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Trump: a Riad “accordi STORICI” per investimenti da 600 miliardi in Usa
- Sicurezza sul lavoro, prevista oggi una riunione di Governo, poi il confronto con le imprese
- Salario minimo, Ance: “Il rischio è la fuga dai contratti collettivi”
- Dazi, Dg Grow: se falliscono i negoziati la Ue pronta con contromisure da 95 miliardi su prodotti Usa
- Ocse: nel quarto trimestre il reddito pro capite cresce dello 0,5% ma in Italia -0,6% e Germania -0,5%
- A2A: nel primo trimestre investimenti salgono a 335 milioni, ricavi +16% a 4 miliardi, cala utile
Appalti, digitale GARANZIA di algoritmi giusti per l’applicazione di Ia
Alla vigilia dello sbarco in Consiglio dei ministri del decreto infrastrutture, a Palazzo Spada si sono confrontati tanti interlocutori del mondo dei contratti pubblici per capire quanto possono essere ampie le maglie della digitalizzazione anche in questo settore. Tra le chiavi di lettura più comuni, quella per cui questo processo deve riguardare tutte le fasi dell’opera dalla progettazione all’esecuzione.
Rinnovabili, il Tar Lazio: Dm aree idonee da RIFARE, rinvio agrivoltaico
Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin: mi riservo la possibilità di “valutare quelle che saranno le azioni da percorrere, di adeguamento e di valutazione da parte del governo”. Per Simone Togni, presidente di Anev – associazione delle imprese eoliche – “il successo del ricorso da un lato mi dà fiducia nel proseguire a difendere gli interessi del settore e delle aziende delle Fer, ma dall’altro mi rattrista per la considerazione che abbiamo perso due anni”. Soddisfatta anche Legambiente, Stefano Ciafani: “La sentenza è una grande vittoria per la lotta alla crisi climatica, l’indipendenza energetica del Paese e l’abbassamento delle bollette”.
Demanio, all’aeroporto di Ciampino un nuovo hangar sostenibile per gli archivi del MIT
L’Agenzia del direttore Alessandra dal Verme ha consegnato al Ministero dell’Infrastrutture e dei Trasporti un capannone di 3mila mq, in disuso da anni, da destinare ai nuovi archivi, ora dislocati in diversi immobili della Capitale. Un intervento di ristrutturazione e adeguamento normativo, che ha trasformato, con un investimento di circa 4,5 milioni di euro, il vecchio “Hangar 159”, originariamente adibito a officina per la riparazione di motori e parti meccaniche degli aeroplani, in un edificio moderno e sostenibile
Costa: “Superare l’obsolescenza tecnica e geografica ‘INVENTANDO’ il futuro delle infrastrutture. Riprendere la strada maestra della pianificazione strategica per recuperare il gap di prosperità”
Per recuperare competitività e per ridurre il gap di prosperità rispetto sia alle altre economie avanzate ma anche emergenti, l’Italia deve superare l’obsolescenza tecnologica e geografica. Lo può fare “inventando e codeterminando il futuro” delle sistema delle infrastrutture di trasporto. Serve un radicale ripensamento guardando alla futura geografia dei mercati mondiali e dei luoghi nazionali di produzione, puntando allo scenario preferibile tra quelli possibili. Valichi, porti, riorganizzazione delle città possono essere le porte d’accesso a questo futuro
Ponte, codice appalti, autostrade, Cortina: ecco cosa cambia con il decreto Infrastrutture
Ridotto dal 20% “fino al 3% dell’importo dell’opera” il limite minimo di indennizzo garantito dalla polizza decennale postuma sulle grandi opere di importo superiore a 2 miliardi (come il Ponte). Per l’opera siculo-calabrese anche la revisione prezzi partendo dal prezzo 2012 e il riconoscimento di centrale unica di committenza alla concessionaria Stretto di Messina. Le modifiche al codice appalti: più trasparenza per gli incentivi, certificazione subappalti solo per procedimenti in corso al 31 dicembre 2024. Per le nuove concessionarie, in assenza di un piano adottato, si può partire da un elenco di lavori e manutenzioni stralcio. Altri 827 milioni per le Olimpiadi 2026. Rfi e Anas risparmiano il contributo al Consiglio superiore dei lavori pubblici per l’approvazione dei progetti delle grandi opere.
