EDILIZIA PRIVATA
Prevista per il 27 marzo la riunione della Conferenza unificata per dare il via libera all’accordo fra governo, regioni e comuni, salvo intoppi dell’ultimo momento. Il documento trasmesso, che è ancora oggetto di riunioni a livello tecnico fra ministeri della Funzione pubblica e delle Infrastrutture, Anci e Regioni, contiene le sole parti dei moduli che si sono dovute modificare dopo l’entrata in vigore delle nuove norme legislative e dopo l’atto di indirizzo del Mit. L’opportunità di chiarire gli aspetti applicativi di norme “oscure” del decreto legge.
IL LABIRINTO OSCURO DELL'EDILIZIA/22
Il MIT ha pubblicato in data 31 gennaio 2025 un comunicato con ha reso nota la volontà di avviare l’acquisizione di contributi da enti, operatori e soggetti coinvolti a vario titolo, indicando 20 temi prioritari che costituiranno la base di partenza per l’elaborazione della delega per la revisione del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. A tal fine, è stata predisposta una piattaforma dedicata alla raccolta delle proposte da parte degli operatori del settore. Era stata indicata la data ultima del 21 febbraio poi prorogata al 28 per la presentazione di osservazioni, criticità e possibili soluzioni che gli stakeholders potevano indicare.
I motivi della riforma
La disciplina delle attività edilizie è stata oggetto negli ultimi anni di una serie di interventi da parte del legislatore.
Si è trattato in prevalenza di modifiche puntuali alla disciplina, finalizzate alla liberalizzazione di talune fattispecie di intervento e all’introduzione di semplificazioni procedimentali, che a volte hanno prodotto effetti opposti, incidendo su molti princìpi cardine della disciplina.
Si è trattato in genere di provvedimenti di urgenza, finalizzati per lo più a stimolare l’iniziativa imprenditoriale nel settore dell’edilizia, duramente colpito dalla pesantissima crisi economica degli ultimi anni.
Le recenti riforme emergenziali hanno peraltro destabilizzato l’impianto complessivo della disciplina dell’edilizia, determinando notevoli problematiche interpretative ed applicative, rendendo ormai improcrastinabile l’esigenza di procedere ad un riordino ed aggiornamento complessivo ed organico di tutto il complesso delle disposizioni che regolano l’attività edilizia, non solo in funzione di una più efficace azione amministrativa, ma anche e soprattutto al fine di supportare i processi di pianificazione e gli investimenti prioritariamente orientati alla rigenerazione urbana e al contenimento del consumo di suolo.
La giornata
- Pnrr, Foti: “chiuso il 60,86% dei progetti. Disposti a riprogrammazione se necessario
- A febbraio lieve accelerazione dell’inflazione, +1,6%, si scaldano i prezzi dei beni energetici
- Bce: i prezzi delle case sono elevati e potrebbero salire ancora
- Energia, Pichetto: “bene piano Commissione ma servono azioni a breve termine
- Appalti, Cgil: è sempre più diffuso il ricorso a quelli illeciti. Una guida per le vertenze
RIGENERAZIONE
Al via al progetto di rigenerazione urbana e residenziale a Roma, sulla via Flaminia, che vedrà la nascita anche di circa 400 box, oltre a spazi per servizi commerciali diretti alle persone e per l’housing sociale. Un progetto, questo, che sarà avviato in un’area di particolare interesse storico. È infatti presente una delle poche tombe “a cappella” sopravvissute dall’epoca dell’antica Roma, ovvero quella dei Nasoni. L’iter delle autorizzazioni per l’avvio degli interventi è già partito.
L'Interim Economic Outlook
“Si stanno mostando segnali segnali di debolezza per l’economia globale”. E’ il campanello d’allarme che suona l’Ocse a fronte degli sviluppi degli scenari geopolitiche e l’impatto della guerra commerciale ingaggiata dall’Amministrazione Trump. Per questo, l’organizzazione con sede a Parigi taglia nel suo Interim Economic Outlook la crescita globale nel 2025-26 a +3,1% e a +3%. La limatura dell’Ocse non risparmia l’Italia la cui crescita è stimata a +0,7% quest’anno e +0,9% per il prossimo. Pil in contrazione negli Usa da +2,8% a +2% quest’anno a +1,6% nel 2026.
LA STAZIONE A FINE ANNO
Inaugurata ieri al Cristoforo Colombo, sarà ufficialmente aperta ai passeggeri dal prossimo 19 marzo. Un investimento di 15 milioni di euro e 18 mesi di lavori per creare 5.500 mq di spazi e accogliere fino a 3 milioni di passeggeri. Ma lo scalo sarà ulteriormente innovato entro fine 2026 con ulteriori interventi da 12,6 milioni di euro. Entro dicembre 2025, invece, è prevista la realizzazione della nuova stazione ferroviaria Genova Aeroporto e la realizzazione di una passerella pedonale con tapis roulant di collegamento tra lo scalo e la nuova stazione. Privatizzazione: ok bipartisan.
IL PIANO DI SVILUPPO 2025
Autorizzata la maggior parte delle opere che entreranno in esercizio al 2030. Target in linea con il Pniec: “Puntiamo ad assicurare un sistema affidabile, resiliente e sostenibile”, ha detto l’ad Di Foggia. Cresce del 40% la capacità di trasporto estero, emissioni di CO2 in discesa a 2mila kt/anno entro fine decennio.
