E-commerce pubblico, cantiere digitale, identity wallet: digitalizzare gli appalti è una via lunga, ancora modifiche mirate
Nonostante i fondamentali passi avanti realizzati con il nuovo codice degli appalti e con l’entrata in vigore della nuova fase dal gennaio 2024, l’analisi svolta dalle tre giuriste – fra cui la capo ufficio legislativo del ministero delle Infrastrutture – evidenzia ancora “criticità” e “modifiche mirate” da fare. Fortissimi rischi connessi alla “burocrazia digitale”, alla disparità di situazioni di partenza fra le PA, alla rigidità delle procedure tecnologiche, alla reiterata resistenza delle amministrazioni certificanti a mettere a disposizione del Fascicolo virtuale dell’operatore economico (FVOE) le proprie banche dati. Molti spazi per innovare – anche in termini di accelerazione delle procedure di esecuzione e dei pagamenti – abbandonando la mera traduzione da analogico a digitale. Le nuove direttive sugli appalti servano a recuperare i ritardi dell’Europa, seguendo il “modello italiano”