Architettura e progetto
I 30 bandi per SAI e progettazione. Mef, servizi audit per l’Ispettorato UE
La progettazione esecutiva della strada di raccordo fra Ss295 e Sp7 a Nuoro, pacchetto completo progettazione e servizi per una palestra scolastica a Bergamo, un presidio ospedaliero a Caserta, servizi di ingegneria e architettura relativo al PFTE per 80 alloggi di ERP in Val d’Aosta, recupero della Caserma Sant’Angelo Alta a Gaeta per la Scuola natutica della Gdf.
La generazione degli architetti 30-40enni: eleganza ma senza azzardi, creatività sopravvissuta nei dettagli. I casi Balance, Didoné e Comacchio Architects, Simone Subissati
Ogni tre o quattro anni qualcuno decide di fare il punto sulla giovane architettura italiana. È un rito laico, quasi scaramantico: come se nominare i “nuovi” servisse a farli esistere, a esorcizzare la paura che l’architettura italiana si sia fermata per sempre al dopoguerra o, nella migliore delle ipotesi, ai maestri degli anni Novanta. Nascono così libri, cataloghi, ricognizioni, mappature, che promettono di ritrarre lo stato dell’arte del nostro presente progettuale.
Sono operazioni utili, benché parziali: per ogni architetto selezionato, ce ne sono vari dimenticati, per ogni progetto incluso, altri restano nel cassetto.
I Luoghi Comuni di Torino e gli Studentati oltre l’idea di residenza, portatori di cultura, sport, aggregazione
“…servizi, spazi comuni e attività rivolte sia agli abitanti che al quartiere e alla città, per andare oltre alla funzione residenziale e promuovere una nuova cultura dell’abitare.” Se questa frase sembra un Luogo Comune, è perché, per fortuna, a Torino letteralmente lo è.
Luoghi Comuni è infatti un progetto di housing sociale promosso a Torino dal Programma Housing della Compagnia di San Paolo, in collaborazione con l’Ufficio Pio. (…)
Contro l’inserimento posticcio e retorico del Verde: Luciano Pia, architetto-artigiano che lo maneggia come materiale di progetto
Se il cemento armato è stato il materiale del Moderno, oggi il verde è diventato il passepartout dell’architettura contemporanea, l’ornamento più gettonato del XXI secolo, spesso abusato fino all’insignificanza. Non c’è progetto che non lo esibisca, ostenti, impacchetti. Alberi sui tetti, cespugli nei balconi, rampicanti nei cortili. Anche se, nella stragrande maggioranza dei casi, l’inserimento è posticcio, decorativo, un camouflage green che promette una fedeltà ai principi dell’ecologia che non mantiene.
Nel frattempo, le amministrazioni comunali vengono bersagliate per ogni albero mancato. A Roma, la sistemazione di Piazza Augusto Imperatore è stata criticata con toni feroci per aver “dimenticato il verde”, ignorando che nel centro storico piantare alberi significa sfidare stratificazioni archeologiche millenarie.
In questo scenario iper-retorico, dove il verde è diventato la nuova cartina di tornasole della buona architettura, c’è chi, invece, riesce ad andare oltre. A maneggiarlo come materiale di progetto.
Come Luciano Pia, una figura appartata e autentica di architetto che il verde lo inserisce perché lo considera un elemento strutturale, esistenziale.
Torino e Regione Calabria monitorano i ponti. Gare di progetti a Ragusa, Venezia, Bolzano, Catania e Milano
Incarichi professionali per 8 milioni di euro in progettazione e supporto alla progettazione dal gruppo Iren in Emilia, Liguria e Piemonte. Altri 3,6 milioni in 6 lotti da Areti (Acea) per rifacimento dell’illuminazione pubblica. Per i ponti il capoluogo piemontese spende 3 milioni, la Regione Calabria 2,21 milioni in 11 lotti. Progetti idrogeologici a Pordeonene e Salerno.
Nessuno potrà mai toglierci quello che abbiamo ballato (anche a Città nel Futuro): la rigenerazione urbana come danza intricata, il grande fermento è appena cominciato
Jane Jacobs usava le espressioni “sidewalk ballet” e “dancing streets” per descrivere le interazioni complesse, impreviste e vitali che si verificano negli spazi pubblici di una città. Questo concetto si riferisce alla “danza intricata” di persone diverse – vicini, acquirenti, bambini e sconosciuti – che si muovono in un quartiere, creando un senso di sicurezza e ordine sociale attraverso un’attività costante e diversificata.
