IL LABIRINTO OSCURO DELL'EDILIZIA

Condono e stato legittimo: la Consulta gela le premialità e frena le aperture del Consiglio di Stato. Il contrasto giurisprudenziale e il blocco dei bonus volumetrici

03 Giu 2026 di Salvatore Di Bacco

Il dibattito sullo stato legittimo degli immobili oggetto di condono straordinario ha subito, negli ultimi mesi, una repentina evoluzione che impone a noi tecnici e giuristi una profonda riflessione operativa. Se solo pochi mesi fa la giurisprudenza amministrativa sembrava aver aperto una breccia definitiva verso la piena equiparazione del condono ai titoli ordinari, la recente Sentenza n. 86/2026 della Corte Costituzionale è intervenuta a ridefinire i confini di questa legittimazione, introducendo un distinguo fondamentale tra la “regolarizzazione” del manufatto e il diritto ad acquisire nuovi benefici edilizi.

Per inquadrare correttamente lo stato dell’arte, è necessario rammentare la posizione assunta dalla Quarta Sezione del Consiglio di Stato con la sentenza n. 2848 del 9 aprile 2026. In quella sede, Palazzo Spada aveva espresso un orientamento dirompente, valorizzando il nuovo art. 9-bis, comma 1-bis del TUE e il principio di certezza del diritto.

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Il Piano Casa pieno di trappole e oscurità: una bussola per navigare e comprendere il testo del DL 66

26 Mag 2026 di Salvatore Di Bacco

Il panorama delle politiche abitative italiane attraversa oggi una fase di profonda trasformazione, spinta dalla necessità di rispondere a un’emergenza abitativa che non riguarda più esclusivamente le fasce indigenti, ma colpisce progressivamente la cosiddetta “fascia grigia” della popolazione: giovani coppie, studenti fuori sede, lavoratori precari e genitori separati che, pur non rientrando nei criteri per l’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) tradizionale, non riescono ad accedere al libero mercato.

In questo contesto si inserisce il decreto legge 12 maggio 2026, n. 66 (A.C. 2920), recante “Disposizioni urgenti per il Piano Casa”, un provvedimento organico che mira a incrementare l’offerta sostenibile di alloggi a prezzi accessibili attraverso una strategia fondata non sul consumo di nuovo suolo, ma sul recupero e la rifunzionalizzazione del patrimonio esistente. 

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L’errore che nessuno voleva vedere: l’11 maggio 2006 e l’autorizzazione paesaggistica mancata. Il Salva Casa, il Mit e il Parlamento riscrivono la mappa

19 Mag 2026 di Salvatore Di Bacco

Il panorama normativo italiano sta attraversando una fase di profonda riconsiderazione dogmatica nella gestione delle irregolarità edilizie, segnando il passaggio epocale da una concezione dell’abuso inteso come “fatto materiale” a quella di “vizio procedurale”. Questa metamorfosi, cristallizzata dal D.L. 69/2024 (Decreto Salva Casa), non costituisce una mera semplificazione documentale, ma rappresenta una scelta strategica volta a ristabilire la certezza del diritto amministrativo e la stabilità dei rapporti giuridici.

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Rigenerazione urbana: “chi fa cosa” nel labirinto del Ddl 29. L’ultimo atto di un’analisi in attesa di risposte dal Senato

05 Mag 2026 di Salvatore Di Bacco

Con l’approfondimento di questa settimana, giungiamo all’appuntamento conclusivo del nostro viaggio all’interno del Disegno di Legge n. 29. Dopo averne analizzato i paradossi, i fondi miliardari e le modifiche al Testo Unico dell’Edilizia, chiudiamo il cerchio esaminando la “sala macchine” del provvedimento: la Governance. Tuttavia, non si può ignorare il clima di incertezza in cui questo esame giunge al termine. Da mesi, l’iter del testo presso l’8ª Commissione del Senato sembra essere caduto in uno stallo profondo: il dibattito appare paralizzato e non filtrano notizie concrete sullo “stato dell’arte” o su possibili colpi di scena parlamentari. In questo scenario di silenzio, l’obiettivo di Diariodiac.it rimane quello di fornire una panoramica completa che permetta di comprendere l’architettura istituzionale che il legislatore ha immaginato per trasformare le nostre città. Sapere “chi fa cosa” non è solo un esercizio tecnico, ma la chiave per capire come (e se) questa riforma potrà mai passare dalla carta ai cantieri.

