La questione risorse per la casa: rigenerazione urbana, PPP, incentivi e nuove modalità di fare i conti in trasparenza

06 Ott 2025 di Lorenzo Bellicini

Come abbiamo cercato di accennare nel precedente contributo (DIAC 5 Ott 2025, Sulla questione casa: verso “nuove matrici trasparenti di convenienza”) la questione abitativa si scontra con un problema di risorse e tenuta dei conti. Abbiamo visto che solo per affrontare la questione delle famiglie con diritto di una casa di edilizia residenziale pubblica in attesa (250.000 famiglie) servirebbero ca. 35 miliardi di euro solo di costi di costruzione tecnici, e se considerassimo una domanda sociale aggiuntiva di altre 250.000 abitazioni (data dalla differenza tra famiglie residenti e famiglie in abitazioni), servirebbero nel complesso 70.000 miliardi. Ora con l’orizzonte dei conti pubblici appare difficile affrontare il problema. (…)

DIARIO POLITICO

L’incertezza come programma: l’Italia con i conti in ordine e la crescita ferma

06 Ott 2025 di Pol Diac

Impossibile non partire da Gaza, dall’onda umana che ha attraversato le piazze italiane mentre il mondo trattiene il fiato in attesa di capire che fine farà la proposta di pace americana firmata Donald Trump. La politica internazionale continua a dettare i tempi e occupare gli spazi dell’informazione, mentre sul fronte interno si fa fatica perfino a intravedere che cosa accadrà da qui alla fine dell’anno.

Si attende la legge di Bilancio, ma le prospettive restano plumbee. Tutti danno per scontata la riduzione dell’aliquota Irpef dal 35 al 33% per i redditi fino a 50mila euro: uno “sconto” che vale poco più di 400 euro l’anno, circa 36 al mese. Troppo poco per invertire la rotta della contrazione dei consumi, certificata anche dagli ultimi dati Istat.

Ma la crescita del dopo-Pnrr, dov’è?

02 Ott 2025 di Giorgio Santilli

Bisogna plaudire sempre alla prudenza con cui la premier Meloni e il ministro Giorgetti stanno gestendo i conti pubblici italiani. La fiducia è un valore che non ha prezzo e i vari spread (non solo con il Bund tedesco) confermano che si sta facendo un buon lavoro. Eppure il nuovo quadro programmatico del governo era atteso per capire che tipo di crescita ci si attende e soprattutto che tipo di crescita vuole il Governo dal 2026 in avanti. La fatidica fase post-Pnrr che molti temono  come fosse il ritorno all’inferno. Ebbene, dal Dpfp non arrivano segnali incoraggianti: non l’inferno, ma un pallore assoluto. Un dato chiave per capire quali politiche abbia in testa il governo e che impatto si prevede è sempre il confronto fra la crescita del Pil tendenziale e quella programmatica. Quanta crescita producono, semplificando molto, le politiche messe in campo dal governo. Ebbene, nel 2026 Pil tendenziale e programmatico sono appaiati a +0,7%. Effetto zero sulla crescita dell’azione di governo. Si dirà, a ragione, che “tanto c’è il Pnrr”, che infatti è considerato in questi quadri una variabile esogena rispetto alle politiche di governo. Ma il 2027 e il 2028, quando l’effetto diretto del Pnrr sarà quasi scomparso, l’impegno di governo per la crescita si traduce in un decimo di punto percentuale,  da 0,7% tendenziale a 0,8% programmatico nel 2027 e da 0,8% tendenziale a 0,9% programmatico nel 2028: praticamente impercettibile. E se quei tendenziali si rivelassero sovrastimati, che capacità di reazione avrebbe la politica economica? Avremo modo nei prossimi giorni di capire meglio, soprattutto sul fronte degli investimenti pubblici e degli stimoli a quelli privati. Ma l’inizio non è confortante.

Aree in “difficoltà di sviluppo”: un cambio di paradigma

30 Set 2025 di Lanfranco Senn

Distratti – o attratti – come siamo, dai grandi eventi globali come le guerre in atto; i grandi mutamenti e la difficile comprensione delle strategie geopolitiche e geoeconomiche; l’accelerazione dei problemi ambientali e tecnologici, non sempre abbiamo la capacità di accorgerci di quelle che sono le conseguenze – dirette e indirette – che questi eventi globali hanno su molti ambiti locali, provocando reazioni più o meno “resilienti”.

DIARIO POLITICO

Il verdetto delle Marche: chi perde paga il conto a Roma

28 Set 2025 di Pol Diac

Nonostante riguardi appena 1,3 milioni di elettori e pur essendo una sfida locale, il voto di questo weekend nelle Marche tra Francesco Acquaroli e Matteo Ricci pesa molto più di quanto dica la geografia. Lo dimostra la parata di leader nelle scorse settimane tra Ancona e Macerata. A cominciare dalla Premier Giorgia Meloni scesa in campo in prima persona per blindare il bis del governatore uscente e suo fedelissimo della prima ora, al quale ha portato in dote, giusto un mese fa, l’estensione alle Marche ( e all’Umbria) della Zona economica speciale (Zes), l’avvio dei lavori per la realizzazione della Pedemontana del Sud, più altri 38 milioni per il rifacimento del manto stradale regionale approvati dal Mit nei giorni scorsi.

