RIGENERAZIONE

Nuova vita per il Vecchio Mulino di Roma che si TRASFORMA in un’area residenziale. Progetto da 360 unità abitative

17 Mar 2025 di Giusy Iorlano

Al via al progetto di rigenerazione urbana e residenziale a Roma, sulla via Flaminia, che vedrà la nascita anche di circa 400 box, oltre a spazi per servizi commerciali diretti alle persone e per l’housing sociale. Un progetto, questo, che sarà avviato in un’area di particolare interesse storico. È infatti presente una delle poche tombe “a cappella” sopravvissute dall’epoca dell’antica Roma, ovvero quella dei Nasoni. L’iter delle autorizzazioni per l’avvio degli interventi è già partito.

L'Interim Economic Outlook

Dazi e incertezze geopolitiche pesano: l’Ocse TAGLIA le stime

17 Mar 2025 di Maria Cristina Carlini

“Si stanno mostando segnali segnali di debolezza per l’economia globale”. E’ il campanello d’allarme che suona l’Ocse a fronte degli sviluppi degli scenari geopolitiche e l’impatto della guerra commerciale ingaggiata dall’Amministrazione Trump. Per questo, l’organizzazione con sede a Parigi taglia nel suo Interim Economic Outlook la crescita globale nel 2025-26 a +3,1% e a +3%. La limatura dell’Ocse non risparmia l’Italia la cui crescita è stimata a +0,7% quest’anno e +0,9% per il prossimo. Pil in contrazione negli Usa da +2,8% a +2% quest’anno a +1,6% nel 2026.

LA STAZIONE A FINE ANNO

Genova, con la nuova ala est AVANZA il piano aeroporto

17 Mar 2025 di Mauro Giansante

Inaugurata ieri al Cristoforo Colombo, sarà ufficialmente aperta ai passeggeri dal prossimo 19 marzo. Un investimento di 15 milioni di euro e 18 mesi di lavori per creare 5.500 mq di spazi e accogliere fino a 3 milioni di passeggeri. Ma lo scalo sarà ulteriormente innovato entro fine 2026 con ulteriori interventi da 12,6 milioni di euro. Entro dicembre 2025, invece, è prevista la realizzazione della nuova stazione ferroviaria Genova Aeroporto e la realizzazione di una passerella pedonale con tapis roulant di collegamento tra lo scalo e la nuova stazione. Privatizzazione: ok bipartisan.

IL PIANO DI SVILUPPO 2025

Terna, investimenti in AUMENTO a 23 mld al 2034: 39GW il target scambio

16 Mar 2025 di Mauro Giansante

Autorizzata la maggior parte delle opere che entreranno in esercizio al 2030. Target in linea con il Pniec: “Puntiamo ad assicurare un sistema affidabile, resiliente e sostenibile”, ha detto l’ad Di Foggia. Cresce del 40% la capacità di trasporto estero, emissioni di CO2 in discesa a 2mila kt/anno entro fine decennio.

TRANSIZIONE DIGITALE AL RALENTI

Pnrr: spesa per cloud e infrastrutture FERMA, progetti troppo dispersi. Ok solo con revisione

16 Mar 2025 di Mauro Giansante

Secondo il primo osservatorio lanciato da Assonime e Openpolis, manca trasparenza sui numeri: i dati pubblici arrivano con molto ritardo e non sono di facile lettura, quelli sulla spesa sono incoerenti tra loro. Anche la rendicontazione su ReGis non è stata di fatto accelerata. Sugli interventi, risulta ancora difficile l’associazione Piano-realizzazioni concrete. Quali soluzioni? Occorre accelerare gli interventi, chiedere più sforzi alle amministrazioni, un monitoraggio effettivo con un Pmo strutturato e le partnership pubblico-privato per non vanificare gli sforzi dopo il 2026.

