PROGETTO CORALE

Ripensare il commercio di vicinato: il caso Modena e la nuova residenza collettiva temporanea nell’area ex Corni

09 Set 2025 di Maria Cristina Fregni

A breve inaugurerà a Modena, nelle aree ex Fonderie Corni, una residenza temporanea collettiva – leggasi studentato privato – che si configura come uno degli ultimi tasselli della Riqualificazione Urbana pianificata con il PRUSST Fascia Ferroviaria (e con altri strumenti di pianificazione e finanziamento, quali PSA, PREU, PRU, CQ II, PIPERS) sul finire degli anni ’90.

Alla costruzione dell’edificio si sono accompagnate le realizzazioni delle opere di urbanizzazione correlate, ovvero un parco pubblico attrezzato di 6.000 mq, parcheggi pubblici, piste ciclabili e riqualificazione degli attraversamenti pedonali, per connettere funzionalmente e percettivamente l’area dello studentato al contesto urbano circostante.

Ciò che però ci interessa è che il giorno dell’inaugurazione, ad un osservatore anche non troppo attento non sfuggirà che, tra il nuovo edificio e i parcheggi, permarrà un’ampia area recintata, non accessibile e non visibile, a delimitare un “pezzo” di comparto non finito.

Si tratta dell’area che, già nel Piano Particolareggiato del 2006, e poi nella sua variante del 2021, doveva ospitare il cosiddetto commercio di vicinato, quelle piccole attività di vendita al dettaglio e ristorazione, che chiunque “del mestiere”, oggi più che mai, ritiene essenziali per la vitalità, il presidio e il buon carattere urbano di un comparto rigenerato.

Il commercio di vicinato ritorna, come elemento strategico, in ogni pianificazione della Città dei 15 minuti, ritorna nelle visioni di riattivazione delle periferie, negli studi sulla mobilità urbana sostenibile e sulla sicurezza delle città.

GLI ARCHITETTI

Rigenerazione urbana, il Cnappc lancia un nuovo sito e spinge il ddl

08 Set 2025 di Mauro Giansante

Giuseppe Cappochin, responsabile del Dipartimento Legislazione urbanistica e futuro della città: “E’ importante poter realizzare anche nel nostro Paese un cambiamento radicale nell’approccio al tema”. Massimo Crusi, Presidente del Cnappc: “Ci auguriamo che il nuovo Disegno di legge presentato in Senato lo scorso agosto completi al più presto il suo iter parlamentare”.

L'ARCHITETTURA VISTA DA LPP

Il MAXXI merita di essere rilanciato con un’offerta culturale ed espositiva adeguata al capolavoro che è

07 Set 2025 di Luigi Prestinenza Puglisi

Il 28 maggio 2010 fu inaugurato il Maxxi. Ricordo perfettamente l’eccitazione di quella giornata. L’edificio si era fatto aspettare 12 anni  (il concorso risaliva al 1998) e la costruzione era andata avanti tra infinite polemiche e crescenti dubbi. Con punte di apocalittico scetticismo di chi aveva pubblicamente giurato che un edificio del genere non si sarebbe potuto neanche tenere in piedi. Anche i costi erano lievitati, tanto che si parlava di un esborso, per allora astronomico, di 10.000 euro al metro quadrato, valore che poi venne pubblicamente ridimensionato, computando tra i metri quadrati anche gli spazi accessori.

Appena varcato l’ingresso, il 28 maggio del 2010 si capì immediatamente che si trattava di un capolavoro, di un edificio di una modernità inconsueta nel molle clima romano. Che finalmente il Ministero aveva fatto la cosa giusta, aveva cercato di mettere Roma in competizione con le altre grandi capitali europee.

All’inaugurazione c’era Zaha Hadid, con il suo fare energico e regale, vestita con abiti e gioielli da lei stessa disegnati. Un personaggio con una personalità talmente esuberante da occupare tutto lo spazio. E toglierlo così al curiale ed emaciato Pio Baldi, che era stato il direttore della Darc, il dipartimento per l’arte e l’architettura contemporanea che aveva sostenuto il museo, di cui adesso diventava direttore. “Questa struttura- disse la Hadid con la sua voce stentorea – è stato realizzato solo a metà. Occorrerà presto completarlo”. Frase che credo ripetette un paio di volte, accorgendosi che sull’argomento Pio Baldi e Margherita Guccione, la dirigente posta a capo del settore architettura, nicchiavano, facendo capire che non ci sarebbero stati altri cantieri.