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Dall’espansione alla rigenerazione: la perimetrazione del territorio urbanizzato come atto di responsabilità politica

28 Apr 2026 di Salvatore Di Bacco

Il governo del territorio sta attraversando una “faglia sotterranea” che segna il passaggio definitivo dal modello dell’espansione indefinita a quello della rigenerazione sistemica. Per decenni, la pianificazione è stata intesa come gestione della crescita verso l’esterno, alimentando un consumo di suolo slegato dalle reali necessità demografiche e sociali. Oggi, la sfida per il decisore pubblico non è più stabilire “quanto” costruire, ma imporre una rottura con le logiche del passato per curare l’esistente.

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Stato legittimo e condoni: la sentenza 2848 del Consiglio di Stato abbatte le zone grigie e restituisce piena dignità e commerciabilità al patrimonio sanato

21 Apr 2026 di Salvatore Di Bacco

Il concetto di stato legittimo, incardinato nell’ordinamento dall’art. 9-bis, comma 1-bis del D.P.R. 380/01, non rappresenta solo un parametro tecnico di regolarità, ma il presupposto ineludibile per la validità del commercio giuridico e l’efficacia dei processi di rigenerazione urbana. Tuttavia, la sua asseverazione è divenuta terreno di uno scontro interpretativo che ha generato uno stallo procedimentale per migliaia di professionisti.

Per anni, il dibattito urbanistico tra tecnici della Pubblica Amministrazione e liberi professionisti è rimasto intrappolato in un paradosso normativo: un immobile regolarizzato tramite condono edilizio può considerarsi pienamente legittimo o resta una realtà “indebolita”, suscettibile solo di interventi conservativi?

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Rigenerazione urbana, tutti i silenzi e le incognite che avvolgono il ddl 29. Adesso la politica deve decidere

14 Apr 2026 di Salvatore Di Bacco

Presentato come una “nuova bussola” capace di orientare il futuro dell’edilizia e dell’urbanistica italiana, il disegno di legge sulla rigenerazione urbana (AS 29 e connessi) aveva suscitato aspettative elevate sin dal suo deposito. L’obiettivo dichiarato era quello di imprimere una svolta sistemica: azzeramento del consumo netto di suolo entro il 2050, un Fondo nazionale da 3,55 miliardi di euro per sostenere gli interventi, un quadro di regole unificato per trasformare aree dismesse, comparti industriali obsoleti e quartieri degradati in nuovi poli di qualità urbana. Una promessa di modernizzazione normativa che sembrava finalmente in grado di colmare il divario tra la retorica della rigenerazione e la sua effettiva praticabilità.

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La legge sulla rigenerazione urbana al Senato sempre più a rischio: le cinque innovazioni per le nostre città che perderemo

07 Apr 2026 di Salvatore Di Bacco

Presentato come una “nuova bussola” destinata a ridefinire il futuro dell’edilizia e dell’urbanistica in Italia, il disegno di legge sulla rigenerazione urbana (AS 29 e altri) sembrava pronto a tracciare una rotta ambiziosa per il recupero delle nostre città. Dalla promessa di azzerare il consumo netto di suolo entro il 2050 alla creazione di un imponente Fondo nazionale da 3,55 miliardi di euro, il provvedimento era stato accolto come lo strumento chiave per passare dalle parole ai fatti, trasformando aree industriali dismesse e quartieri degradati in nuovi centri di vivibilità.

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Condoni edilizi e stato legittimo nel testo unico dell’edilizia: il “miraggio” della legge di bilancio 2026 tra aperture politiche e veti giurisprudenziali

31 Mar 2026 di Salvatore Di Bacco

L’articolo della scorsa settimana pubblicato nella mia rubrica “il labirinto oscuro dell’edilizia”  ha analizzato la portata dirompente dell’articolo 1, comma 23, della legge di ilancio 2026 (L. 199/2025), con cui il legislatore ha tentato di abbattere definitivamente il muro tra sanatoria ordinaria e condono edilizio. Introducendo il termine strategico “o conseguito” accanto a quello di “rilasciato”; la nuova norma mira chiaramente a includere i titoli formatesi per silenzio-assenso — tipici dei condoni del 1985, 1994 e 2003 — nel perimetro delle premialità volumetriche e degli incentivi fiscali legati alla rigenerazione urbana. (…)

IL LABIRINTO OSCURO DELL'EDILIZIA

“Stato legittimo e rigenerazione urbana: l’intervento chirurgico della legge di bilancio 2026 sulle premialità volumetriche e immobili condonati. Criticità applicative e nuove interpretazioni”

24 Mar 2026 di Salvatore Di Bacco

L’assetto normativo della rigenerazione urbana in Italia ha vissuto, nell’ultimo quindicennio, una stratificazione complessa che ha spesso messo in difficoltà i tecnici professionisti e le amministrazioni locali. La recente Legge di Bilancio 2026 interviene in modo chirurgico su una delle fratture più profonde dell’ordinamento edilizio: il rapporto tra premialità volumetriche e immobili oggetto di condono. Di seguito, un’analisi tecnica e operativa dell’evoluzione normativa e delle criticità applicative correnti. (…)