Appalto da 15,5 milioni per il miglioramento sismico del PO Regina Margherita di Comiso
Decreto legge Infrastrutture oggi in Cdm: tutte le modifiche al codice degli appalti
Costruzioni tedesche in caduta libera fino al 2026. La ripartenza trainata dai segmenti non residenziali
Student Housing e PNRR: tutto quel che serve sapere per cogliere l’opportunità. Supporto del notaio, vincoli normativi, agevolazioni fiscali e semplificazioni urbanistiche
L’ambizioso disegno riformatore tracciato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha comportato una notevole attività normativa, volta a canalizzare in modo efficiente i fondi europei verso settori chiave dello sviluppo nazionale. Tra questi, l’istruzione universitaria occupa un posto centrale, con particolare attenzione alla creazione di nuovi alloggi per studenti.
Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) ha definito un piano operativo volto ad aumentare significativamente l’offerta di posti letto destinati agli studenti fuori sede, puntando su interventi rapidi e incentivi mirati. Tutti gli interventi dovranno concludersi entro una data precisa e vincolante: il 30 giugno 2026. A partire da quel momento, gli alloggi realizzati dovranno essere già disponibili e operativi.
Tratteremo qui gli aspetti principali della normativa, gli incentivi e gli sgravi per i soggetti gestori ed il ruolo del notaio in tali ambiti.
BIM e cybersicurezza: la piattaforma digitale collaborativa ACDat rientra tra i servizi cloud regolati dall’ACN
In un contesto in cui la digitalizzazione dei processi di progettazione e gestione delle opere pubbliche rappresenta un obiettivo strategico per la modernizzazione della Pubblica Amministrazione, si fa sempre più pressante la necessità di chiarire il quadro normativo e regolamentare applicabile agli strumenti digitali impiegati. Tra questi, un ruolo centrale è occupato dall’Ambiente di Condivisione dei Dati (ACDat) o Common Data Environment (CDE), piattaforma digitale collaborativa utilizzata, in particolare, nell’ambito dell’adozione del Building Information Modeling (BIM) da parte delle stazioni appaltanti.
Il codice degli appalti, (Dlgs 36/2023) e il successivo correttivo (Dlgs 209/2024) stabiliscono nell’ Allegato I.9 Art. 1 comma 4 che le stazioni appaltanti pubbliche hanno l’obbligo di dotarsi di un Ambiente di Condivisione dei Dati.
Tale soluzione informatica costituisce il fulcro della gestione informativa durante tutto il ciclo di vita di un appalto pubblico, dal suo affidamento alla gestione del contratto. È la piattaforma informatica attraverso la quale la committenza e i fornitori si coordinano e scambiano le informazioni (materiale tecnico, contrattuale, modelli, elaborati grafici, informazioni di natura economico finanziaria ecc.) al fine di garantire che il procedimento si svolga secondo principi di trasparenza, in conformità alle clausole contrattuali stipulate ed alla salvaguardia e protezione dei dati scambiati.
De-escalation tra Usa e Cina, dazi SOSPESI per tre mesi. Borse ok
- Asse Italia-Grecia su energia e ferrovie: accordo da 2 miliardi con Terna, le Fs investono 360 milioni
- Dazi, Confindustria: “servono scelte coraggiose, la competitività sia al centro dell’agenda europea”
- Da Fei e Cdp Equity 200 milioni di euro al Pimco European Data Centre Opportunity Fund per le infrastrutture digitali europee
- La Commissione Ue chiede pareri sull’edilizia abitativa per lo sviluppo di un piano per affrontare la crisi degli alloggi
- Bankitalia: a marzo i prestiti alle imprese riducono la flessione, tassi sui mutui in calo al 3,54%
Il ruolo dei professionisti della PA nei procedimenti di istruttoria e rilascio dei provvedimenti di natura ambientale e paesaggistica: le criticità
Il disegno di legge 1372 Senato evidenzia l’ipotesi (non condivisibile) di andare in direzione di un abbandono della tutela da parte dello Stato, che rema contro la lettera e lo spirito dell’art. 9 della Costituzione.
La maggior devoluzione della tutela paesaggistica agli enti locali non sembra assolutamente idonea a ridurre i tempi di risposta, anche alla luce di una mancata garanzia di elevati livelli di protezione del paesaggio, proprio perché in molti enti locali mancano adeguate dotazioni di personale specializzato, che possano supportare scelte destinate a incidere in modo significativo sul contesto territoriale e paesaggistico.
Tali carenze appaiono già evidenti, laddove l’allungamento dei tempi di conclusione dei procedimenti paesaggistici non dipende solo dalle Soprintendenze, ma, da tardive trasmissioni degli Uffici competenti comunali (Edilizia, Urbanistica, Ambiente e Paesaggio) con delega di tutela del patrimonio paesaggistico (delega che evidenzia delle criticità con profili di incostituzionalità).