L'ARCHITETTURA VISTA DA LPP

Vaccarini, la costiera Adriatica, la palazzina e l’abilità di relazionarsi con la tirannia dei linguaggi: luce e bellezza senza inseguire geometrie decostruttiviste

03 Ago 2025 di Luigi Prestinenza Puglisi

È da oltre trenta anni che l’architettura italiana sta vivendo una buona stagione. Probabilmente dal 1992 e grazie a Tangentopoli. Il vasto e inarrestabile fenomeno conosciuto come mani pulite ha messo infatti in crisi il vecchio e consolidato sistema di spartizione politica degli appalti. Mentre la così detta legge dei Sindaci, emanata l’anno successivo, nel 1993, ha stimolato le amministrazioni a puntare sull’architettura con opere significative. Certo, i tempi sono sempre più lunghi, la burocrazia opprimente, le norme sempre più indecifrabili e molti progetti rimangono sulla carta o sono realizzati solo dopo 10-15-20 anni. Ma ogni città bene o male ha promosso un  certo numero di concorsi che hanno lanciato giovani architetti i quali, negli anni delle spartizioni fatte col codice Cencelli alla mano, non avrebbero avuto occasioni per emergere.

PROGETTO CORALE

A Gyumri (Armenia) la reinvenzione comunitaria innescata da Tragedia e Storia e alimentata da parchi dell’amicizia, ferrovie, architettura, contrasti vecchio-nuovo

30 Lug 2025 di Maria Cristina Fregni

La Rigenerazione può interessare, come abbiamo visto, grandi città, ma anche centri minori, porzioni di territorio o sistemi di insediamenti, e può essere incentrata su grandi trasformazioni fisiche o su iniziative più a carattere sociologico o culturale. Oggi ci sposteremo a est, a 3.500 km dall’Italia, per esplorare quanto sta accadendo a Gyumri, Armenia, e indagare come la Rigenerazione possa abbinarsi al ripensamento dell’identità di un luogo e trasformare una enorme tragedia in una occasione unica di reinvenzione comunitaria.

L'ARCHITETTURA VISTA DA LPP

Minimalismo

27 Lug 2025 di Luigi Prestinenza Puglisi

Da diversi anni il rigorismo sembra essere tornato di moda. I concorsi di architettura, come per esempio quello del grande Maxxi o del museo della Scienza a Roma sono vinti da edifici semplici, al limite della laconicità. La rivista Casabella pubblica progetti sempre più austeri: utilizza per il titolo del numero 969 di maggio 2025 la parola frugalità e, nel numero successivo, pubblica con gran risalto un paio di lavori di Paolo Zermani ispirati al monumentalismo di Louis Kahn e al minimalismo di Mies van per Rohe. In Svizzera spopola Valerio Olgiati, con la sua architettura nuda e asciutta. Progettisti di talento e critici aggiornati sostengono che l’architettura debba essere più rigorosa, nella sostanza  e nella forma. E, se non vogliono scomodare la parola minimalismo, usano, come abbiamo visto con Casabella, il termine frugalità.

TUTTI I BANDI DI PROGETTAZIONE, ARCHITETTURA E INGEGNERIA

Fs testa anche le acque potabili (28 lotti). Nuovo quartiere fra porto e città a Reggio Calabria. Dal Demanio concorsi e gare

27 Lug 2025 di Giorgio Santilli

Gli avvisi sopra la soglia Ue rilevati dall’Osservatorio Cnappc-Cresme Europa Ricerche nella settimana 19-26 luglio sono 57 ma la metà sono banditi da Rfi e Trenitalia per accordi quadro relativi al campionamento della qualità delle acque sull’intero territorio nazionale. Il comune reggino progetta interventi di sistemazione e riqualificazione funzionale e urbanistica delle aree portuali con miglioramento della connessione materiale tra i centri urbani e le aree portuali nuovo quartiere turistico-ricettivo del Candeloro. A Merano l’azienda di servizi affida la progettazione, la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza per la realizzazione del nuovo centro di riciclaggio nella zona Ex-Bosin. L’Agenzia del Demanio bandisce vari servizi fra cui un concorso internazionale a Siracusa e l’affidamento di PFTE e progettazione esecutiva in BIM per il restauro, il risanamento conservativo e la rifunzionalizzazione dell’ex Fabbricato del Telefono a Latina. L’elenco completo dei bandi.

