PREVISTO UN FONDO DA 144 MILIONI
Le misure partiranno dal 2025, previste anche le linee guida su come effettuare la dismissione degli impianti. Grazie a un fondo ad hoc sono previste coperture per le spese fino al 50% e per un massimo di 60mila euro. Sono previste, poi, semplificazioni per l’istallazione di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici e indicazioni sulla distribuzione di biocarburanti in purezza, biometano per autotrazione e altri carburanti alternativi. I moniti delle associazioni e le proteste dei benzinai: “E’ la più incauta e peggior riforma”
I VERI TIMORI DELLA CORTE CONTI UE
L’aspetto più preoccupante del Rapporto della Corte dei conti Ue sul Recovery Plan, reso pubblico nei giorni scorsi, è che ben 16 Stati membri dovranno completare l’uso dei fondi nel 2026 per una percentuale minima che va dal 30% della Spagna fino ad un massimo del 70% della Polonia. Per l’Italia questa percentuale è del 62% ma il grafico che pubblichiamo all’interno evidenza con grande chiarezza la situazione Paese per Paese.
l'attuazione difficile
La radiografia scattata dal dossier della direzione “Edilizia e territorio” di Ance facilita l’interpretazione ma evidenzia anche molti dei nodi attuativi da chiarire. Il rischio oggi è la paralisi nei territori fra vecchie e nuove norme, fra quadro nazionale e regionale, in attesa dei chiarimenti e delle indicazioni attuative del governo. Fra le criticità le norme regionali sui cambiamenti di destinazione d’uso: i costruttori suggeriscono che, in attesa degli adeguamenti normativi, si provveda con circolari che diano indicazioni su come recepire già nel corpo delle disposizioni regionali le nuove norme nazionali. Nel governo si fa strada l’idea che la via più rapida per chiarire tanti aspetti applicativi e uniformare i comportamenti di Regioni e comuni sia un provvedimento Mit-Funzione pubblica con i moduli-tipo, come si fece con le semplificazioni del Pnrr.
IL RAPPORTO AL PARLAMENTO UE
Per l’ex presidente Bce “serve un impegno a 360 gradi e il coinvolgimento di tutti gli attori per liberare l’economia europea dai freni strutturali. Ed è un ‘incubo’ pensare al suo futuro se non avverrà questo cambiamento”
la verifica di BILANCIO a metà anno
Il ministro delle Infrastrutture guadagna fondi soprattutto per le spese in conto capitale con la legge che “aggiusta” i conti dello Stato alla virata di giugno: il testo varato dal Parlamento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 14 agosto. Dell’incremento destinato alle strade 2.190 milioni va al contratto di programma Anas. Un altro miliardo e mezzo va agli investimenti per la mobilità locale e 1.147 milioni a edilizia statale e calamità. Alle politiche per la casa 430 milioni in più.
FNC SISMA CENTRO ITALIA
Arrivano in Gazzetta Ufficiale i nuovi allegati che aggiornano l’ordinanza pubblicata a novembre scorso per istruire gli enti territoriali sull’installazione di impianti rinnovabili condivisi. Oltre ai costi, pubblicata anche la scheda di prefattibilità per la modifica dei progetti finanziati. Aggiornato l’avviso per la manifestazione di interesse
LA LEGGE IN GAZZETTA IL 14 AGOSTO
Si partiva da 288 milioni, ma prima uno spostamento interno di fondi fra diversi capitoli del bilancio del ministero delle Infrastrutture e poi l’assestamento varato dalla Ragioneria generale hanno consentito di recuperare le risorse necessarie. Si tratta ora di capire se l’intervento risolutivo ma tardivo, svolto solo nella seconda metà dell’anno, abbia comunque comportato rallentamenti che vanno riassorbiti con una procedura attuativa rapida.