TRANSIZIONE DIGITALE AL RALENTI
Secondo il primo osservatorio lanciato da Assonime e Openpolis, manca trasparenza sui numeri: i dati pubblici arrivano con molto ritardo e non sono di facile lettura, quelli sulla spesa sono incoerenti tra loro. Anche la rendicontazione su ReGis non è stata di fatto accelerata. Sugli interventi, risulta ancora difficile l’associazione Piano-realizzazioni concrete. Quali soluzioni? Occorre accelerare gli interventi, chiedere più sforzi alle amministrazioni, un monitoraggio effettivo con un Pmo strutturato e le partnership pubblico-privato per non vanificare gli sforzi dopo il 2026.
IL COMUNICATO DELL'AUTORITA'
di Gabriella Sparano
Parametri, d'altronde, fissati nell'Allegato I.3 del codice, con un occhio alla efficienza dell'azione amministrativa e un occhio alla qualificazione delle stazioni appaltanti.
L'OSSERVATORIO
La ripresa è netta (+67,2% in valore) rispetto a gennaio, ma solo se si esclude a gennaio il maxibando ASPI per accordi quadro da 170 milioni. Nel bimestre ancora -25,5% rispetto al 2024. Aumenta il numero delle gare UE (+56%), ma non gli importi. Tirano ancora gli appalti integrati: +148,4% per i servizi di progettazione su gennaio. Il presidente Lupoi, però, vede ancora nero: “Continua la riduzione del mercato e la mancanza di trasparenza; necessario intervenire”.
L'ARCHITETTURA VISTA DA LPP
Con questo articolo, Luigi Prestinenza Puglisi avvia la sua rubrica settimanale su Diario DIAC. Un grazie sentito a lui per questa preziosa collaborazione ritrovata che ci aiuta a capire meglio cosa vogliamo essere (g.s.).
Quale è lo stato di salute dell’architettura italiana? Saremmo tentati di rispondere che è buono. Ci sono, infatti, numerosi studi di progettazione che realizzano edifici piacevoli, raffinati e anche sofisticati. Lavorano un po’ in quasi tutte le regioni della Penisola con risultati notevoli. Assistiamo al fiorire di opere in Puglia, in Sicilia, nel Trentino Alto Adige, nel Veneto. E poi c’è Milano, una delle capitali dell’architettura europea.
Si tratta di belle costruzioni, ma difficilmente di capolavori. Spesso gli edifici sono molto simili tra loro. Sono caratterizzati da ampie vetrate, da materiali naturali, dal disegno sicuro e raffinato dei dettagli. Alcuni parlano di taglio sartoriale. Altri di artigianalità. Pochi di poesia.
Ecco il punto. Il gioco delle forme sembra spesso ridursi a una semplice questione di stile, a una ricerca di valore aggiunto per meglio piazzare il bene sul mercato.
Il recente libro scritto a quattro mani da un appassionato architetto, Gianluca Peluffo, e da un non meno appassionato critico, Valerio Paolo Mosco, denuncia tale condizione cercando di individuare una via di uscita a partire da una rigorosa autoanalisi. Ovviamente, come rigorose possono essere le autoanalisi di un architetto e di un critico di architettura.
Lo fa a partire dal titolo: Spazi, corpi, figure.
Il decreto legislativo 36/2023 pone implicitamente alle stazioni appaltanti e agli enti concedenti, in materia di Gestione Informativa Digitale (GID) una vera e propria questione esistenziale, di natura identitaria, la cui incomprensione sta iniziando a causare una molteplicità di fraintendimenti e di criticità. La questione consiste, appunto, nella ridefinizione dell’identità del versante della domanda pubblica e, in particolare, del committente pubblico.
Il nuovo podcast della rivista IIC
Nella foto: la costruzione della Torre Valasca (1955), su disegno dello studio BBPR
IL PAPER sulla riforma del Dpr 380/2001
È l’antidoto allo spezzatino regionale di cui soffre oggi la disciplina. Un’altra categoria di norme che va distinta è quella che definisce i livelli essenziali delle prestazioni, come la CILA e la SCIA o l’edilizia libera: potranno essere derogate dalle Regioni solo se prevedono trattamenti più favorevoli per cittadini e imprese. Si crea così una tripartizione di norme: principi fondamentali, LEP e norme statali cedevoli. La riforma del TU è “necessaria e urgente” per perseguire i nuovi obiettivi di riduzione del consumo del suolo, rigenerazione urbana, recupero del patrimonio edilizio esistente ed efficientamento energetico degli edifici. “Continuare con il TU il lavoro avviato dal salva-casa di regolarizzazione del patrimonio edilizio”. Avanti con le semplificazioni, chiudere i vecchi condoni. La questione per la politica: riforma del Dpr 380 o nuovo codice?
IL COMMISSARIO ALLA PLENARIA
Il responsabile europeo all’Energia e l’edilizia abitativa, è intervenuto ieri nella plenaria di Strasburgo del Parlamento Ue per il dibattito sul Piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili. Ecco le sue parole
L'audizione alla Camera
In una audizione davanti alla Commissione Trasporti della Camera, Rixi ha toccato tutti i temi caldi del dossier Ferrovie: ha chiarito che non entreranno i privati nel capitale ma l’analisi in corso verte sull’apertura a investimenti sul modello Rab nel perimetro dell’alta velocità. Netto sulle nuove nomine: il Mit non interviene ma sono scelte dell’azienda con l’avallo del Mef. Per rilanciare l’azienda, l’ad ha fatto le sue scelte con un “riequilibrio manageriale infragruppo”