeri, sotto il coordinamento del ministro per il Pnrr e l’Europa, Tommaso Foti (nella foto), lavorano già al recepimento che sarà con DL. I gestori finanziari dei nuovi fondi dovranno essere indipendenti dalla PA, ma potranno essere società a controllo pubblico. Entro agosto 2026 vanno definite le policy di investimento e firmati gli obblighi contrattuali con i beneficiari. Gli interventi fino al 2028.
Il governo continua a discutere con Bruxelles il punto di caduta finale del piano, inviato senza pubblicità, ma già lavora alle norme nazionali che dovranno poi attuarlo. Non ci sono solo le misure che si esauriscono nel 2026, ma anche regole e vincoli per i nuovi strumenti finanziari destinati a proiettarsi oltre quel termine, come quelli per studentati, opere idriche, acquisto del materiale rotabile.
Bankitalia, Upb e Corte dei Conti sollecitano il ministro sugli effetti del Pnrr. CdC chiede una nuova stagione di pianificazione degli investimenti. Sul Piano casa le risorse ci sono, nel Piano per il Clima, ora spetta ai ministri competenti ripartirle. Ma è sul fisco che salgono i toni: “Difendiamo il ceto medio”, ribatte davanti ai numeri che mostrano come il taglio dell’Irpef favorisca i redditi più alti.
La presidente Brancaccio: “Prezzi superiori ancora del 30-40% a quelli di gara, in molti casi abbiamo cantieri appaltati anni fa, anche prima del Covid, che non possono beneficiare della revisione prezzi introdotta due anni fa dal codice appalti. Il 70% dei cantieri in corso ha costi più alti di quelli riconosciuti alle imprese e un terzo sono cantieri Pnrr”.