IL DIBATTITO SULL'INTERVENTO DI BELLICINI

L’irresistibile nostalgia per il CER e la GESCAL: fondare una nuova politica rileggendo quell’esperienza

28 Set 2025 di Rosario Manzo

L’articolo di Lorenzo Bellicini sulla “questione casa” riporta, ovviamente con molta lucidità e competenza, fatti e numeri che consentirebbero a chi ne avesse voglia di “prendere le misure” e proporre, come appare ormai indispensabile, una “nuova” politica della Casa, con un diverso DNA rispetto a quello del secolo scorso. Non ripercorro i dati forniti da Lorenzo perché sono ben consapevole che chiunque abbia vissuto la nascita, lo sviluppo e la chiusura delle politiche sull’edilizia popolare (uso il termine volontariamente, per riportarlo alla Legge Luzzatti del 1903) ovvero dell’edilizia residenziale pubblica li conosce e, soprattutto, è in grado di confrontare l’impegno (politico, istituzionale, amministrativo, …) di allora a fronte di quello che siamo costretti a sentire oggi. Eppure, in Europa sta accadendo qualcosa che, a mio avviso, è quasi epocale: la casa, nelle politiche dichiarate dalla Presidente e con la nomina di un Commissario dedicato, è passata da essere un tema “laterale” a quello urbano (o una misura di supporto all’annessione della ex DDR) ad una linea di azione e di finanziamenti dedicata all’equità abitativa ed energetica in un’ottica di coesione sociale del territorio europeo. 

La Digitalizzazione dell’Organizzazione

25 Set 2025 di Angelo Ciribini

È in inchiesta pubblica finale presso il sito di UNI la bozza della norma UNI 11337-8 (si veda qui il testo) che trasferisce in sede normativa la prassi di riferimento UNI 74, dedicata originariamente al cosiddetto Sistema di Gestione BIM. È un caso emblematico di come la normazione volontaria, con la pre-norma, abbia anticipato una evoluzione del mercato, per poi consolidarne il contenuto alla luce delle dinamiche subentrate.

Il testo, ora rivolto al Sistema di Gestione e di Governo dei Processi Digitalizzati di una organizzazione, ha la finalità di permettere agli attori allargati dei versanti della domanda e dell’offerta di autovalutarsi, di sostenere una qualificazione o valutazione di conformità da una seconda parte (ad esempio, a opera di un committente nei confronti dell’affidatario di un contratto) o di una terza parte, nella forma della certificazione.

Sulla questione casa: verso “nuove matrici trasparenti di convenienza”

24 Set 2025 di Lorenzo Bellicini

La questione della casa è tornata al centro del dibattito, se ne sta occupando l’Europa, se ne stanno occupando diversi paesi europei, se ne accenna anche in Italia. La crisi abitativa è una questione europea. In questo momento sono molti gli studiosi che si sono attivati per riprendere questo grande tema in gran parte dimenticato per tutti gli anni 2000. Nel nostro Paese ad eccezione dello sforzo svolto dal Fondo Investimenti per l’Abitare, mirato all’housing sociale, possiamo dire che non ci sia stata nessuna politica per la casa negli anni 2000. E forse dovremmo risalire addirittura alla prima metà degli anni ’90 quando il problema della casa sembrava risolto. In questa breve nota vorrei provare a mettere sul tavolo alcuni temi che forse possono essere utili alla discussione. L’occasione è stata un interessante recentissimo incontro seminariale dell’IFEL a cui sono stato invitato insieme a vari studiosi e amministratori di comuni italiani.

La lunga marcia del crowdfunding immobiliare tra mercato e regolamentazione

23 Set 2025 di Luigi Donato

Il crowdfunding è un fenomeno Fintech, ormai noto, volto alla raccolta di capitali tra il pubblico senza l’intervento di banche o altri intermediari, che si basa sull’innovazione tecnologica delle piattaforme digitali on-line. La nascita è stata spontanea, come per altri sviluppi tecnologici del filone finanza alternativa o finanza etica.

Poi tutto cambia con il Regolamento UE n. 1503 del 7 ottobre 2020 e con il decreto legislativo 10 marzo 2023, n. 30 che introducono un’autorizzazione, controlli da parte della Consob e della Banca d’Italia, regole di trasparenza e di tutela per gli investitori (a partire dalla verifica di appropriatezza e comprensione).

