Il disegno di legge sulle ricostruzioni, avviato nell’ultima fase dal governo Draghi e ora approvato per iniziativa del governo Meloni e del ministro Musumeci, che si è impegnato con tenacia per raggiungere il risultato, è molto più di quel che dice il titolo perché contiene l’idea di far uscire l’Italia, il suo territorio meraviglioso ma “fragile”, dalla logica delle emergenze continue, delle ricostruzioni “caso per caso”, del commissario straordinario del giorno dopo, delle cento leggi, delle mille ordinanze, dei labirinti delle procedure.
Ora la direzione di marcia è un’altra. Una legge quadro con principi comuni nazionali, un solo Dipartimento forte presso la Presidenza del consiglio, accanto a quello di Protezione civile, piattaforme digitali per i quadri conoscitivi territoriali, poteri di deroga per i commissari straordinari per favorire le semplificazioni amministrative, un rapporto organico tra amministrazione politica e corpi tecnici (CNR, INGV, Università italiane), un’organizzazione stabile dove sedimentare le molte competenze specialistiche del paese che non possono essere di volta in volta disperse e, soprattutto, un modello di governo multilivello e condiviso tra Stato, Regioni, Comuni.
Una legge necessaria per il territorio dell’Italia, dove 23 milioni di abitanti vivono in zone a rischio sismico e due terzi dei comuni sono in zone a rischio idrogeologico, reso ancor più grave dai cambiamenti climatici che generano acquazzoni improvvisi e violenti.
La giornata
- Giorgetti: “i dazi di Trump possono danneggiare l’economia italiana”
- Lagarde, rischio rialzi dell’inflazione con gli shock commerciali e la spesa per la difesa
- Meloni: “andiamo avanti con il modello Caivano, 180 milioni per i nuovi progetti”
- Centesimo sollevamento del Mose di Venezia. In cinque anni evitati danni per oltre 2.6 miliardi di euro
CONSULTAZIONE SUL TU EDILIZIA
Anche dalle società di ingegneria e dai tecnici degli enti locali arriva il richiamo forte alla necessità di una razionalizzazione della normativa (e in particolare delle tipologie di intervento e dei titoli edilizi) per superare la disordinata e contraddittoria proliferazione di norme degli ultimi anni. Per Oice serve un quadro di riferimento normativo “omogeneo e articolato”, mentre Unitel rilancia, in una proposta in cinque punti, anche il fascicolo digitale del fabbricato.
COMUNE DI TERNI
IL XIII° RAPPORTO ALTHESYS
Grandi numeri, che “mostrano miglioramenti – ha commentato il ceo di Althesys Alessandro Marangoni – specie dal punto di vista operativo e ambientale, ma senza grandi salti di performance”. Anche perché le previsioni sul 2024 individuano sì un leggero progresso ma per l’anno in corso sono ancora caute. Il commissario nazionale per la scarsità idrica, Nicola Dell’Acqua: “Dalle utility forse oggi manca il concetto di vedere cosa succede a monte del sistema idrico integrato”.
LA CONSULTAZIONE DEL MIT: LE RISPOSTE DI ANCE E PROFESSIONI
Per i costruttori le continue correzioni e integrazioni “hanno frammentato fortemente tale normativa, rendendo difficile e incerta la collocazione delle tipologie di opere all’interno della categoria di intervento”. Ora occorre “la razionalizzazione delle tipologie di intervento, con una migliore delimitazione fra le diverse categorie edilizie, in modo da consentire una collocazione univoca”. Per i professionisti tecnici “il primo punto è relativo al riordino e alla revisione delle tipologie di intervento edilizio: la declinazione delle categorie di intervento deve dare priorità all’attenzione nei confronti del costruito, nel quadro dei principi della sostenibilità”. A seguire, “razionalizzazione dei titoli abilitativi relativi a ciascuna delle tipologie di intervento edilizio che dovrà basarsi sulla riduzione dei titoli edilizi”.
Il nuovo impianto di Imola
Hera, attraverso la controllata HeraAmbiente, ha inaugurato il nuovo impianto di Imola per la rigenerazione della fibra di carbonio, primo nel suo genere in Italia e in Europa. Qui entrano gli scarti a fine vita ed esce fibra pronta per essere riutilizzata in un ciclo potenzialmente infinito in settori che vanno dall’aerospazio all’automotiva ma anche dal tessile all’edilizia. Hera accelera così verso l’economia circolare alla quale il nuovo piano industriale 2024-2028 destina 2 miliardi di euro dei 5,1 miliardi complessivi
L'appuntamento di Cannes
E’ stato inaugurato ieri il Padiglione italiano con un sistema Paese che vuole dimostrare di avere tutte le carte per grandi opportunità di investimento. I numeri parlano di un mercato italiano che nel 2024 ha registrato quasi 10 miliardi di investimenti, con un grande ritorno di capitali internazionali anche nel settore commerciale, oltre che in quello degli uffici, della logistica e del residenziale crescente, essendo ormai un’emergenza europea.