L'OSSERVATORIO

Oice: a febbraio sono ripartite le gare di ingegneria e progettazione

16 Mar 2025 di Red. Diac

La ripresa è netta (+67,2% in valore) rispetto a gennaio, ma solo se si esclude a gennaio il maxibando ASPI per accordi quadro da 170 milioni. Nel bimestre ancora -25,5% rispetto al 2024. Aumenta il numero delle gare UE (+56%), ma non gli importi. Tirano ancora gli appalti integrati: +148,4% per i servizi di progettazione su gennaio. Il presidente Lupoi, però, vede ancora nero: “Continua la riduzione del mercato e la mancanza di trasparenza; necessario intervenire”.

L'ARCHITETTURA VISTA DA LPP

L’architettura non è solo l’esperienza di spazi e di vuoti, ma anche il coraggio di mettere in mostra figure e arie di famiglia

16 Mar 2025 di Luigi Prestinenza Puglisi

Con questo articolo, Luigi Prestinenza Puglisi avvia la sua rubrica settimanale su Diario DIAC. Un grazie sentito a lui per questa preziosa collaborazione ritrovata che ci aiuta a capire meglio cosa vogliamo essere (g.s.).

Quale è lo stato di salute dell’architettura italiana? Saremmo tentati di rispondere che è buono. Ci sono, infatti, numerosi studi di progettazione che realizzano edifici piacevoli, raffinati e anche sofisticati. Lavorano un po’ in quasi tutte le regioni della Penisola con risultati notevoli. Assistiamo al fiorire di opere in Puglia, in Sicilia, nel Trentino Alto Adige, nel Veneto. E poi c’è Milano, una delle capitali dell’architettura europea.

Si tratta di belle costruzioni, ma difficilmente di capolavori. Spesso gli edifici sono molto simili tra loro. Sono caratterizzati da ampie vetrate, da materiali naturali, dal disegno sicuro e raffinato dei dettagli. Alcuni parlano di taglio sartoriale. Altri di artigianalità. Pochi di poesia.

Ecco il punto. Il gioco delle forme sembra spesso ridursi a una semplice questione di stile, a una ricerca di valore aggiunto per meglio piazzare il bene sul mercato.

Il recente libro scritto a quattro mani da un appassionato architetto, Gianluca Peluffo, e da un non meno appassionato critico, Valerio Paolo Mosco, denuncia tale condizione cercando di individuare una via di uscita a partire da una rigorosa autoanalisi. Ovviamente, come rigorose possono essere le autoanalisi di un architetto e di un critico di architettura.

Lo fa a partire dal titolo: Spazi, corpi, figure.

La difficile identità digitale della stazione appaltante nei contratti pubblici

16 Mar 2025 di Angelo Ciribini

Il decreto legislativo 36/2023 pone implicitamente alle stazioni appaltanti e agli enti concedenti, in materia di Gestione Informativa Digitale (GID) una vera e propria questione esistenziale, di natura identitaria, la cui incomprensione sta iniziando a causare una molteplicità di fraintendimenti e di criticità. La questione consiste, appunto, nella ridefinizione dell’identità del versante della domanda pubblica e, in particolare, del committente pubblico.

IL PAPER sulla riforma del Dpr 380/2001

Astrid: nel testo unico dell’edilizia esplicitare i principi fondamentali non derogabili dalle Regioni

14 Mar 2025 di Giorgio Santilli

È l’antidoto allo spezzatino regionale di cui soffre oggi la disciplina. Un’altra categoria di norme che va distinta è quella che definisce i livelli essenziali delle prestazioni, come la CILA e la SCIA o l’edilizia libera: potranno essere derogate dalle Regioni solo se prevedono trattamenti più favorevoli per cittadini e imprese. Si crea così una tripartizione di norme: principi fondamentali, LEP e norme statali cedevoli. La riforma del TU è “necessaria e urgente” per perseguire i nuovi obiettivi di riduzione del consumo del suolo, rigenerazione urbana, recupero del patrimonio edilizio esistente ed efficientamento energetico degli edifici. “Continuare con il TU il lavoro avviato dal salva-casa di regolarizzazione del patrimonio edilizio”. Avanti con le semplificazioni, chiudere i vecchi condoni. La questione per la politica: riforma del Dpr 380 o nuovo codice?