L’ARTICOLO DI GIUSY IORLANO SUI PIU’ RECENTI CONCORSI DI PROGETTAZIONE A SIRACUSA, BASSANO E VICENZA

OSSERVATORIO CNAPPC-CRESME EUROPEA RICERCHE

Settimana record con 51 bandi di architettura e ingegneria: 18 arrivano da Rfi per progettazione di impianti fotovoltaici

20 Lug 2025 di Giorgio Santilli

Otto lotti di Rete Ferroviaria Italiana da 4,86 milioni e dieci da 720mila euro: nella prestazione richiesta anche assistenza e supporto tecnico. Eni propone un accordo quadro da 11 milioni per servizi di verifica calcoli e certificazioni, la Regione Campania rafforza la capacità istituzionale sul principio DNSH e sulle verifiche climatiche dei progetti infratsrutturali del FESR. Roma Capitale affida l’accordo quadro per i servizi multidisciplinari nell’ambito della concessione per il termovalorizzatore. Il Demanio assegna il PFTE di una scuola a Benevento e la direzione operativa e di ispezione più il coordinamento della sicurezza per la progettazione BIM del restauro e della rifunzionalizzazione dell’ex carcere femminile di Perugia. L’elenco completo delle 51 gare

L'ARCHITETTURA VISTA DA LPP

Boeri il multiforme cova le contraddizioni politica-professione-cultura: Milano è meglio dell’immobilismo delle altre città italiane, ma il Bosco verticale è marketing applicato all’architettura

20 Lug 2025 di Luigi Prestinenza Puglisi

Giorno 24 luglio, uscirà, nella collana dei libri di architettura allegata al Corriere della sera, la monografia dedicata a Stefano Boeri. Consacrando in questo modo la sua figura di progettista. E, difatti, se siete disposti a perdere qualche minuto, ChatGPT o qualche altra app di intelligenza artificiale vi diranno che Boeri dopo Renzo Piano e Massimiliano Fuksas è tra le più importanti archistar nazionali. Per una app cinese lo é insieme a Carlo Ratti, per la versione europea insieme a Cucinella, dopo Cino Zucchi e un altro studio di architettura che, credo, sia conosciuto solo dalla Intelligenza Artificiale.

L'ARCHITETTURA VISTA DA LPP

L’architettura fascista è esistita: tanta produzione di buon livello, ma anche i segni contraddittori della monumentalità di regime. Critica sempre in affanno sul tema

13 Lug 2025 di Luigi Prestinenza Puglisi

Per apprezzare un’opera d’arte non è necessario conoscerne la storia. Rimaniamo affascinati da una tela di Botticelli anche se sappiamo poco e nulla del Rinascimento, del neoplatonismo, del tentativo di riforma dei costumi portato avanti dal Savonarola e dell’influenza che  l’intollerante frate ebbe sui pittori fiorentini della sua epoca.

Lo stesso accade per gli edifici: non dobbiamo essere esperti di storia romana per ammirare il Pantheon o il Colosseo. Né dottori della chiesa per apprezzare il colonnato di Bernini che introduce a San Pietro. Qualche informazione non guasta, ma della maggior parte delle opere che ammiriamo sappiamo ben poco.

L'ARCHITETTURA VISTA DA LPP

Il pop sofisticato di Cino Zucchi lavora sulle contraddizioni per diventare evanescente. Il capolavoro della Casa D all’ex Junghans di Venezia

06 Lug 2025 di Luigi Prestinenza Puglisi

Possiamo considerare che il fenomeno delle archistar nasce il 18 ottobre 1997 quando si inaugura il museo Guggenheim di Bilbao. È da quel momento che politici e  costruttori cominciano a rendersi conto che il tocco di alcuni architetti può fare la differenza e determinare la fortuna di un luogo.

L’archistar non è quindi solo un progettista famoso. È un personaggio mediatico la cui firma garantisce il successo di una iniziativa. Le archistar italiane sono due: Renzo Piano (1937) e Massimiliano Fuksas (1944). Entrambi hanno cominciato a costruire la loro fama all’estero, in Francia, per poi essere apprezzati in Italia. Con il tempo se ne sono aggiunti altri.

BANDI DI LAVORI PER PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Demanio, in gara accordi quadro da 654 milioni per manutenzioni di immobili: 55 lotti per 220 appaltatori in 13 regioni

29 Giu 2025 di Mercedes Tascedda

Il bando dell’Agenzia guidata da Alessandra dal Verme riguarda, in particolare, gli immobili in uso alle amministrazioni dello Stato. La ripartizione dei lotti e degli importi per Regione. L’esame dei disciplinari di gara con la tabella dei criteri di aggiudicazione.

