LA MAYORS FOR HOUSING ALLIANCE CHIEDE ZONE DI PRESSIONE ABITATIVA
Crisi alloggi in Ue, Gualtieri: dobbiamo usare parte del fondo competitività, rifinanziamo i bond NextGen per avere 150 miliardi
IN SINTESI
Finanziamenti e norme europee ad hoc, un Affordable housing act, piani di partenariato nazionali e regionali. La traiettoria sovranazionale per affrontare l’emergenza abitativa dei Paesi membri è stata disegnata ieri dall’alleanza dei sindaci (di oltre 20 città riuniti nella Mayors for housing alliance) a Bruxelles, in occasione dell’incontro con i vertici Ue Antonio Costa, Teresa RIbera, Dan Jorgensen e Raffaele Fitto.
Una crisi, quella degli alloggi, per la quale parlano i numeri ricordati dalla vicepresidente esecutiva Teresa Ribera: i prezzi delle case, ad esempio, sono aumentati di oltre il 60% in termini nominali tra il 2013 e il 2024, gli affitti sono aumentati del 20% e i permessi di costruzione sono diminuiti di oltre il 22% dal 2021. “Sono cifre davvero impressionanti”, ha commentato. Ribadendo che “l’edilizia abitativa è diventata una delle principali preoccupazioni per molti europei ed è nostra responsabilità comune affrontare questo problema e trovare delle soluzioni”. La prossima è “preparare l’Affordable Housing Act e lavorare insieme ai sindaci per fornire risposte chiare e strumenti per rendere disponibili soluzioni. La dimensione della sfida è grande e stiamo mobilitando gli strumenti Ue”.
Gualtieri: fondi ad hoc nel prossimo Qfp e nuovi bond per i 150 mld del NextGen
A proposito di sindaci, il primo cittadino di Roma Roberto Gualtieri ha provato a dare qualche indicazione. L’Unione europea “deve integrare e sostenere le autorità internazionali e regionali” per affrontare la crisi degli alloggi. “È fondamentale prevedere nel prossimo Qfp uno stanziamento specifico per le politiche urbane e abitative al fine di garantire il coinvolgimento diretto delle città e la possibilità di pianificare e programmare le risorse e investire in modo significativo nelle diverse componenti di questo quadro”.
Per Gualtieri, poi, “servono stanziamenti obbligatori nei Piani nazionali di partenariato regionale, è fondamentale che la dimensione urbana sia presente. All’interno di questi stanziamenti dovrebbe esserci un pilastro per le politiche abitative”. D’altronde, “l’edilizia abitativa a prezzi accessibili è un pilastro del modello sociale Ue ed è davvero cruciale per il futuro dell’Europa, in quanto attualmente è una delle principali fonti di disuguaglianza e di mancanza di crescita. Riteniamo che questo sia il momento in cui l’Europa può intervenire e dimostrare che può portare risultati e sostenere le città e i Governi nel cambiamento”.
Tra le proposte portate in commissione dall’alleanza dei sindaci di varie città europee, Gualtieri ha indicato “una voce d’investimento nel fondo europeo per la competitività dedicato all’edilizia abitativa”. La questione casa, ha spiegato, è “principalmente una questione di giustizia sociale, di uguaglianza, di coesione sociale, ma è anche una questione di crescita e competitività, perché politiche abitative solide sostengono la mobilità del lavoro, e la mobilità del lavoro è fondamentale anche per la nostra crescita economica e la nostra competitività”.
Quanto all’entità del bilancio, “riteniamo che sarebbe fondamentale rifinanziare l’emissione di obbligazioni, come fa qualsiasi emittente al mondo, per il rimborso dei più di 150 miliardi di euro che costituiscono la componente principale del Next Generation Eu. Questa pratica molto comune consentirebbe di disporre di risorse aggiuntive che potrebbero essere utilizzate per sostenere e finanziare questo piano per l’edilizia abitativa più ampio”.