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Interventi edilizi su immobili con condono pendente: profili di illegittimità, rischi procedurali e orientamenti  giurisprudenziali. Verso una “data certa” con la riforma del Testo Unico

17 Mar 2026 di Salvatore Di Bacco

L’articolo di questa settimana affronta un passaggio cruciale della riforma del Testo Unico dell’Edilizia attualmente in discussione, con particolare riferimento al disegno di legge del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). Una delle novità più rilevanti riguarda la previsione espressa di una “data certa” per la definizione delle pendenze legate ai condoni edilizi (1985, 1994, 2003) non ancora conclusi. Questa necessità di certezza temporale non è solo una semplificazione burocratica, ma una condizione essenziale per sbloccare il patrimonio immobiliare italiano: come analizzeremo nei paragrafi successivi, la pendenza di un’istanza di condono pone l’immobile in un limbo giuridico che rende quasi impossibile ogni ulteriore trasformazione.

IL LABIRINTO OSCURO DELL'EDILIZIA

L’eredità sospesa: analisi strutturale dello stallo dei condoni edilizi: l’arretrato che pesa sui Comuni e la riforma del testo unico che bussa alla porta

10 Mar 2026 di Salvatore Di Bacco

L’Italia discute nuovamente di condoni edilizi. Lo fa mentre migliaia di pratiche giacciono ancora negli archivi comunali, eredità dei tre grandi provvedimenti del 1985, 1994 e 2003. Lo fa mentre il Governo prepara nuove forme di sanatoria, dalla “doppia regolarizzazione” per gli abusi minori fino alle ipotesi di riordino complessivo del sistema edilizio. E lo fa, soprattutto, senza aver mai affrontato davvero il nodo strutturale: l’arretrato amministrativo che grava sugli uffici tecnici. In questo scenario, il tema non è più solo giuridico o urbanistico. È un tema di capacità amministrativa, di credibilità istituzionale e di governance del territorio. (…)

IL LABIRINTO OSCURO DELL'EDILIZIA

Condoni edilizi: Il nodo giuridico che il nuovo Testo Unico vuole sciogliere assegnando una data certa nella definizione delle istruttorie e dei provvedimenti finali. Storia dell’abusivismo in Italia

03 Mar 2026 di Salvatore Di Bacco

La riforma organica del sistema edilizio nazionale si configura come una transizione sistemica necessaria per superare l’anacronistica frammentazione del d.P.R. 380/2001. Il Testo Unico vigente, eroso da decenni di legislazione emergenziale e divergenze regionali, cede il passo a un nuovo Codice dell’Edilizia e delle Costruzioni. Un segnale di forte accelerazione istituzionale è giunto a fine febbraio 2026: dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri (4 dicembre 2025), lo schema di disegno di legge ha ottenuto la “bollinatura” della Ragioneria Generale dello Stato — atto che certifica la sostenibilità finanziaria e la copertura degli oneri per i Comuni — ed è stato firmato dal Capo dello Stato per la presentazione alle Camere.

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Riforma del Codice del paesaggio. La separazione delle funzioni paesaggistiche ed edilizie alla luce della sentenza CdS n. 5539/2025

24 Feb 2026 di Salvatore Di Bacco

L’architettura del sistema di tutela del territorio poggia su una distinzione gerarchica e funzionale invalicabile: il paesaggio, inteso come valore costituzionale primario, risponde a un interesse collettivo nazionale ed è funzionalmente distinto dal governo del territorio (urbanistica), di competenza prettamente locale. La funzione paesaggistica è, per sua natura, una funzione statale delegata, mentre l’urbanistica rappresenta l’esercizio di una potestà primaria dell’ente locale. (…)

IL LABIRINTO OSCURO DELL'EDILIZIA

Codice del paesaggio senza Stato: la delega ai Comuni e la crisi strutturale che nessuno vuole vedere

17 Feb 2026 di Salvatore Di Bacco

La riforma delle procedure di tutela e autorizzazione paesaggistica è tornata al centro dell’agenda parlamentare. Dopo il via libera in prima lettura al Senato, il disegno di legge di delega per la revisione del Codice dei beni culturali e del paesaggio ddl 2606 approda ora alla Camera, dove l’VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori pubblici) ha avviato il ciclo di audizioni con istituzioni, enti territoriali e rappresentanze tecniche. È in questa sede che si sta misurando la reale portata del tentativo di aggiornare un impianto normativo che, a vent’anni dalla sua introduzione, continua a rappresentare uno dei terreni più complessi del rapporto tra tutela e trasformazione del territorio. (…)

