Città e urbanistica
Città intermedie: qualità della vita, rigenerazione continua e aggregazioni. De Rita: realtà intermedie sconfitte in Italia, ma ora c’è uno spazio politico
Svimez: con la spinta Pnrr il Sud cresce più del Centro-Nord, decisiva l’edilizia ma ora l’incognita sul dopo. Bianchi: legacy da non disperdere
Marche, riecco il termovalorizzatore. Bari, Japigia quartiere sport
La giunta di Palazzo Raffaello punta su un impianto unico per tutta la Regione per fronteggiare discariche vicine alla saturazione entro il 2029. Prende forma il Parco Bellavista, sesto lotto del progetto Costa Sud finanziato con 16 milioni di euro e destinato a trasformare l’area. Le altre news locali.
Veloccia: per fare rigenerazione servono norme certe e Masterplan, piani generali snelli che definiscano i grandi obiettivi per un’area
Ancona, 23 cantieri nel 2026. Via allo scolmatore di Novi Ligure (rio Gazzo)
Il sindaco Daniele Silvetti e l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini annunciano un “bazooka” da 8,5 milioni di euro nel 2026, che sale a circa 11 milioni con i fondi Sisma per la Mole Vanvitelliana. Lavori da 3,5 milioni di euro, finanziati dal Pnrr, per potenziare lo scolmatore del rio Gazzo lungo 6,2 chilometri. Le altre news locali.
Buono: “Cassa solida, sostegno all’economia reale”. Biscaro: “Urgente chiudere i vecchi condoni, mole da 21 miliardi. I nuovi? Svolta nel Tue”
Il welfare di comunità e la co-programmazione danno nuovo slancio alle città intermedie dopo il Covid
Presentazione in Unioncamere: introduce Prato, chiude De Rita. Il presidente di Mecenate 90 Pitteri: “La rigenerazione rimette al centro il valore di comunità”. Esposito (Tagliacarne): “Un indice basato su una trentina di indicatori ci dice che nelle città intermedie si vive meglio”. Nei servizi di prossimità accessibilità in linea con le città metropolitane, al Sud meglio.
Venezia, Forte Sant’Andrea sarà green. Trani, 80 mln per restyling
Il Demanio ha aperto le offerte finaliste per la concessione del Forte Sant’Andrea, nell’ambito del programma internazionale “Reinventing Cities” promosso con C40. Nel Comune pugliese, lavori pubblici tra il 2026 e il 2028. Il piano triennale comprende interventi di protezione del litorale, allargamento di arterie stradali, nuovi impianti per acque e sorveglianza.
La risposta di Milano all’incertezza edilizia: la nascita della Delibera Salva-Milano. Analisi giuridica
A Milano, l’avvio di procedimenti penali per ipotesi di reati edilizi ha generato una paralisi amministrativa e un’acuta incertezza giuridica, minacciando la stabilità degli investimenti e l’affidamento dei cittadini. Interventi già approvati, e in alcuni casi realizzati, si sono trovati improvvisamente a rischio, mettendo in discussione la validità delle procedure seguite. Questa situazione ha imposto all’Amministrazione Comunale di intervenire per ripristinare la certezza del diritto e tutelare l’interesse pubblico. Questa narrazione ricostruisce, passo dopo passo, il percorso amministrativo e legale intrapreso dal Comune di Milano per affrontare la crisi, un percorso che culmina con l’adozione della Delibera di Giunta n. 1409 del 13 novembre 2025.
Il bilancio di Urbanpromo 2025: sempre più laboratorio delle politiche urbanistiche, per la casa, la transizione e l’abitare sociale
Urbanpromo si conferma, anche nell’edizione numero 22, un luogo di confronto, di dialogo, di scambio di idee, di messa in comune di progetti per il paese. Un luogo aperto e disponibile per chi abbia intenzione di muoversi verso i nuovi orizzonti delle politiche urbanistiche, delle politiche per la casa e l’abitare sociale, della transizione ecologica e digitale.
Giù l’ex Città del gusto a Marconi, ora nuove residenze
Piendibene: “La Zls ottimo risultato, sulla centrale Enel siamo in balìa del balletto Mase-Masaf. Navi da crociera a Fiumicino? Danno per il sistema Italia”
Il riuso e l’architettura che non cancella né restaura, ma manipola, riformula, crea: da Scarpa a Bofill, da Koolhaas a Mendini
Viviamo in un mondo saturo di oggetti, di immagini, di edifici. Abbiamo costruito troppo, spesso male e anche senza chiederci se fosse davvero necessario. Oggi occorre cambiare direzione restituendo senso a ciò che già esiste. E, quindi, recuperare, modificare, interpretare per riformulare la cornice attraverso la quale interagiamo con la realtà che ci circonda, ridando valore alle cose per restituire loro un ruolo nella narrazione del presente.
