PROGETTO CORALE / 41
Nuova vitalità urbana grazie a pubblico e privato, senza stravolgimenti: il modello Brescia raccontato agli UCCB di Stratosferica
Cosa succede quando una città italiana di medie dimensioni decide di prendere in mano la propria identità e reimmaginarla, dandole forma e sostanza attraverso azioni pubbliche che creano l’infrastruttura per gli investimenti privati?
E’ quello che ieri, 5 maggio, si è cercato di scoprire a Brescia, tramite un Urban Creative City-Break.
Andiamo per ordine. Gli Urban Creative City-breaks sono una formula di esperienza professionale e formativa sviluppata da Stratosferica, organizzazione che produce e divulga cultura urbana, basata a Torino ma attiva world-wide. Nell’arco di tre giorni, il viaggio degli UCCB in una città attiva nel mondo della cultura urbana e della rigenerazione offre incontri con politici, amministratori, professionisti di alto spessore, titolari di studi e figure chiave del settore creativo locale – imprenditori di successo, designer, editori, architetti, chef, innovatori – che accolgono il gruppo nei loro luoghi di lavoro e sperimentazione e offrono una prospettiva privilegiata sulla città.
Per la primavera 2026 Stratosferica ha deciso di portare gli UCCB per la prima volta in un contesto italiano e non estero, e ha scelto Brescia. E così ieri un nutrito gruppo di esploratori di esperienze urbane ha girovagato per luoghi noti e meno noti del tessuto urbano bresciano, accompagnato da assessori, investitori, artisti e intellettuali attivi in città, per provare a capire la “formula”, che Brescia sta portando avanti da oltre un decennio, per passare dall’essere identificata come “città del tondino” (per il suo ruolo di pilastro siderurgico italiano, fatto di acciaierie e laminatoi) a “La tua città europea”, come recita il nuovo claim.
In effetti, le iniziative di riattivazione urbana che Brescia può vantare sono molteplici, diverse e intrecciate tra loro. Forse la più nota è quella della Fondazione Brescia Musei, che rappresenta in Italia un progetto pilota per la gestione e la valorizzazione del patrimonio artistico e monumentale cittadino e che è stato da subito il soggetto privilegiato dell’azione intrapresa dalla città di reimmaginazione di se stessa in chiave creativa e culturale. La Fondazione si occupa dell’incremento, della conservazione, dell’esposizione dei beni afferenti alle collezioni museali, promuovendone al contempo la conoscenza e la divulgazione basate su attività di ricerca, sulla ricca e variegata proposta di servizi educativi rivolti a diverse fasce di pubblico, sulla produzione di eventi espositivi temporanei e sulla gestione dei prestiti a mostre organizzate da terzi. Nata come società per azioni nel 2003 per volontà del Comune di Brescia – socio di maggioranza – della Fondazione CAB, della Fondazione ASM e della Camera di Commercio, si è trasformata in fondazione di partecipazione per dare continuità di gestione alla innovativa partnership pubblico-privato che ha consentito la progressiva valorizzazione di Brescia come città d’arte, attraverso un articolato programma culturale ed espositivo e la gestione di un sistema museale integrato e quantomai vario e attivo. Come ricorda Stefano Karadjov, Direttore della Fondazione, la missione civica della Fondazione è stata da sempre quella di sviluppare una strategia e lasciare che sia questa a comandare le scelte dell’Ente, senza inseguire il bisogno di portare utenti, bensì utilizzando il patrimonio per fare creatività contemporanea. Grazie a questo driver, la Fondazione ha riacceso molteplici luoghi della cultura, riconnettendoli pian piano al tessuto sociale e imprenditoriale cittadino e iniziando a far crescere quella identità “culturale” verso la quale la politica aveva deciso di reindirizzare le energie urbane.