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Gas radon in Italia: rischio, normative e procedure per il recupero dei seminterrati. Riflessioni sul loro uso

10 Feb 2026 di Salvatore Di Bacco

Il gas radon (radon-222) è un gas nobile radioattivo, incolore e inodore, che si origina naturalmente dal decadimento dell’uranio-238, un elemento ampiamente presente nella crosta terrestre. La sua gestione rappresenta una sfida strategica per la salute pubblica, poiché costituisce la principale fonte di esposizione a radiazioni ionizzanti per la popolazione civile e, a livello globale, la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta.

IL LABIRINTO OSCURO DELL'EDILIZIA

La nuova procedura per le deroghe nei locali interrati: cosa cambia con l’art. 65 del D.lgs. 81/2008. Dalle ASL all’INL, la nuova mappa delle responsabilità nel post Crans Montana. Una semplificazione o un vuoto di tutela?

03 Feb 2026 di Salvatore Di Bacco

Sotto il livello del suolo non esistono spazi “neutri”: ogni metro quadrato è un equilibrio fragile, dipendente da strutture, impianti e scelte progettuali che devono funzionare sempre. Eppure, con la riforma del 2024, l’Italia torna ad aprire ai seminterrati come luoghi di lavoro attraverso un sistema di deroghe che rischia di essere percepito come una normalizzazione dell’eccezione. È un passaggio che richiederebbe la massima prudenza istituzionale, perché gli ambienti ipogei non sono semplicemente “locali diversi”, ma contesti intrinsecamente vulnerabili, dove aerazione, microclima, vie di fuga e stabilità strutturale non tollerano approssimazioni.

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Dopo Crans-Montana cambia tutto: la direttiva dei Vigili del Fuoco che ridisegna la sicurezza dei locali pubblici. Dal controllo alla prevenzione attiva

27 Gen 2026 di Salvatore Di Bacco

La recente direttiva emessa dal Ministero dell’Interno il 15.01.2026 (di cui abbiamo scritto la settimana scorsa su diariodiac.it), ed inviata a tutti gli enti coinvolti nei procedimenti di vigilanza e controllo, emerge in un contesto di rinnovata attenzione nazionale verso la sicurezza nei pubblici esercizi e nei locali di intrattenimento. La tragica vicenda di Crans-Montana ha agito da catalizzatore, riaccendendo il dibattito su un tema di fondamentale importanza per la collettività. Sebbene il sistema di safety italiano sia storicamente considerato un modello di riferimento, noto per le sue regole e procedure rigorose che ne hanno consolidato l’affidabilità anche all’estero, questo evento ha evidenziato la necessità di una riflessione approfondita e, soprattutto, di un’azione preventiva ancora più incisiva e capillare.

Questo articolo si propone di analizzare nel dettaglio il mandato ministeriale, esaminando l’architettura delle responsabilità, il focus dei controlli e le implicazioni pratiche per tutti gli operatori del settore.

IL LABIRINTO OSCURO DELL'EDILIZIA

Crans Montana e implicazioni in Italia: il Viminale ridisegna obblighi e responsabilità con la circolare 15 gennaio 2026. Necessità di un indirizzo applicativo uniforme. Inquadramento antincendio di bar, ristoranti e locali di intrattenimento  

20 Gen 2026 di Salvatore Di Bacco

Il panorama normativo afferente alla prevenzione incendi per le attività di bar e ristorazione è stato storicamente connotato da incertezze applicative, che hanno sovente generato interpretazioni disomogenee sul territorio nazionale. La linea di demarcazione tra la mera somministrazione di alimenti e bevande e l’attività di intrattenimento e pubblico spettacolo costituisce un punto nodale, la cui qualificazione giuridica determina un quadro di obblighi radicalmente differente. In tale contesto, la circolare del Ministero dell’Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile emanata il 16 gennaio 2026 dopo la tragedia di Crans Montanà, interviene con il precipuo obiettivo di fornire indirizzi uniformi, risolvere le ambiguità operative e garantire un’applicazione omogenea della normativa di settore.

Il presente articolo si propone di analizzare in modo sistematico i chiarimenti offerti dalla circolare, illustrando i principi giuridici e le conseguenti implicazioni operative per i gestori e i professionisti. L’analisi verterà sulla netta distinzione tra l’inquadramento delle ordinarie attività di bar e ristorazione e quello, ben più stringente, dei locali di pubblico spettacolo. Si procederà, pertanto, all’esame del principio generale di non assoggettabilità di tali esercizi ai controlli di prevenzione incendi.

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