Architettura e progetto
Il governo catalano: lo Xalet del Catllaràs è di Gaudì
La nuova architettura: “Dal 2020 abbiamo alzato la qualità media dei progetti”. LPP: “Serve più coraggio”
Dibattito al MAXXI sulla “Storia dell’architettura italiana dal 2000 a oggi” che segnala fenomeni positivi come la perdita di peso dell’Accademia e il ritorno alla centralità degli studi professionali, fra cui molti quarantenni di inizio secolo. Ma a dominare è un’architettura High Touch, “sartoriale, attenta alle esigenze del cliente e poco coraggiosa”. “Pochi gli architetti spericolati che sperimentano”.
Al MIT si lavora a case in plastica riciclata
La nuova torre finanziaria di ZHA e Cy Lee a Taipei
Hong Kong, ecco i grattacieli di Foster and Partners
Ad Abu Dhabi il complesso residenziale di Fujimoto
Un murale “partecipato” al sottopasso di Rogoredo
Legge architettura, ancora banalità e guerre di corporazioni. Ma la priorità ai concorsi fa bene alle città
Dalla proposta di Edilizia e Territorio per la modifica della legge Merloni al Ddl Melandri di fine anni ’90, sono quasi 30 anni che si cerca di approvare una disciplina che dia una corsia preferenziale ai concorsi di progettazione nelle opere urbane. Il Senato ci riprova, con le proposte di Occhiuto (FI) e Irto (Pd). Non mancano banalizzazioni che rilanciano guerre fra corporazioni: proposte come il Consiglio nazionale per la qualità dell’architettura e della vita urbana o l’Architetto della città. E il Consiglio nazionale ingegneri risponde: no alla centralità prevalente della figura dell’architetto. Ma il nodo resta lo stesso: superare le resistenze all’utilizzo del concorso di progettazione come strumento prioritario di selezione e di trasparenza dei progetti urbani. Le posizioni di Cnapp, In/Arch, Inu, Cni e Oice sui concorsi.
Avanza il Busan Opera House di Snøhetta
Dam Preis 2026 a P. Grundmann per la Zku, Berlino
Dl Architettura, il Cnappc: finalmente anche in Italia una legge a tutela del suo valore
La costellazione dei 5mila borghi italiani: dal cinismo sensato di Delrio ai casi di rinascita fondati su progetti credibili e radicati nel luogo
L’Italia è un paese di borghi. Ne contiamo ufficialmente oltre 5.500 secondo l’ISTAT (dato 2021), una costellazione fitta che attraversa l’intero territorio nazionale e che costituisce una delle strutture portanti del nostro paesaggio culturale. È un numero impressionante, se si pensa che più della metà dei comuni italiani ha meno di 5.000 abitanti. Alcuni borghi sono splendidi dal punto di vista architettonico, esempi raffinati di adattamento al suolo, alla topografia, al clima; altri sono ordinari, talvolta persino brutti, frutto di stratificazioni casuali o di espansioni recenti poco controllate. Ma tutti, anche i meno riusciti, raccontano una storia urbana e sociale che vale la pena di interrogare.
Con il termine “borgo” indichiamo realtà profondamente diverse.
Un teatro a lanterna per illuminare Veenendaal
Anche ZHA per il nuovo Washington Dulles Airport
Aerotropoli Luanda, il masterplan Fosters+Partners
Serpentine Pavilion 2026, il progetto a Lanza Atelier
Fano, ecco la Basilica di Vitruvio del De Architectura
Progettazione e ingegneria, i 95 bandi a cavallo fra 2025 e 2026
L’elenco completo (scaricabile) degli avvisi di importo sopra la soglia Ue rilevati fra il 20 dicembre e il 9 gennaio da Cresme Europa Servizi: 24 bandi fra 140mila e 400mila euro. Le gare riguardano principalmente progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza e servizi specialistici per opere pubbliche, elettriche e sanitarie. In cima alla lista per importo il bando di SEA da 28,8 milioni relativo all’accordo quadro multi-operatore per attività di progettazione, attività specialistiche e direzione lavori a Linate e Malpensa.
Roma fra propaganda post-giubilare (e pre-elettorale) e le mostre/inaugurazioni che dovrebbero indurci a una riflessione seria sul futuro della città
Il 26 dicembre dell’oramai trascorso 2025 i quotidiani nazionali escono con una notizia che non esiterei a definire ironica, se non addirittura patafisica. La nuova stazione Colosseo della metropolitana di Roma, pochi giorni prima inaugurata e vantata come la più bella stazione d’Europa, se non proprio come una delle sette meraviglie del mondo contemporaneo, fa acqua durante violenti temporali che hanno investito la Capitale. Le immagini fanno il giro dei social con una velocità ben superiore a quella dei convogli della linea C.
Che un edificio nuovo di zecca faccia acqua non è di per sé una gran notizia. Di fastidiose infiltrazioni sono stati vittime numerosi capolavori dell’architettura del passato, compresi edifici di Le Corbusier e di Frank Lloyd Wright. Tanto che si attribuisce a uno di loro – poco importa a quale, la battuta funziona comunque – l’osservazione secondo cui un capolavoro non dovrebbe mai stare esposto alle intemperie, ma essere custodito gelosamente in un museo. L’ironia, in questo caso, nasce dal fatto che il disguido tecnico avviene nel bel mezzo di una campagna mediatica molto ben orchestrata per dimostrare che Roma è finalmente diventata una capitale efficiente, moderna, all’altezza delle grandi città europee.