Le proposte degli altri sindaci europei
Guardando ad altre proposte avanzate, i primi cittadini di Roma, Barcellona (Jaume Collboni) e Parigi (Emmanuel Grégoire) hanno chiesto la creazione di zone di pressione abitativa nell’Ue con l’obiettivo di applicare regole e accedere a fondi comuni da indicizzare ai singoli Paesi. Un parametro già applicato per esempio in Spagna. “Siamo convinti che designare queste aree come zone europee possa essere trasformativo”, ha affermato il sindaco di Barcellona, specificando che bisognerà adattate questo parametro ad ogni città, andando oltre la regolamentazione degli affitti brevi e portando avanti un dialogo continuo con le amministrazioni.
Per Grégoire, invece, va risolto il problema della speculazione immobiliare perché è un “fattore strutturale di esclusione”, che fa alzare i prezzi e riduce l’offerta. Per il primo cittadino parigino i sindaci devono poter vietare gli affitti brevi e tassare per regolare il mercato. Inoltre, ha ricordato che le città devono affrontare l’emergenza dei senza tetto. Ieri, i sindaci hanno raccolto queste e altre indicazioni in una lettera inviata agli eurodeputati.
Risposte e scenari in Ue
Intanto, qualche indicazione è arrivata dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la vicepresidente esecutiva Teresa RIbera. “L’accessibilità economica e fisica degli alloggi è una delle questioni più urgenti e concrete per milioni di europei. Risolverla richiede un intervento a tutti i livelli”, ha detto Costa. Secondo cui “non esistono soluzioni valide per tutti a questo problema. La futura legge Ue sull’edilizia abitativa a prezzi accessibili (l’Affordable Housing Act, ndr), che dovrebbe essere presentata dalla Commissione nel corso dell’anno, dovrebbe fornire il sostegno necessario ai sindaci e agli altri attori per adattare la risposta politica, in particolare per quanto riguarda gli affitti a breve termine o la speculazione”. Inoltre, “la crisi abitativa sarà tra i temi sul tavolo dei leader Ue al Consiglio europeo di giugno quando si discuterà del bilancio a lungo termine dell’Ue” 2028-2034. A novembre, invece, è in programma una riunione di alto livello degli Stati membri a Dublino.
L’attuale situazione abitativa presenta “esigenze urgenti” in tutta Europa, che richiedono “un approccio comune”. La Commissione riconosce l’edilizia abitativa come “una priorità dell’agenda europea” e ha già elaborato un primo piano per l’edilizia a prezzi accessibili, stabilendone le regole fondamentali. Serviranno nuovi interventi e “strumenti concreti”, ha promesso Teresa Ribera. Garantendo che la proposta di istituire “zone di mercato in difficoltà” troverà posto nelle future normative europee in materia di alloggi. Come richiesto, appunto, dai sindaci, con cui sarà fondamentale collaborare sempre più per arrivare a soluzioni efficaci. Tutto, rispettando il principio di sussidiarietà perché non sono possibili soluzioni universali.
Ma l’entità degli investimenti necessari “è immensa” e per questo si stanno mobilitando gli strumenti dell’Ue e gli investimenti nell’edilizia abitativa meritano una seria considerazione nel prossimo dibattito sul bilancio comunitario. L’obiettivo generale è garantire che il diritto a un alloggio a prezzi accessibili sia pienamente rispettato in tutta l’Unione Europea attraverso una piattaforma multilivello che fornisca risposte concrete ai cittadini.
Cosa cambia con l’ok al ddl Roma Capitale
Tornando a Gualtieri, il sindaco di Roma ha anche collegato il tema housing all’approvazione del ddl Roma Capitale spiegando che nella proposta di riforma costituzionale di Roma Capitale “la competenza sulla casa passerebbe” alla città. “Questo ci consentirebbe di non aver bisogno di una legge regionale per regolamentare gli affitti brevi” o più in generale consentirebbe “di gestire in modo unitario il patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica che oggi è diviso in una parte regionale e una parte Roma Capitale”. Tutto, da Bruxelles alle singole città dovrà invece tenersi assieme. La crisi abitativa non può più essere ignorata.