Sulla scia delle iniziative della Fondazione, altre ne sono nate, supportate dal Pubblico. E’ il caso di MO.CA. – Centro per le Nuove Culture, che è localizzato nello storico palazzo Martinengo Colleoni di Malpaga nel Centro storico, per decenni sede del Tribunale. MO.CA. è un incubatore di progetti innovativi nel campo dell’arte, cultura e creatività contemporanea, attivo dal 2016, che nel tempo si è sviluppato come un laboratorio di sperimentazione progettuale e uno spazio di aggregazione che promuove esperienze artistico-culturali e opportunità di crescita professionale e personale. Il MO.CA ambisce a intrattenere un forte legame con gli spazi che abita e vuole diventare un punto di incontro e di riferimento per tutti i cittadini bresciani. Nasce da un accordo di valorizzazione tra diversi soggetti bresciani, come il Comune di Brescia, la Fondazione ASM, la Residenza Idra, l’Associazione Museo Nazionale della Fotografia Italiana e le quattro Associazioni Artigiane di Brescia e Brescia Infrastrutture, per lo sviluppo di attività di start-up, innovazione, creatività e cultura. Le attività proposte spaziano da esposizioni d’arte e concerti dal vivo, a rassegne teatrali e musicali, progetti multimediali e di design, e programmi di formazione e orientamento per i giovani.
MO.CA ospita 8 associazioni culturali, un ente universitario, un ufficio comunale e il progetto Makers Hub, in supporto a giovani imprenditori nel campo dell’innovazione e dell’artigianato.
Altra iniziativa notevole promossa dal Comune è quella del Parco delle Cave, un parco locale di interesse sovracomunale che copre un’area di circa 960 ettari. Si estende nella zona sud-est della città, sulle aree agricole e naturali dei quartieri di Buffalora, Sanpolino, San Polo Case, San Polo Cimabue e San Polo Parco, comprendendo anche laghi di falda, ex cave di sabbia, ghiaia e marmo, che danno nome all’intero complesso. Passato il boom dell’edilizia degli anni ’60, le prime ipotesi relative alla trasformazione dell’intera area in un parco pubblico furono avanzate già nel 1976, ma il primo atto ufficiale si ebbe solo nel 2016, e l’apertura al pubblico delle prime parti si ebbe nel 2018.
Ad oggi tre bacini risultano aperti al pubblico, con percorsi ciclopedonali e punti di osservazione ornitologici, per una superficie complessiva di circa 125 ettari.
La realizzazione del parco si ascrive sempre nella strategia più complessiva di reimmaginazione della città, da un passato produttivo e industriale da non dimenticare ad un presente e un futuro in cui la produttività e la creatività sono ad alto tasso socio-culturale. In questo filone di riconversione post-industriale in chiave di qualità della vita dei cittadini si inserisce anche una delle ultime iniziative del Comune, il cosiddetto “abbraccio verde” illustrato pubblicamente qualche mese fa, ovvero la realizzazione di un parco di cintura periurbano frutto del protocollo d’intesa firmato dal Comune di Brescia e altri 10 Comuni bresciani, allo scopo di incrementare la conservazione e la tutela ambientale, il valore per le aree urbane e periurbane e per attuare il processo di transizione ecologica dell’area metropolitana attorno a Brescia attraverso una fascia di cintura verde.
Sempre a favore della qualità della vita dei residenti, e in modo particolare delle fasce più deboli che vivono negli ex quartieri operai, nati seguendo le esigenze delle grandi imprese e oggi privi di verde e spazio pubblico, è l’ultimo progetto pubblico che si vuole menzionare, denominato “Oltre la strada”. Il progetto, presentato al bando DCPM 25.05.2016 dal Comune di Brescia, ha prefigurato di “restituire alla città il quartiere di Porta Milano”.
Per raggiungere questo obbiettivo si è agito su tre differenti livelli di intervento:
- infrastrutturale e urbanistico, che include importanti interventi sulla mobilità;
- socioculturale, che prevede una particolare attenzione a nuove formule di abitazione che unifichino l’housing con spazi di lavoro per imprese giovani, creative e laboratori di artigianato;
- un coordinamento continuo, costituito in primo luogo da un ascolto attivo del Comune delle esigenze dei cittadini e delle realtà economiche interessate a investire in quest’area.
