Appalti
Il permesso di costruire digitale nel nuovo Codice dell’edilizia
Nella legge delega per la redazione del Codice dell’Edilizia e delle Costruzioni vi sono alcuni passaggi che alludono in maniera esplicita alla digitalizzazione. In particolare, vi è un primo passaggio che menziona i «processi di digitalizzazione dei procedimenti edilizi fondati sull’interoperabilità delle banche dati in possesso delle pubbliche amministrazioni, anche funzionali all’istituzione e progressiva attuazione di un’anagrafe e di un fascicolo digitale».
Il World Modelling e la mediazione tra intelligenze nell’ambiente costruito
Il settore dell’ambiente costruito sta facendo un uso disinvolto di termini come Modelling e Twinning a proposito della digitalizzazione. Di fatto, allorché ci si è occupati del BIM non si è riposta una particolare attenzione a che cosa significassero parole come modello, modellistica e modellazione, per non dire della relazione tra rappresentazione e simulazione.
La linea sottile tra lavori supplementari e interventi autonomi quando il concessionario non può avere l’affidamento diretto
Il piano di riassorbimento del personale tra la tutela occupazionale e la libertà d’impresa: un impegno, non un vincolo di assunzione
La digitalizzazione minaccia le professioni tecniche?
Il quesito suona, ovviamente, come provocatorio, ma consente di avanzare qualche riflessione.
Vi sono elementi indubitabili che inducano a ritenere che le forme più tradizionali di digitalizzazione abbiano giovato almeno alla classe dei progettisti maggiormente creativi e organizzati: non solo il Building Information Modelling, ma, anche, ad esempio, il Computational Design.
Le nuove funzionalità del FVOE
Importanti novità in arrivo per il FVOE!
Quasi in controtendenza rispetto alla discussa sentenza del TAR Toscana-Firenze del 14/11/2025, n. 1856 — interpretata da molti come un indebolimento della funzione del fascicolo virtuale dell’operatore economico — l’ANAC sta rafforzando il FVOE con nuove e rilevanti funzionalità.
Lo ha annunciato nella Relazione Illustrativa del Bando-tipo n. 1/2023 pubblicata lo scorso 17 novembre, anticipando l’attivazione, già da fine novembre 2025, di due soluzioni tecniche pensate per facilitare le verifiche da parte delle stazioni appaltanti: in particolare, la possibilità di verificare l’avvenuto pagamento del contributo ANAC direttamente nel FVOE, senza che l’operatore economico debba necessariamente inserirne la ricevuta nella busta amministrativa. Un po’ come accadeva nel precedente sistema AVCPass, ma in forma più evoluta.
Vediamo meglio, quindi, le future funzionalità e gli attuali limiti del FVOE.
Il doppio livello di verifica telematica della garanzia tra validità e premialità: la relazione illustrativa dell’Anac
Anac: i contratti attivi della PA esclusi dal codice ma devono rispettare i principi di risultato, di fiducia e di accesso al mercato
Le stazioni appaltanti e l’obbligo Bim: identità ed equivoci della domanda pubblica
L’implementazione della digitalizzazione nella gestione dei contratti pubblici nella forma dell’Information Management implica un enorme sforzo nella mediazione di natura culturale rivolta a stazioni appaltanti in gran parte estranee al tema per delle ragioni comprensibili, alla luce della storia recente dell’amministrazione pubblica e, oltre a tutto, alle prese con l’adozione contestuale dell’approvvigionamento digitale, di altrettanto impegnativa implementazione. Per coloro che operano nelle stazioni appaltanti, che cosa significa, allora, adempiere agli obblighi del BIM?
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Il crollo delle nuove gare di lavori nel 2025 è solo per le ferrovie, i comuni tengono. Balzo in avanti del PPP
Luci e ombre nei primi dieci mesi del mercato dei nuovi appalti. Poco significativo il dato complessivo di 68,8 miliardi contro i 46,9 del 2024. Il crollo delle ferrovie (-93%) e dell’Anas (-23%) sono pesanti: il primo però non preoccupa per ora (con RFI impegnata nel PNRR) mentre il secondo allarma, anche per il passaggio al MEF che certo non accelererà l’operatività. Molti i dati positivi: la crescita degli enti centrali (un +605% in cui dominano Invitalia e Consip ma che è condizionato dalla coda del PNRR) e soprattutto quella dei comuni e delle relative società di gestione delle reti e dei servizi pubblici locali che, sommati, raddoppiano da 11,7 a 23,3 miliardi. C’è poi il dato esplosivo del PPP che passa da 5,1 miliardi a 19 (al netto del bando bloccato per la A22).
L’applicazione del divieto di commistione: garanzia di segretezza dell’offerta economica e imparzialità della valutazione tecnica
Al via la missione in Arabia. Ghella: “Sul mercato c’è spazio per le imprese italiane”. A Ryad anche rigenerazione urbana made in Italy con Città in scena
La Gestione Informativa Digitale e l’autonomia degli algoritmi: prove di interpretazione per il settore
Se esulassimo da specifici riferimenti alla legislazione vigente e alla normativa volontaria, potremmo definire altrimenti la Gestione Informativa Digitale, ovvero l’Information Management, come l’insieme dei metodi, dei processi e dei dispositivi incentrati sui dati e sulle informazioni che permettano di assicurare la completa continuità dei flussi informativi all’interno di un programma di investimento che abbia a oggetto una o più fase del ciclo di vita di un edificio, di una infrastruttura o di una rete.
Parimenti, lo stesso approccio varrebbe per il governo e per la gestione dei processi digitalizzati di una organizzazione declinata nelle attività di sede e sia, complessivamente e singolarmente, nelle singole commesse in cui è coinvolta nei confronti del proprio sistema di alleanze e delle proprie catene di fornitura.
Subcontratti diversi da subappalto: i chiarimenti di ANAC e le conseguenze pratiche per le stazioni appaltanti
La digitalizzazione e la continuità dei flussi informativi nella norma UNI 11337-8
Appalti digitali: un ecosistema in perenne manutenzione? Il caso della indisponibilità della piattaforma PAD-SA di Consip
Confessioni sul BIM
Nel momento in cui ci si rivolge a una platea di interlocutori coinvolti nella gestione dei contratti pubblici, non esclusivamente appartenenti alla amministrazione pubblica, ma certamente coinvolti nelle stazioni appaltanti e negli enti concedenti, sorge un retropensiero che si può riassumere nella seguente domanda: di che cosa si stia parlando?