TUTTI I BANDI DI GARA PER SERVIZI DI PROGETTAZIONE, ARCHITETTURA E INGEGNERIA PUBBLICATI NELLA SETTIMANA DAL 21 AL 27 GIUGNO: LEGGI L’ARTICOLO E LA TABELLA CON TUTTE LE 18 PROCEDURE DI APPALTO SOPRA SOGLIA

L'ARCHITETTURA VISTA DA LPP

L’Imprinting di Antonino Saggio prova a catturare l’inafferrabile e sfuggente architettura italiana

29 Giu 2025 di Luigi Prestinenza Puglisi

L’architettura italiana gode di buona salute e sono numerosi i progettisti di valore che operano dal nord al sud della penisola. Tuttavia, per quanto bravi, non riescono a suscitare quell’interesse internazionale che gli italiani destarono in altre stagioni: si pensi per esempio negli anni Ottanta al successo di Aldo Rossi e dei postmoderni. I due architetti italiani oggi più conosciuti, Renzo Piano e Massimiliano Fuksas, per quanto molto apprezzati, non “bucano”come allora, quando i progetti italiani venivano imitati e studiati nelle università. E, dietro Piano e Fuksas, nessuno gode di particolare seguito internazionale. Stefano Boeri, che, è forse il più noto della generazione successiva dei settantenni, è considerato più l’autore di una fortunata formula, il Bosco verticale, che un progettista rilevante dal punto di vista dell’invenzione di una nuova poetica e di un nuovo linguaggio.

FAR 2025

Periferie, politiche urbane al CENTRO per la giornata nazionale

23 Giu 2025 di M.Gia.

Dopo un fine settimana all’insegna del coinvolgimento della cittadinanza, degli itinerari per esplorare gli ambiti urbani e dei concorsi di progettazione come strumento di garanzia per la qualità di quel che si andrà a realizzare, ieri il Festival dell’Architettura di Roma 2025 ha concentrato l’attenzione sugli interventi di riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie.

L'ARCHITETTURA VISTA DA LPP

Luigi Pellegrin, il genio dimenticato che inseguiva la perfezione della Natura e si scandalizzava degli accostamenti alle furbizie estetizzanti dei decostruttivisti

08 Giu 2025 di Luigi Prestinenza Puglisi

Luigi Pellegrin è stato uno dei grandi architetti del dopoguerra. Era artisticamente tanto dotato che persino il severo critico Manfredo Tafuri, il quale amava tutt’altro genere di architettura, dovette riconoscerlo. E lo fece individuando in questo “solitario sperimentatore” una  lezione wrightiana addirittura superiore a quella di Carlo Scarpa, perché priva di soluzioni di maniera e mirata alla qualità dello spazio e degli oggetti. Nonostante le numerose opere – edifici, progetti, dipinti, scritti e persino un trattato a schede – che Pellegrin ha prodotto nel corso della sua esistenza, di lui si sta perdendo traccia.

PROGETTO CORALE

La diga di Alqueva e la sabbia dorata che non c’era venti anni fa: l’Alentejo trasformato tra paesaggi reinventati, economie riconfigurate, comunità resilienti

04 Giu 2025 di Maria Cristina Fregni

Quando arrivi con l’auto al parcheggio della Praia do Cinco Reis, dopo aver percorso gli ultimi 8 km su uno stradello rurale che attraversa campi coltivati che si perdono in orizzonti vastissimi, senza mai incontrare un essere umano, la sensazione è quella di essere approdato in un luogo metafisico, fuori dal tempo e dallo spazio.

Il parcheggio è sterrato, le indicazioni ridotte all’essenziale, il dubbio di aver sbagliato strada è forte.

Poi scendi, segui il percorso inghiaiato e alberato verso l’unico edificio, un piccolo chiosco in legno che si staglia sul cielo azzurro, e, man mano che ti avvicini, la magia prende forma.

Iniziano infatti a comparire prima le sagome di qualche ombrellone in paglia, poi il brilluccichio di uno specchio d’acqua, poi i colori caldi di una lunga e sinuosa spiaggia di sabbia che si stende verso l’infinito, costeggiata da una florida vegetazione verde intenso.

E, in mezzo a questo scenario un po’ surreale, inizi a scorgere il formicolio della vita: uccelli di varie specie che si alzano dal pelo dell’acqua, ciclisti che compaiono a tratti in mezzo alla boscaglia, pescatori solitari, e, infine, loro, i bagnanti in costume che prendono il sole sdraiati sulla spiaggia.

La sensazione di straniamento è forte, soprattutto quando arrivi al chiosco e senti anche la musica da bar e il tintinnio dei bicchieri con bibite e cocktails. Ma come? Cinque minuti fa eri in mezzo alla campagna rurale dell’Alentejo, tra frutteti, campi di pomodori e nidi di cicogne sui pali della luce, e ora sembra di essere alla periferia di una località balneare, rigorosamente fuori stagione ma comunque in una atmosfera di accoglienza e piacevole rilassatezza.

Ecco, benvenuto a Praia do Cinco Reis, nel cuore del Portogallo.

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