Ricucire Porta Milano è inteso come un processo a lungo termine e ad ampia visione: con il progetto “Oltre la Strada” si intendono avviare azioni chiave e si vuole innestare una modalità di collaborazione ramificata tra soggetti pubblici e privati. Gli interventi più significativi del progetto “Oltre la Strada” sono:
- SOTTOPASSO FERROVIARIO DI VIA ROSE: attraverso l’eliminazione delle interferenze con la linea ferroviaria Brescia – Iseo – Edolo, l’intervento si pone come obiettivi l’agevolazione dei collegamenti tra la Tangenziale Ovest e il tessuto urbano del “Comparto Milano”, l’indipendenza dei flussi di traffico stradale e ferroviario e un più elevato grado di sicurezza;
- RIQUALIFICAZIONE DI VIA MILANO E APERTURA DEI FRONTI: è stato ridisegnato un nuovo modo di percepire ed usare la strada: tramite l’utilizzo di asfalti colorati e materiali differenti vengono evidenziate piste ciclabili e parcheggi. Inoltre, viene installata una nuova rete di illuminazione pubblicata coordinata alle nuove pavimentazioni;
- TEATRO BORSONI: è il luogo simbolo del progetto di rilancio del quartiere di via Milano, è infatti considerato il tassello centrale del complesso degli interventi. La sua funzione principale è quella di congiungere gli interventi sull’area con le attività culturali della città;
- CASE DEL SOLE: il complesso e differenziato disegno del suolo integra la vegetazione con i parcheggi, aree gioco ed uno spazio per gli skaters. Raccordato al suolo da un piano inclinato, è stata recuperata la struttura di una scuola materna, che viene riadattata architettonicamente nelle forme, nell’uso e nei caratteri tecnologici;
- VIA MILANO 140: l’abbandono del sito viene rivalutato attraverso la demolizione del complesso di case attualmente inabitate. Qui viene realizzata una nuova piazza, dove viene recuperata la pensilina del benzinaio ormai inattivo, con la possibilità di adibire la struttura a locale bar.
Se questi sono i principali interventi pubblici o comunque promossi dal pubblico, vale la pena evidenziare che il rinnovato contesto di vitalità e intraprendenza e visioning urbano ha a sua volta attivato energie private, che hanno promosso numerose iniziative, di varia magnitudo e natura, anche nel mondo privato dell’associazionismo e dell’imprenditoria.
Ne deriva l’immagine di una città estremamente dinamica, ma con pacatezza, con desiderio di ripensarsi senza stravolgersi, di volersi innovare senza inseguire le mode di altri contesti, magari metropolitani
Ora, non si vuole dare l’idea di una formula urbana idilliaca, come sempre permangono aree grigie ed elementi di criticità, primo tra tutti il sito ex Caffaro con i suoi oltre 260 ettari di terreno e acque da bonificare.
Ma ciò che colpisce dell’esperienza di Brescia, e il fatto che abbia ospitato un UCCB di Stratosferica ne è la prova, è la presenza di una chiara strategia e visione pubblica, implementata tramite la collaborazione fattiva di tutti i soggetti, istituzionali, privati, culturali, dei servizi e produttivi. Spesso parlando di Rigenerazione si richiama la necessità di una Cabina di Regia. A Brescia la Regia pubblica è evidente, e non si sostanzia nell’attivazione di grandi comparti e nemmeno nel controllo spasmodico delle trasformazioni. E’ evidente nella direzione comune che tutte le azioni in città hanno, pubblico e privato sembrano aver stretto un patto per marciare nella direzione comune della reinvenzione di sé a partire da quello che c’è. Con pazienza, con misura, ma con costanza e determinazione.
Come ama dire Giacomo Biraghi di Stratosferica, attraverso la creazione di infrastrutture pubbliche di trasformazione urbana il Comune ha messo sul tavolo le proprie fiches, invitando il privato a giocare allo stesso gioco e, al tempo stesso, palesandone le regole.
Sarà dunque interessante monitorare gli sviluppi e vedere quanto Brescia riuscirà davvero ad essere europea, ad attrarre talenti senza perdere le proprie radici, a continuare a promuovere la Rigenerazione diffusa senza inseguire trasformazioni iconiche.
Le premesse sono incoraggianti. La creatività unita alla concretezza non manca. Del resto, è pur sempre la città che, grazie al termovalorizzatore, ha il teleriscaldamento urbano e garantisce asili comunali gratuiti alle fasce più deboli della popolazione…
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