Recuperare non è restaurare. Il restauro tende a ricomporre un’unità perduta, a riportare l’opera a un presunto stato originario, al “dov’era e com’era” che pervade le nostre norme. Il recupero, invece, è un atto creativo: usa ciò che rimane come materiale per costruire un nuovo edificio. È, per dirla con Nicolas Bourriaud, un gesto di post-produzione. Come un DJ che usa un brano per generarne un altro, l’architetto contemporaneo lavora su ciò che esiste, lo manipola, lo riformula. L’architettura diventa remix, e la città una grande piattaforma di editing.
Modello Livorno, Viviani: “Casa e rigenerazione strumenti dentro il piano, cambiamo l’edilizia sociale”
L’ex presidente Inu racconta il lavoro che è sperimentazione di strumenti anticipatori di politiche nazionali. La definizione, in collaborazione con Cdp, di nuovi interventi ERS: il principio di convenienza con il privato. Il masterplan come strumento volontario dell’amministrazione per collegare scala urbanistica e progettuale definendo obiettivi chiari di sviluppo di un’area.
L’incredibile tesoro nascosto delle Ferrovie nelle città
L’accelerazione dell’uso delle tecnologie digitali insieme agli obiettivi di sostenibilità sta comportando la necessità di riconsiderare le relazioni all’interno delle aree metropolitane e tra città grandi, medie e piccole. Emerge con urgenza la necessità di un approccio più marcato verso una “sistematizzazione”, verso una visione e una gestione integrata della stanzialità e della mobilità, le due attività di base di una comunità umana. Non ha senso culturale continuare a pianificare e gestire le aree urbane separando le trasformazioni urbane dalla mobilità delle persone e delle merci.
Urbanistica, rigenerazione, fondi: 75 raccomandazioni per costruire una politica unitaria Ue sull’housing
Il presidente dell’Housing Advisory Board, Eamon Ryan, ha consegnato ieri al commissario europeo all’Energia con delega alla Casa, Dan Jorgensen, il Report con 75 raccomandazioni per superare la crisi abitativa e impostare una politica europea per la casa. Si tratta di un contributo “pesante” in vista della preparazione dell’Affordable Housing Plan. Va salvaguardata la pianificazione urbanistica, così come il Green New Deal. La rigenerazione urbana è la grande spinta alla realizzazione di case. Per alzare la produttività e abbassare i costi puntare sulla prefabbricazione. Per la finanza far leva sui capitali pazienti.
Trieste, il porto vecchio diventa porto vivo
La festa della riappropriazione, quando una comunità torna in collegamento con i suoi beni (anche quando non sono mai stati aperti prima)
Spesso in questa rubrica è stato citato il tema della “riappropriazione” dei luoghi da parte delle comunità, considerato un ingrediente fondamentale della Rigenerazione Urbana, perché consente un radicamento nei luoghi da parte di chi li deve far vivere, curare e tramandare.
Guardando ai vari casi che il panorama nazionale e internazionale ci offre, tale riappropriazione può assumere le sfumature più diverse, può essere fisica, quando cioè si rendono accessibili luoghi fino a quel momento chiusi o addirittura vietati, può essere simbolica, quando tornano in diritto d’uso luoghi precedentemente riservati ai pochi, in modo più o meno legittimo (esempio classico i beni confiscati alla mafia), può essere estemporanea, quando, attraverso eventi, manifestazioni o usi temporanei, si permette alle persone di visitare o fruire di un bene solitamente interdetto, magari anche in modo inusuale, offrendo interpretazioni d’uso inedite, creative o futuribili.
Demoricostruzione, la storica sentenza 8542 del Consiglio di Stato segna un cambio di paradigma: supera il dogma della continuità (che resta per la volumetria) e afferma il principio della neutralità morfologica
Un intervento di demolizione e ricostruzione che si distacchi del tutto dal vecchio edificio deve essere considerato ristrutturazione edilizia oppure nuova costruzione? Questa è la domanda fondamentale che per anni ha animato il dibattito nel diritto urbanistico. Lo scopo di questo articolo è illustrare, in modo schematico, come la definizione di “ristrutturazione edilizia” sia stata radicalmente rivisitata dalla fondamentale recente sentenza del Consiglio di Stato n. 8542/2025. Tale pronuncia ha offerto un’interpretazione risolutiva della norma di riferimento, l’art. 3, comma 1, lettera d), del d.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), segnando un passaggio epocale per la materia.