L'audizione alla Camera

Rixi: “Nessuna privatizzazione delle Fs ma aperti a investimenti RAB. Le NOMINE sono responsabilità della holding e del Mef, non del Ministero delle Infrastrutture”

13 Mar 2025 di Maria Cristina Carlini

In una audizione davanti alla Commissione Trasporti della Camera, Rixi ha toccato tutti i temi caldi del dossier Ferrovie: ha chiarito che non entreranno i privati nel capitale ma l’analisi in corso verte sull’apertura a investimenti sul modello Rab nel perimetro dell’alta velocità. Netto sulle nuove nomine: il Mit non interviene ma sono scelte dell’azienda con l’avallo del Mef. Per rilanciare l’azienda, l’ad ha fatto le sue scelte con un “riequilibrio manageriale infragruppo”

I PROGETTI IN CORSO

Acqua, Roma PUNTA su recupero e riuso: 2,6 miliardi in sei anni

13 Mar 2025 di Mauro Giansante

L’Assessora ai Lavori pubblici e alle Infrastrutture, Ornella Segnalini: “Gli usi civili dell’acqua aumentano, Roma ha 4,5 milioni di abitanti al giorno. Durante il mandato abbiamo ridotto le perdite di rete al 27% e per fine mandato puntiamo al 25% contro una media nazionale del 42%”. I progetti in corso: i collettori, la manutenzione delle cabitoie, i fossi e le vasche di espansione.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

Durata, validità ed efficacia dei certificati necessari per dimostrare il possesso dei requisiti generali e speciali

13 Mar 2025 di Gabriella Sparano

Sia il codice dei contratti pubblici (oggi, articolo 96) sia l’ANAC (ex multis, Atto del Presidente del 10/07/2024) sia la giurisprudenza (ex multis, Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, Sentenza del 24/04/2024, n. 7) sono chiari e fermi nell’affermare che i requisiti, generali e speciali, di partecipazione agli appalti devono sussistere sin dalla presentazione dell’offerta, per tutta la durata della gara, e fino alla stipula del contratto e poi, ancora, fino all’adempimento delle obbligazioni contrattuali.

Ciò impone, evidentemente, non solo il dovere in capo all’operatore economico di informare la stazione appaltante di ogni variazione incidente in tal senso (anche in nome del generale principio di collaborazione e buona fede tra cittadini e pubblica amministrazione sancito dal comma 2-bis dell’articolo 1 della Legge n. 241/1990), ma anche il dovere in capo alla stessa stazione appaltante di compiere i relativi accertamenti con riguardo all’intero periodo.

Viene, quindi, da chiedersi che validità abbiano i certificati a tal fine necessari? Ogni quanto tempo la stazione appaltante deve, pertanto, chiedere nuovamente detti certificati per avere certezza della continuità del possesso dei requisiti in capo all’operatore economico?
Vediamolo insieme.

I RITARDI VERSO LE OLIMPIADI 2026

Milano-Cortina, Legambiente: occasione PERSA. Costi oltre i 5,7 mld

13 Mar 2025 di Giusy Iorlano

A meno di un anno dall’evento sportivo, dove la sostenibilità resta un obiettivo lontano, continuano le difficoltà legate a opere faraoniche, ritardi e costi alle stelle. Partite con un budget di 1,5 miliardi di euro, ad oggi i costi sono saliti a 5,7 miliardi di euro. Riguardo le opere previste molte rischiano di non essere completate tra queste anche le varianti della Val Boite. Il report dell’associazione ambientalista.

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