Scopo delle Rigenerazione Urbana dovrebbe proprio essere la riattivazione di queste complesse relazioni, da far esprimere sul palcoscenico di quartieri ambientalmente sostenibili grazie ad un rinnovato rapporto tra uomo e natura.
A sua volta, dunque, la Rigenerazione Urbana, soprattutto per come è andata in scena nella “tre giorni” romana di Città nel Futuro, dal 7 al 9 ottobre scorso presso il Maxxi, può essere vista come una danza, una coreografia contemporanea composta di molteplici fattori, di dinamismo e perseveranza, di esperimenti e repertorio.
L’irriconoscibile Rem Koolhaas: da maestro osannato dell’avanguardia critica all’architettura come simulacro
Nel 2014, quando viene chiamato a dirigere la quattordicesima mostra internazionale di Architettura di Venezia, Rem Koolhaas è l’architetto più importante del pianeta. Non il più celebre – quel titolo lo contendevano Zaha Hadid e Frank Gehry – ma il più influente. Il più citato, il più imitato, il più studiato. Sembrava allora che nulla potesse avvenire nel mondo dell’architettura senza passare per un suo sguardo, un suo saggio, una sua ironia. Come testimoniava il successo del libro S,M,L,XL, pubblicato nel 1995 e stampato in decine di migliaia di copie.
Eppure, poco più di dieci anni dopo, il paesaggio appare irriconoscibile. Non solo per il declino inevitabile che colpisce ogni maestro con l’andare dell’età, ma per uno slittamento etico e progettuale del suo studio, OMA, e della sua costola teorico-commerciale AMO. Da avanguardia critica, lo studio olandese è diventato un brand internazionale al servizio del capitale, della propaganda dell’architettura come simulacro.
Progettazione, la lista dei 66 bandi da 140mila euro a 23 milioni. Verona ridisegna la viabilità, Ceto (BS) l’hub culturale, Aspi sorveglia le barriere antirumore, Atac fa i conti con la metro C
Rocchi: il rapporto pubblico-privato decisivo per la rigenerazione, anche nelle perfierie deve vincere il merito
Città sociale, comunità al centro, progetto corale: da Moncalvo a Brindisi prove di nuova rigenerazione
Roverella a Cesena, coralità e inclusione. A Brindisi la street art accende legalità e identità. Palmanova, dalla sicurezza la riattivazione culturale. Orsolina28 a Moncalvo, pazienza e bellezza. A Genova l’urbanità recuperata da mitigazioni introverse. A Nuoro la cultura rompe i muri dell’ex Artiglieria. Il temporary use di Napoli. Gli Oscar europei: la diga di Alqueva e la città verde di Vitoria-Gasteiz.
Robiglio: Homes4All disinnesca processi degenerativi, finanza in cerca di impegno sociale. “Rigenerare è rendere abitabile un territorio”
Il PPP contrattuale e istituzionale: spazi di utilizzo per la rigenerazione
Elaborata dalla Commissione europea, la formula giuridica del Partenariato Pubblico Privato (PPP) ha subito una profonda riorganizzazione sistematica con l’attuale Codice dei contratti pubblici di cui al Dlgs. 36/2023, il quale ne ha consolidato l’impianto per trasformarlo in un meccanismo più attrattivo per amministrazioni, operatori economici ed investitori istituzionali, vista la sua idoneità a realizzare progetti di interesse pubblico di ampio respiro e grandi dimensioni. (…)
Le cento stagioni di Michele De Lucchi: profeta e imprenditore, radicale e funzionalista, artista e produttore
Michele De Lucchi è uno di quei personaggi che sfuggono alle definizioni. Non è solo un designer, né soltanto un architetto. È, piuttosto, una figura in bilico tra il profeta e l’imprenditore, tra il radicale e il funzionalista, tra l’artista e il produttore. Come molti dei suoi colleghi internazionali più noti e di qualche anno più anziani– da Rem Koolhaas a Daniel Libeskind, dai Coop Himmelb(l)au ai membri di Archigram – anche lui si è formato in un contesto fortemente politicizzato: quello della Firenze post-sessantottina, sotto la guida di Adolfo Natalini, fondatore di Superstudio. È lì che De Lucchi assorbe la lezione della critica radicale all’architettura moderna: l’idea che l’architetto debba smettere di costruire oggetti esclusivamente funzionali e cominciare invece a immaginare scenari alternativi, utopie, visioni, rotture. (…)
L’ego dell’architetto e l’architettura che si prende cura dei luoghi (senza lavorare per se stessa)
Cosa succede se un committente, un ingegnere, un’urbanista, una fotografa, un giornalista e un critico si trovano in un luogo magico e discutono del tema “L’ego dell’Architetto” davanti ad una platea fatta prevalentemente da architetti? E’ quanto è accaduto sabato scorso a Borca di Cadore, durante il convegno organizzato dall’Associazione Edoardo Gellner, e quello che ne è scaturito è stata una bella riflessione che vale la pena raccontare.
