IL TAVOLO A PALAZZO CHIGI
L'AUDIZIONE DI AASPI E AISI
LE DECISIONI DEL CDM
Illustrate le linee generale della legge di Bilancio 2026, che tornerà venerdì, sul tavolo del Governo per il varo definitivo. Confermata l’anticipazione Diac sui progetti-sponda. Si punta a “proseguire da un lato nell’azione di sostegno del potere di acquisto delle famiglie, delle imprese e per il sociale, dall’altro assicurare la sostenibilità della finanza pubblica”. Per le coperture 4,5 miliardi dalle banche.
L'AUDIZIONE ALLA CAMERA
ATTESO PER OGGI L'INVIO DELLA REVISIONE DEL PIANO
Nell’ambito della revisione Pnrr, il governo ha scatenato la caccia a opere concluse tra 2021 e 2025 con fondi nazionali: l’obiettivo è inserirle nel Pnrr per liberare i finanziamenti originari e ridestinarli a impegni della legge di bilancio. A differenza che in passato si potrà fare solo temporaneamente per il 2026-2027, poi dovranno tornare alle competenze originarie. Tra le opere, M5 e linea C (stazioni).
L'INCONTRO GOVERNO-IMPRESE
Una vera emergenza, quella che riguarda il 70% dei cantieri di cui 1/3 sono del Pnrr. Altre prorità sono la casa e il dissesto idrogeologico. Giorgetti: manovra condizionata da una serie di vincoli come “la revisione del Pnrr, i vincoli di finanza pubblica, gli impegni internazionali”. Forte la denuncia di Confindustria: “manca la parola crescita”.
DIARIO POLITICO
Giorgia Meloni è volata in Egitto per partecipare alla firma della “pace” tra Israele e Hamas sotto la supervisione dell’amico Donald Trump. La Presidente del Consiglio apprenderà da lì i risultati delle elezioni in Toscana che – se le previsioni non saranno smentite clamorosamente – confermeranno la guida della regione al centrosinistra, oggi denominato campo largo nonostante da quelle parti pesino più i renziani che i post grillini e i rapporti tra il governatore uscente Eugenio Giani e il leader M5s Giuseppe Conte restino – a dir poco – freddi.
Il cortile italiano insomma resterà inevitabilmente sullo sfondo e a Meloni va bene così.
- Oggi la firma dell’accordo di pace a Sharm el Sheikh
- Dazi, nuove tensioni tra Usa e Cina
- Da oggi al via all’annual meeting del Fmi
- Innovazione, si apre il ComoLake 2025
LA SOTTOVALUTAZIONE DEI PROBLEMI DELLE IMPRESE
La circolare Rgs (19 settembre) ribadisce la scadenza rigida agosto 2026 per finire i lavori e presentare i documenti, ma accresce il nervosismo di soggetti attuatori che arrivano a chiedere agli appaltatori rassicurazioni, pena escussione di garanzie. Il governo sottovaluta la compensazione degli extracosti (mancano 4 miliardi). Imprese disincentivate ad assumere gli ulteriori rischi dell’accelerazione.
IL CONVEGNO DIAC A 'CITTA' NEL FUTURO'
Per il senatore di Forza Italia (nella foto) il ddl sulla Rigenerazione urbana sarà in Aula al Senato a dicembre. Più incentivi e certezza delle risorse in un periodo lungo sono gli obiettivi con il voto degli emendamenti. Il direttore del Cresme Bellicini ha affrontato l’emergenza casa, con un focus sul social housing, proponendo un Rinascimento urbano con l’utilizzo di risorse europee e nazionali.
CITTA' NEL FUTURO/2
Il viceministro delle Infrastrutture e Trasporti (in foto) invoca un nuovo approccio sui temi della rigenerazione urbana: servono capitali privati e occorre attrarre grandi fondi immobiliari. Rigenerazione vuol dire anche connettività tra le città e all’interno delle città: per questo bisogna accelerare sulle opere infrastrutturali e potenziare il trasporto pubblico locale.
DENTRO IL CERCHIO - La Voce dei Geometri
LA VIDEOINTERVISTA
RIPARTITO L'ESAME IN COMMISSIONE AL SENATO
Il relatore Roberto Rosso (nella foto): “Non vedo grandi problemi sulle proposte di modifica, molte convergono”. Il problema è finanziario: al momento ci sono in bilancio 80 milioni a fronte dei 3,4 miliardi previsti dal nuovo testo del relatore su un arco di undici anni. La partita nella maggioranza è molteplice: non c’è solo il dubbio se entri o meno in legge di bilancio e la consistenza complessiva del finanziamento, ma anche l’indisponibilità del Mef a dare stabilità alle risorse per un periodo lungo e ad andare oltre la logica della ricarica anno per anno.
A seguito della sentenza della Corte costituzionale n.194 del 2024, che ha minato le basi della legge Calderoli n.86/2024, il governo ha approvato, il 19 maggio 2025, un nuovo disegno di legge, che possiamo definire Calderoli bis, il quale contiene i principi di delega al governo per l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di diritti civili e sociali.
Il disegno di legge delega, appena trasmesso alle Camere per l’iter di approvazione, si divide in due parti: la prima, relativa ai principi generali e, la seconda, dedicata a “settori (più o meno, n.d.r.) organici” di materie da cui il governo, sulla base dei criteri della delega, dovrebbe ricavare “le funzioni” oggetto di possibile trasferimento alle regioni nel percorso di autonomia differenziata basato su intese ed i relativi l.e.p. da queste invalicabili. (…)