I DATI DI ACCREDIA
Verso il 1° gennaio 2025, quando diventerà obbligatorio digitalizzare metodi e informazioni nell’ambito delle costruzioni
VERSO L'ESAME DELLA CAMERA
L’approdo in Aula a Montecitorio è previsto al 10 settembre ma già dall’ultimo Consiglio dei Ministri pre-estivo le imprese energetiche hanno sollevato tante criticità sulle presunte semplificazioni agli iter autorizzativi. Tre quelli previsti dal riordino normativo ma con l’aggiunta delle sanzioni per il mancato rispetto delle procedure e soprattutto il mantenimento dei vincoli al decreto 380 del 2001
LA BIFORCAZIONE DELLA DEMOGRAFIA: CHI CRESCE E CHI PERDE POPOLAZIONE
Nel 2024 la popolazione mondiale viene stimata dall’ONU in 8 miliardi e 162 milioni di persone: 162 milioni in più rispetto al 2022, ma 1 miliardo e 162 milioni in più del 2000, quando il mondo toccava i 7 miliardi di abitanti. Nel 2034 fra dieci anni si salirà a 8,8 miliardi e nei successivi dieci, nel 2044 a 9,4 miliardi. Sono questi i dati della nuova previsione che le Nazioni Unite hanno aggiornato al 2024[1]. In breve nei prossimi venti anni la popolazione del mondo crescerà poco più di 1 miliardo e 200 milioni di abitanti. Il fatto nuovo della previsione è che i tassi di crescita della popolazione nel mondo rallentano rispetto a quanto si pensava: nel 2100 la popolazione dovrebbe arrivare a 10,2 miliardi, 1 miliardo in meno rispetto alla previsione elaborata nel 2017.
ISTAT
La crescita del Pil prosegue a ritmi moderati nel secondo trimestre dell’anno. L’Istat ridimensiona il dato della crescita acquisita per quest’anno, che a luglio era pari a +0,7%. Di peso è il valore aggiunto che arriva dalle costruzioni, +0,8% congiunturale e +10,6% tendenziale
LA DIGITALIZZAZIONE ANAC
Il Fascicolo virtuale dell’operatore economico (FVOE) 2.0 consentirà d’ora in poi alle stazioni appaltanti anche la consultazione del DURC emesso in corso di validità, ai fini della verifica dell’assenza di violazioni definitivamente accertate in materia contributiva (articolo 94, comma 6 del codice degli appalti). Il documento è inserito automaticamente nel fascicolo virtuale dell’operatore economico nel momento in cui l’impresa rilascia alla stazione appaltante l’autorizzazione all’accesso al proprio fascicolo.
A breve sarà l’Autorità Anticorruzione a dare una comunicazione che Diario DIAC e Diario dei nuovi appalti sono in grado di anticipare. Continua in questo modo il percorso di graduale implementazione della documentazione presente nel fascicolo virtuale dell’operatore economico.
A rendere possibile la consultazione del Durc è stata la collaborazione di Anac con l’Inps e con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio, il Durc è stato reso interoperabile con il FVOE 2.0 attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati.
La regolarità contributiva è un requisito estremamente volatile e per questo Anac invita le stazioni appaltanti a “chiedere la verifica della presenza del DURC emesso in corso di validità nel momento in cui se ne manifesta l’effettiva esigenza”.
Per il momento non è ancora possibile per le stazioni appaltanti chiedere l’emissione del Durc per operatori economici che ne risultino sprovvisti. L’Anac auspica che si possa addivenire quanto prima a un accordo con gli enti previdenziali anche su questo tema.
Il percorso di implementazione del FVOE 2.0 continuerà anche nel corso delle prossime settimane. Saranno infatti introdotte alcune nuove tipologie di documenti e in particolari quelli che renderanno possibile la verifica:
– dei carichi fiscali non definitivamente accertati dell’Agenzia delle Entrate
– dell’avvenuta comunicazione al Ministero del Lavoro del prospetto informativo disabili e della relazione sulla parità di genere.
I DATI E LA PROTESTA DELLE ASSOCIAZIONI
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Il governo impugna la moratoria della Regione Sardegna alla Corte costituzionale
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