Con questa proposta di legge, si finirebbe con il sovraccaricare ulteriormente, il già gravoso carico di lavoro degli enti locali, con inevitabili ed ulteriori conseguenze nei ritardi nel rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche.
Occorre anche sottolineare come spesso i tempi delle autorizzazioni paesaggistiche siano resi inevitabilmente più lunghi dalla presentazione di progetti inadeguati e incompleti, che richiedono necessariamente integrazioni e approfondimenti sia da parte delle Soprintendenze che degli enti locali comunali, mentre sarebbe necessaria maggiore consapevolezza, professionalità e alta qualificazione sul tema ambientale/paesaggistico trattato dai proponenti.
Aree idonee, troppe Regioni FERME. Italia Solare: iter, il governo acceleri
Il presidente dell’associazione del fotovoltaico, Paolo Rocco Viscontini, ha ricordato come l’esecutivo “ha tuttora la delega per apportare correttivi” al Testo unico sulle autorizzazioni agli impianti, “ma occorre accelerare perché scade entro l’anno”. Fondamentale la spinta sulle connessioni, gli accumuli e il repowering/revamping degli impianti. Il solare residenziale dopo il superbonus è cresciuto di quattro volte.
Appalto da 13 milioni per realizzare il canale scolmatore ad ovest di Fontanetto Po
“MVRDV ha proposto anche a Milano e Roma una mappatura e un piano regolatore dei tetti, come a Rotterdam: colonizziamo le quinte facciate e apriamo spazi e punti di vista nuovi per le città”
Orti urbani, campi sportivi, sportelli di tourist information, cinema all’aperto, spazi espositivi, giardini silenziosi, giardini botanici, pannelli solari, spazi di socializzazione. E ancora verande abitabili, addirittura suite d’albergo o vie di comunicazione verde sopraelevate. Può sembrare incredibile ma i tetti di una città, le coperture degli edifici possono diventare spazi ricreativi, occasioni per densificare la città, opportunità nuove per muoversi. Un altro modo di vedere e di vivere la città su cui da anni lavora lo studio di architettura MVRDV, base a Rotterdam, uffici a Shangai, Parigi, Berlino e New York, oltre mille progetti realizzati in 47 Paesi. “Colonizzare i tetti” o anche “colonizzare la quinta facciata” sono slogan che si leggono nelle loro pubblicazioni. I primi progetti risalgono all’inizio degli anni 2000. Del 2021 è il Rooftops Catalogue che ha proposto un’ampia gamma di soluzioni architettoniche, ma la cosa forse più importante fatta finora è la collaborazione con il Comune di Rotterdam per mappare tutti i tetti della città prima, poi per farne un Piano regolatore dei tetti. Ne abbiamo parlato con Valentina Chiappa Nuñez, associata dello studio olandese, che recentemente è intervenuta a Roma a una conferenza organizzata dal Comune e dal Demanio, con Stratosferica, sui progetti di rigenerazione urbana dell’area di Porta Portese.
Roma-Lido, Astral mette a gara la nuova stazione Giardino di Roma
La società della Regione Lazio, soggetto attuatore dell’opera, ha indetto una procedura aperta, con applicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Gli operatori interessati a partecipare hanno tempo fino all’11 giugno per presentare la propria candidatura. Valore complessivo dell’intervento supera i 4,5 milioni di euro. Si tratta, insieme al bando pubblicato qualche settimana fa per la nuova stazione Torrino-Mezzocammino, di opere giubilari e saranno messe in esercizio, salvo prolungamenti dei tempi dovuti ad eventuali ricorsi, entro la fine del 2026.
La revisione dei prezzi e le linee guida MIT ancora indisponibili per le SA
E-commerce pubblico, cantiere digitale, identity wallet: digitalizzare gli appalti è una via lunga, ancora modifiche mirate
Nonostante i fondamentali passi avanti realizzati con il nuovo codice degli appalti e con l’entrata in vigore della nuova fase dal gennaio 2024, l’analisi svolta dalle tre giuriste – fra cui la capo ufficio legislativo del ministero delle Infrastrutture – evidenzia ancora “criticità” e “modifiche mirate” da fare. Fortissimi rischi connessi alla “burocrazia digitale”, alla disparità di situazioni di partenza fra le PA, alla rigidità delle procedure tecnologiche, alla reiterata resistenza delle amministrazioni certificanti a mettere a disposizione del Fascicolo virtuale dell’operatore economico (FVOE) le proprie banche dati. Molti spazi per innovare – anche in termini di accelerazione delle procedure di esecuzione e dei pagamenti – abbandonando la mera traduzione da analogico a digitale. Le nuove direttive sugli appalti servano a recuperare i ritardi dell’Europa, seguendo il “modello italiano”