Christian Rocchi è il nuovo presidente dell’Ordine Architetti di Roma. “Architettura motore di rigenerazione di città più inclusive, attrattive e poli culturali”
Il minimalismo dello studio italo-francese LAN contro ogni architettura esagerata ed esibizionista, anche nell’ampliamento del MAXXI
In Italia si discute da anni se sia necessaria o meno una legge per l’architettura. In Francia la legge c’è, funziona e ha prodotto eccellenti risultati. Da decenni lo Stato francese ha investito in buona edilizia, non solo finanziando progetti iconici ma costruendo concorsi trasparenti, elaborando criteri di qualità e promuovendo una committenza pubblica che considera l’architettura un bene collettivo e non un costo. Da qui la conseguenza che diversi architetti italiani hanno trovato in Francia ciò che in patria veniva negato: opportunità, riconoscimento, continuità professionale.
Il Centre Pompidou all’ennesimo restauro e la parabola di Piano a tutore dell’ordine ci ricordano che la sperimentazione radicale è possibile ma fragile. L’architettura può non essere un recinto di buone maniere
Il Centre Pompidou è di nuovo in restauro. Già hanno chiuso i piani destinati al museo e le sale delle esposizioni temporanee, mentre la chiusura totale è stata annunciata per il 22 settembre. Tra gli interventi previsti la rimozione dell’amianto, l’ottimizzazione energetica, il rinnovo degli allestimenti, il miglioramento dell’accessibilità, la realizzazione di nuovi spazi per i giovani, l’ampliamento della biblioteca. Il cantiere partirà ad aprile 2026 e i lavori saranno terminati solo nel 2030, con una chiusura complessiva di quasi cinque anni e un costo stimato di 448 milioni di euro, quanto costerebbe costruire ex novo almeno un paio di grandi musei (il Guggenheim a Bilbao di Frank O.Gehry è costato 100 milioni di dollari di allora e il Maxxi a Roma di Zaha Hadid circa 150 milioni di euro).
Progetti in gara: ex Osp. psichiatrico (Trieste) e museo di Vitruvio (Fano)
Il primo è un risanamento conservativo, il secondo parte dalla riqualificazione funzionale della filanda Bosone. Fra le consulenze, la Regione Siciliana mette in palio 33 milioni in tre lotti per assistenza tecnica, controllo in loco e supporto all’attuazione del programma FSE 2021-27. Progettazioni negli otto lotti monoperatore per diversi lavori del consorzio di bonifica Centro-Sud di Puglia: il più grande da 7,85 milioni per progettare l’intubazione dell’adduttore a cielo aperto San Giuliano. L’elenco completo dei 32 bandi.
L’Albero dell’Architettura: l’opera monumentale di Maurizio Oddo aiuta ad andare oltre le mode e le banalizzazioni del rapporto fra verde ed edificio
Secondo lo scienziato, architetto e inventore Richard Buckminster Fuller, la moderna coscienza ecologica nasce nel 1969 con la missione Apollo 11 che manda per la prima volta l’uomo nello spazio. Da quel nuovo punto di vista ci accorgiamo infatti facilmente che la Terra è un frammento di universo limitato e fragile, una navicella spaziale che, mal guidata, potrebbe andare alla deriva.