L'ARCHITETTURA VISTA DA LPP/68 / 68
Beniamino Servino, il disegno e la costruzione non sono due fasi dello stesso processo: uno esplora il possibile, l’altra si confronta con la realtà
Beniamino Servino è uno dei pochi architetti italiani contemporanei di cui si riconosce un disegno a colpo d’occhio. In un panorama dove gran parte delle immagini sembrano uscire dallo stesso software e dalla stessa cultura globale, le sue tavole possiedono un’identità immediata. Il punto, però, non è lo stile, è che Servino ha costruito, nel corso di quarant’anni, un universo figurativo che nessun altro architetto italiano ha saputo inventare con altrettanta ostinazione.
Per questo è riduttivo raccontarlo come l’architetto che usa il disegno come un surrogato dell’architettura costruita. Se fosse così, le tavole raccolte dal 1994 sotto il nome di SERVèN avrebbero il sapore del rimpianto. Accade invece il contrario. Non consolano. Espongono. Mettono continuamente in gioco un’idea di architettura che il cantiere, quasi sempre, finisce per attenuare. (…)
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