GLI INTERVENTI DI SIRAM VEOLIA
“Scuole sicure, sostenibili, funzionali e belle è una delle priorità delle priorità dell’Amministrazione, che sta investendo, e continuerà a farlo, nella realizzazione di spazi della crescita sempre più accoglienti”, ha dichiarato il Sindaco Andrea Biancani.
IL RAPPORTO 100% RINNOVABILI
Secondo 21 docenti e ricercatori di diverse università e centri di ricerca, il potenziale eolico italiano è più che sufficiente per far fronte al forte fabbisogno della decarbonizzazione in modo integrato con una forte crescita del solare a terra. Lo sviluppo del solare richiede l’utilizzo di piccole percentuali del territorio ed è improprio parlare di “consumo di suolo”. Quanto all’efficientamento edilizio, il superbonus viene giudicato come una misura sbilanciata: servono impegni dall’orizzonte multi-decennale, anche per l’allineamento della formazione dei lavoratori e delle capacità produttive ai vari livelli.
I PARERI 3023-3024 DEL MIT
di Niccolò Grassi
È fondamentale che le amministrazioni predispongano criteri di selezione chiari e predeterminati, adottando regolamenti interni o inserendo specifiche disposizioni nella determina a contrarre.
Viviamo un momento storico in cui il nesso tra sviluppo economico e sostenibilità sembra entrato in crisi. Prima le critiche al Green Deal dell’Unione Europea che sono venute da ampi settori delle rappresentanze dell’economia e da una parte politica (la destra ma anche lo stesso Partito Popolare Europeo), poi soprattutto con l’accelerazione seguita all’elezione di Trump in Usa. Ma siccome i fatti hanno la testa dura e la crisi climatica, il consumo eccessivo delle risorse naturali e l’impatto ambientale delle attività umane richiedono azioni concrete, e le imprese ne sono sempre più consapevoli e sanno quanto il loro approccio pesi e conti anche la reputation, i comportamenti reali non sembrano seguire questa apparente onda di riflusso. O almeno ci sono importanti segnali che vanno in questa direzione. Un caso emblematico può diventare nel delicatissimo settore delle infrastrutture, la recente definizione di una prassi di riferimento UNI/PdR 172 “Cantiere sostenibile per le opere infrastrutturali – Strategie, indicatori e buone pratiche”, messa a punto in collaborazione con AIS (Associazione Infrastrutture Sostenibili): un passo molto importante nella direzione della trasformazione ecologica del settore delle costruzioni.
AL VIA OGGI l'edizione 2025
Al via il Mipim 2025. La novità di quest’anno, a sottolineare l’incombere delle partite geopolitiche ed economiche globali, è la presenza dell’ex Presidente della Bce ed ex premier italiano, Mario Draghi, alla sessione di inaugurazione, il suo Rapporto sulla competitività europea è arrivato fin qui. Un progetto a Torino e due studi italiani fra i 39 progetti candidati per i Mipim Awards. Ricco programma dell’Italian Trade Agency (in italiano Ice) che ospiterà incontri con comuni come Roma, Palermo e Catania, Regioni come l’Emilia-Romagna, organizzazioni imprenditoriali come Confindustria Assimmobiliare.
LA GIORNATA
- Giorgetti presenta alla Ue la risposta italiana per rafforzare InvestEu
- Impennata dei prezzi alla produzione dell’industria: pesa l’energia. Più contenuti quelli delle costruzioni
- Consip: pubblicata la nuova “mappa dell’offerta” dei contratti per le Pa, 16,1 miliardi di euro di cui 6,8 utilizzabili per progetti Pnrr/Pnc
- Al via l’abbattimento della Vela Gialla di Scampia. Manfredi: “fatto un grande lavoro, lo Stato c’è
Il progetto di Most
Most, il Centro nazionale per la mobilità sostenibile, ha presentato ieri il nuovo osservatorio che punta a rendere il trasporto su strada più sostenibile sulla base di analisi puntuali e aggiornate sul processo di decarbonizzazione. Un vero e proprio hub di ricerca e monitoraggio strutturato a livello europeo sostenuto da Almaviva, Autostrade per l’Italia, Cassa Depositi e Prestiti, Eni, Fondazione Filippo Caracciolo e Iveco Group.
COLLOQUIO CON IL COMMISSARIO DI LA SPEZIA E CARRARA
La nuova governance prevede una holding pubblica che centralizzi i processi decisionali. Federica Montaresi (AdSP Mar Ligure Orientale): “I porti sono il primo sensore dei cambiamenti globali geostrategici”. Tanti anche gli interventi in materia di sostenibilità per La Spezia e Carrara: dalla nuova rete elettrica, ai punti di ricarica per le batterie, stoccaggio idrogeno, pannelli fotovoltaici e comunità energetiche. Le maggiori sfide per i porti italiani saranno sull’implementazione allargata dell’Intelligenza artificiale e il miglioramento di competenze del personale umano.