 

La nuova legge sull’IA: tra responsabilità individuale e controllo dell’autorità

23 Set 2025 di Chiara Micera

Approvato definitivamente in Senato il DDL sull’intelligenza artificiale (17 settembre 2025), l’Italia si dota finalmente di una cornice normativa nazionale che accompagna l’entrata in vigore dell’AI Act europeo.

Tale norma non va a sostituire il regolamento comunitario (direttamente applicabile), ma ne integra alcuni aspetti, introducendo prescrizioni settoriali e disciplinando materie specifiche, con l’intento dichiarato di mantenere l’IA “antropocentrica, trasparente e responsabile”.

DIARIO POLITICO

Procure sotto accusa e opposizione divisa: l’assist dei Pm milanesi al centrodestra sulla riforma della giustizia (e sul referendum confermativo?)

21 Set 2025 di Pol Diac

La quasi rissa andata in scena alla Camera, giovedì, subito dopo l’approvazione della riforma della Giustizia potrebbe rappresentare il prologo della battaglia destinata a concludersi con  il referendum confermativo il prossimo anno. Potrebbe, ma non sarà così. Mancano infatti le micce che dai tempi di Mani Pulite avevano incendiato il rapporto tra politica e magistratura.

Fs e non solo, rischi e opportunità dell’integrazione verticale. L’ipotesi alternativa di integrare ingegneria e direzione lavori

21 Set 2025 di Antonio Massarutto

Si racconta che il presidente Truman si lamentasse dei suoi consiglieri economici: voleva economisti “con una mano sola”, perché quelli che aveva dicevano sempre “on the one hand” e poi “on the other hand” e non concludevano mai nulla. Anche io alla domanda secca – se sia desiderabile che FS si integri verticalmente nel settore delle costruzioni – non risponderò né sì né no, ma “dipende”. Prescindiamo qui pure volutamente da aspetti più contingenti, di natura organizzativa o finanziaria, e cerchiamo di affrontare la questione in termini più generali.

L’(in)evitabile digitalizzazione del settore dell’ambiente costruito

16 Set 2025 di Angelo Ciribini

La Gestione Informativa Digitale (GID) e con essa il cosiddetto BIM, fanno ormai parte integrante del Codice dei Contratti Pubblici e, potenzialmente, in futuro, potrebbero entrare a far parte della legislazione relativa alla rigenerazione urbana e all’edilizia privata. Al contempo, l’innovazione digitale mostra sempre più risvolti: dall’Intelligenza Artificiale al Gemello Digitale, dal Passaporto Digitale del Prodotto alla Notarizzazione, dal Fascicolo Digitale dell’Edificio allo Smart Readiness Indicator.

AUTORITà DEI TRASPORTI

Oggi la relazione annuale di Zaccheo: apertura su deroghe parziali ai treni lenti sulla Direttissima, spinta all’IA nei trasporti, rivendicazione del lavoro fatto (e in corso) sulle autostrade

16 Set 2025 di Giorgio Santilli

Nicola Zaccheo leggerà stamattina alla Camera dei deputati la Relazione annuale al Parlamento dell’Autorità di regolazione dei trasporti. Il presidente sottolineerà il ruolo dell’intelligenza artificiale nel campo della mobilità promettendo un atteggiamento positivo e non mancherà di rivendicare i risultati ottenuti con la regolazione nel settore auostradale, grazie anche alle riforme volute dal Pnrr e portate avanti con il ministro Salvini. Grande attesa per le parole che pronuncerà sulla questione del divieto di circolazione per i treni lenti (sotto i 200 chilometri orari) sulla Direttissima Roma-Firenze. Probabile un’apertura a una deroga parziale, ma ricordando anche che i ritardi sono nella consegna dei nuovi treni.

Non è azzoppando la concorrenza e il mercato privato con l’in house ferroviario che si risolvono le fragilità della committenza negli appalti

14 Set 2025 di Giorgio Santilli

Che cosa è e che cosa significa questo in house replicato a ventaglio in più settori (costruzioni, produzione  di treni e sistemi di segnalamento, produzione di bus) che starebbero per varare le Fs di Stefano Antonio Donnarumma? Salvataggi di Stato mascherati di aziende in difficoltà (che smentiscono seccamente le difficoltà) o una mossa d’anticipo per evitare che si blocchino cantieri (proprio nella fase decisiva del Pnrr) per le possibili difficoltà future (finanziarie, non industriali) di queste imprese appaltatrici? O ancora, e più probabilmente, il tentativo di Fs di controllare più da vicino costi comparati e tecniche di realizzazione nel mercato degli appaltatori, avendo una propria impresa fra le concorrenti/esecutrici, secondo il “modello Pavimental” che adottava Aspi? Oppure, ancora, una puntata annunciata di quel film horror intitolato da alcuni “re-Irizzazione dell’economia” che vorrebbe spiegarci come da un’espansione del settore pubblico – per altro, in questo caso, con una inedita e perversa commistione di fatto fra committente e appaltatore controllato dal committente – possano venire le soluzioni per sanare le fragilità del nostro sistema industriale?

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